Nuovi interrogativi sugli accertamenti genetici eseguiti dopo l’omicidio di Chiara Poggi emergono da alcuni documenti del Ris di Parma del 2007, acquisiti dal Tg1. Il 10 settembre scorso, davanti ai magistrati di Pavia, l’allora capitano del Ris Alberto Marino è stato ascoltato sulla scelta di utilizzare il cucchiaino trovato nella cucina della villetta di via Pascoli per isolare il Dna della vittima, invece di ricorrere a un campione già ottenuto nel corso dell’esame autoptico. Alla domanda del pm sul perché fosse stato cercato il Dna di Chiara su un reperto del quale non vi era certezza che fosse stato messo in bocca dalla vittima, Marino avrebbe risposto: “Forse non ce lo hanno mandato”. E avrebbe aggiunto che non c’era un campione di confronto della vittima. Una ricostruzione che appare però diversa da quanto emerge da un verbale del Ris del 4 settembre 2007, in possesso del Tg1 e firmato anche da Marino, nel quale si fa riferimento al prelievo dal sangue di Chiara Poggi di un campione biologico destinato al confronto. Anche in un successivo verbale del 7 settembre si fa riferimento a tracce della vittima.Sempio a “Porta a Porta”: “Mia paura è essere vittima di un errore”Intanto questa sera a “Porta a Porta” andrà in onda un’intervista ad Andrea Sempio. “Se ci sono dei dubbi, se c’è qualcosa” che “non è stato svolto al 100%, magari se sono stati anche commessi degli errori, è giusto rifare l’indagine, andare a verificare. Io non vedo errori nelle indagini”, ma “il pensiero che possa esserci un errore da qualche parte è possibile. La giustizia comunque è amministrata da uomini, quindi possono sbagliare. La paura di essere vittima di un errore assolutamente c’è“, ha affermato. “Io ritengo che qualora uno degli elementi che oggi vengono puntati contro di me non venisse ritenuto spiegabile, quello secondo me sarebbe un errore”, ha aggiunto Sempio. “È difficile da far capire, perché comunque sono passati quasi due anni. Per le persone, per molti questa è stata una vicenda che hanno visto in televisione, hanno seguito con interesse, colpisce e tutto, però son due anni che andiamo avanti. Follia. Se uno prende il racconto finale, a me sembra un racconto tirato per i capelli. Questa mia ossessione per Chiara, data da video che avete la conferma che non sono stati visti, a quel punto io ci provo con lei al telefono, addirittura magari minacciandola, poi qualche giorno dopo lei mi apre la porta di casa… oppure io scavalco, aspetto nel cortile che lei faccia uscire i gatti che vengono ritrovati in casa… Mi sembra l’aver fatto quadrare tanti elementi però il risultato finale secondo me non regge”. Questo articolo Delitto di Garlasco, dai verbali dei Ris del 2007 nuovi dubbi su Dna Chiara e cucchiaino proviene da LaPresse