4 senatori repubblicani si ribellano a Trump per l’acquisto del gasolio russo: «Il presidente non rispetta la legge»

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WASHINGTON — «Credo ci sia un caso legittimo per dire che il presidente non sta rispettando la legge». Lo ha detto domenica, a «Meet the Press» della Nbc, Thom Tillis, senatore repubblicano della Carolina del Nord. Lunedì Donald Trump ha risposto alla domanda che quella frase ha aperto al Congresso: «Ho fatto la scelta giusta per il popolo americano, sempre America First».Al centro c’è l’intesa annunciata venerdì dal presidente dopo una telefonata con Vladimir Putin: la Russia fornirà «immediatamente» 300.000 tonnellate di gasolio, altre 500.000 a novembre e un milione subito dopo. Il Tesoro ha emesso una licenza che consente al carburante russo di arrivare sui mercati; l’agenzia di Stato russa Tass ha confermato lunedì che le forniture sono autorizzate fino al 7 aprile 2027. Nel 2022, però, il Senato vietò all’unanimità le importazioni di petrolio russo, e nessuno ha mai cambiato quella legge. A tre settimane dalle elezioni di metà mandato, sette senatori, quattro dei quali repubblicani, chiedono alla Casa Bianca di «invertire immediatamente la rotta».La prima domanda è dunque legale. Nella lettera, firmata tra gli altri dalle repubblicane Susan Collins e Lisa Murkowski e dalla democratica Jeanne Shaheen, numero uno dell’opposizione nella commissione Esteri, i senatori scrivono che il divieto serviva «a impedire che dollari americani finanziassero la brutale guerra di Putin contro l’Ucraina» e che la decisione «va direttamente contro quella legge», presa senza consultare il Congresso. Collins ricorda di aver co-firmato la legge sulle sanzioni che Trump ha firmato il mese scorso «ma che ora non sta rispettando».Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha replicato in tv: «Lo stiamo facendo con tutte le autorità legali che abbiamo; chiunque al Congresso dica che ce lo proibisce, che sia una vecchia legge o l’attuale legge Graham, ha torto». Il senatore John Barrasso, numero due della maggioranza repubblicana, ha detto che il presidente «deve prendere decisioni difficili». Il deputato Thomas Massie, che votò contro le sanzioni nel 2022, va oltre: «Dovremmo togliere le sanzioni su tutti i prodotti petroliferi».I prezzi alla pompaLa seconda domanda è se il gasolio russo faccia davvero scendere i prezzi. Lunedì la media nazionale era di 6,27 dollari al gallone, circa 1,65 dollari al litro, contro 3,67 un anno prima. La penuria di carburante dura da febbraio e Trump la attribuisce alla guerra in Ucraina, non al suo attacco all’Iran. Su Truth Social ha promesso prezzi che «scenderanno, in numeri record, e in fretta». Ex funzionari americani dubitano che Putin disponga delle quantità citate dal presidente, e gli analisti dei mercati energetici ritengono improbabile che i volumi promessi incidano molto sui listini.La terza domanda riguarda la tregua. Domenica Trump ha scritto: «Con effetto immediato, c’è un cessate il fuoco energetico nella guerra fra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno accettato. Non violatelo!». Mosca non ha confermato. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov si è limitato a dire che «i contatti sono in corso»; il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha detto lunedì che Zelensky «non merita una tregua». Un annuncio analogo di Trump, un mese fa, era stato seguito da nuovi raid da entrambe le parti.Volodymyr Zelensky, lunedì al Warsaw Security Forum, ha detto di non averne saputo nulla: «L’abbiamo appreso dai media». Nella notte fra domenica e lunedì un drone a reazione di fabbricazione iraniana ha colpito un impianto di produzione di gas, altri droni almeno cinque obiettivi energetici, tra cui uno alla periferia di Kharkiv; i feriti sono 33. «Penso sia stata la risposta di Putin al presidente Trump», ha scritto il presidente ucraino, che aveva definito l’intesa sul gasolio «un regalo di compleanno» a Putin. Trump, nei giorni scorsi, ha detto che «è ora che l’Ucraina si prenda un nuovo presidente».L’ultima domanda è elettorale, ed è quella che i repubblicani non hanno ancora sciolto: difendere Trump, rompere con lui o tacere. Un sondaggio Pew diffuso giovedì dice che il 44% degli elettori registrati considera il proprio voto per il Congresso un voto contro il presidente, il 19% un voto a favore. Tillis, che non si ricandida, dice che l’intesa «infanga gli sforzi di Lindsey Graham», il senatore che diede il nome alla legge sulle sanzioni; lo stesso ha detto sabato l’ex vicepresidente Mike Pence.Alla Camera il repubblicano Brian Fitzpatrick ha annunciato una legge bipartisan per bloccare qualsiasi acquisto di petrolio russo, il «Ronald Reagan Peace Through Strength Act». Il collega Don Bacon, già co-firmatario, ha scritto: «Servono prezzi più bassi per agricoltori e allevatori, ma comprare carburante russo è la risposta sbagliata». Secondo Tass, le prime 300.000 tonnellate partono in ottobre.