Il nemico è il capitalismo, la soluzione è un assegno pubblico, il compito della scuola è ricordare la Resistenza ogni anno. Nel frattempo si chiudono i Cpr e si cancella la Bossi-Fini. Il cantiere del programma di Avs per le politiche del 2027 promette un viaggio nel futuro, ma il vocabolario viene da molto lontano. Lotta al capitale, redistribuzione, antifascismo: cambiano gli strumenti, adesso le proposte si votano online, ma il repertorio resta quello. E qualche domanda su costi, sicurezza e libertà delle famiglie finisce puntualmente in fondo alla lista.Passiamo in rassegna le idee pubblicate sulla piattaforma Decidiamo. Non siamo ancora davanti a un programma definitivo: sono le proposte sottoposte alla consultazione nel percorso promosso da Avs. Una distinzione necessaria, che non rende meno significativo ciò che viene offerto agli attivisti. Per capire quale Italia si immagini dalle parti di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli basta aprire il capitolo sul lavoro. Alla voce reddito universale di base, la promessa economica diventa subito una professione di fede.Il sussidio viene presentato come una “necessità storica e filosofica”, indispensabile per scardinare il “ricatto del capitalismo”. La dipendenza del lavoratore dalla vendita della propria forza lavoro è indicata come la radice della sua debolezza: l’assegno dovrebbe consentirgli di rifiutare lo sfruttamento. Una questione seria, quella dei salari e delle condizioni lavorative, liquidata però con una ricetta della quale manca quasi tutto ciò che servirebbe per valutarla. Quanto denaro? A quante persone? Con quale costo e quali coperture? La scheda non lo dice. La filosofia abbonda, il conto non si trova. Per liberare gli italiani dal capitale, evidentemente, si può cominciare liberando le promesse dall’aritmetica.Il resto del capitolo completa il quadro: salari indicizzati all’inflazione, settimana corta a parità di retribuzione, salario minimo. Sul versante fiscale arriva anche il tetto ai compensi nelle aziende private: nessun manager dovrebbe guadagnare oltre dieci volte il dipendente meno pagato. Lo Stato stabilisce dunque quanto debbano distare gli stipendi, mentre il reddito universale dovrebbe emancipare tutti dal bisogno. Resta da spiegare come sostenere questo edificio, quali effetti avrebbe sulle imprese e chi garantirebbe le entrate necessarie. Domande meno suggestive della lotta al capitalismo, ma piuttosto importanti per chi si candida a governare.Non può mancare l’imposta progressiva “sui patrimoni sopra i 5 milioni”, da cui però restano fuori “la prima casa e i piccoli risparmi”. E ancora: “Vogliamo che le successioni milionarie siano tassate come nel resto d’Europa: oggi incassiamo 1 miliardo, mentre la Francia incassa 14 volte tanto in rapporto al Pil”.Sull’immigrazione, invece, i verbi sono molto concreti: abolire la Bossi-Fini, chiudere definitivamente i Cpr, riconoscere lo status di rifugiato climatico. Il modello indicato è quello dell’accoglienza diffusa, accompagnata da finanziamenti ai Comuni, corsi gratuiti di italiano e formazione professionale. Si propongono inoltre ius soli e ius scholae e procedure di regolarizzazione per chi vive e lavora stabilmente in Italia, con un contratto o un percorso di inserimento.Il testo prevede ingressi legali e monitorati. Ma proprio per questo sarebbe interessante sapere come funzionerebbe la parte meno celebrata dell’accoglienza: la gestione di chi non ha titolo per restare. Chiudere i centri destinati al trattenimento in vista del rimpatrio è una scelta precisa; nella scheda non viene illustrato il dispositivo alternativo. Anche la nuova categoria dei rifugiati climatici viene annunciata senza definire criteri e limiti. L’integrazione ha il suo catalogo di interventi. L’esecuzione dei rimpatri resta fuori dall’inquadratura.Grande spazio al dossier clima: “Per noi l’orizzonte strategico è un’Italia alimentata 100% da energie rinnovabili, tutelando al contempo aspetti di tutela paesaggistica, ambientale e accettabilità sociale. Bisogna abbandonare nel tempo il ricorso a gas, petrolio e carbone, senza nessuna necessità di puntare su false soluzioni costose come il nucleare”. E a proposito di ambiente, una proposta sui trasporti destinata a fare discutere: “Vogliamo fermare i voli interni sulle tratte in cui esiste un treno diretto che impiega meno di 3 ore, isole escluse”.Poi arriva la scuola, dove l’antifascismo trova una scansione annuale. La proposta promette di portare “la Costituzione, la Resistenza e la Shoah in ogni classe, ogni anno”, nelle ore di educazione civica. Nello stesso testo figurano il contrasto alla propaganda fascista e nazista, gadget compresi, la punibilità del saluto romano nelle manifestazioni pubbliche e lo scioglimento entro novanta giorni delle organizzazioni che si richiamano al fascismo.Alle famiglie viene riservato un messaggio altrettanto netto: sull’educazione sessuale e affettiva, da inserire nel percorso formativo, Avs propone di abolire il consenso informato richiamato dalla scheda come misura della legge Valditara. Alle scuole si rivendicano responsabilità e libertà formativa; il coinvolgimento dei genitori attraverso quel consenso viene cancellato. Una scelta che rende molto concreta la discussione su chi debba decidere contenuti e modalità di attività tanto delicate. Leggi anche:L’ultima tentazione di Avs: Francesca Albanese in campo alle primarieReddito universale senza quantificazione, Cpr da chiudere senza spiegare l’alternativa operativa, antifascismo da scandire ogni anno nelle aule. Le proposte sono ancora in consultazione, ma l’impronta politica è già leggibile. Agli eventuali alleati spetterà chiarire quanta parte di questo catalogo intendano sottoscrivere. Perché il capitalismo si può anche processare in una scheda online. Un Paese, prima o poi, bisogna amministrarlo.Massimo Balsamo, 13 ottobre 2026L'articolo Patrimoniale e lezioni obbligatorie di Resistenza: il programma horror di Avs proviene da Nicolaporro.it.