Un uomo e il suo cane sono una famiglia. È a dirci questo che servono i 101 minuti del nuovo, struggente film di David Ayer, “Heart of the Beast”, presentato in anteprima a Franklin, Tennessee, il 15 settembre 2026 e distribuito nelle sale italiane da Eagle Pictures dal 24 settembre.La storia è semplice nella sua complessità.I protagonisti sono James Belmont, un veterano delle Forze Speciali interpretato da Brad Pitt, e Odino, il suo cane, che era al suo fianco perfino nel corso delle missioni militari più pericolose. Dopo tanti anni di guerra, umano e cane sono in congedo e cercano un po’ di tranquillità vivendo in isolamento nei gelidi boschi dell’Alaska, ricostruiti nella natura altrettanto inospitale della Nuova Zelanda. Insieme, vivono con semplicità, si completano e bastano a se stessi.Ma la loro serenità non è destinata a durare. Durante un volo in idrovolante, James ha un malore e lui e Odino precipitano. Si salveranno per miracolo, ma da quel momento avrà inizio il loro difficilissimo viaggio per raggiungere un luogo abitato passando attraverso una natura ostile e senza pietà.La trama del film, intensa e commovente, come dicevamo è solo un modo per celebrare il grande sentimento di affetto che può nascere tra esseri umani e animali. E questo legame nel film emerge in maniera tanto più forte e convincente perché deriva, almeno metaforicamente, da un’esperienza vera.Lo sceneggiatore Cameron Alexander ha infatti raccontato che, quando cominciò a scrivere la storia, stava attraversando uno dei periodi piùdifficili della propria carriera: era al verde e aveva accumulato numerosi progetti che non erano andati a buon fine.Tuttavia, c’era almeno qualcuno che non lo aveva abbandonato: il suo cane. Da lì, nacque in lui l’idea di trasformare “Heart of the Beast” in una sorta di lettera d’amore al suo cane.Ed è per questo che la vera star del film è Uber, il pastore tedesco che interpreta il cane Odino, affiancato dai suoi tre figli Ryker, Hondo e Seeka; gli sguardi degli attori a quattro zampe sono talmente intensi e trasmettono un mondo interiore così ricco da rendere inutili e superflue le parole.Così, Uber ha eclissato perfino Brad Pitt, la cui interpretazione nel film è comunque strepitosa.Del resto, l’attore di “Fight Club”, ha reagito all’essere messo in secondo piano con il suo notissimo sorriso ironico sulle labbra. Anzi, di più; Pitt, che nella vita ha tre cani, ha preso talmente tanto in simpatia il suo collega a quattro zampe da dichiarare che “Quando il cane arrivava sul set, l’energia cambiava: era come se le persone diventassero semplicemente un po’ più felici, un po’ più entusiaste”.Accogliamo quindi con entusiasmo il nuovo film di David Ayer, che ha abbandonato la strada di film commerciali come il campione di incassi “Suicide Squad” per realizzare una pellicola più autentica e ricca di sentimento, destinata a far commuovere il pubblico.Ma anche a rimanergli nel cuore.Federica Focà