DDL antisemitismo: la censura che passa per legge è barbarie allo stato puro

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Come era ampiamente prevedibile il disegno di legge sull’antisemitismo ha suscitato un dibattito assai animato e assai vivace, contrassegnato dalla divisione nettissima tra sostenitori e oppositori. Per parte nostra affermiamo senza ambagi e senza perifrasi edulcoranti che il disegno di legge è semplicemente vergognoso e inqualificabile. Proviamo celermente a chiarire perché, in modo semplicissimo, accessibile a chiunque sia ancora in grado di utilizzare sovranamente la propria testa.Il bersaglio del DDLL’obiettivo reale del disegno di legge non è perseguire penalmente l’antisemitismo ma silenziare ogni critica alle politiche estere genocidarie di Netanyahu. Il trucco, ça va sans dire, è come sempre l’identificazione irriflessa della critica delle politiche imperialistiche sanguinarie di Israele con l’antisemitismo. L’obiettivo ultimo è immunizzare Israele rispetto a ogni possibile critica e dunque giustificarne sempre e comunque l’operato, quando anche esso si traduca in pulizie etniche e in genocidi, come sta appunto avvenendo a Gaza.In buona sostanza il disegno di legge in questione introduce il reato di opinione, mettendo al bando la possibilità di criticare Israele quali che siano le sue azioni. Dobbiamo allora richiamarci una volta ancora a Baruch Spinoza, il teorico della libertas philosophandi. Spiegava Spinoza nel suo Trattato teologico-politico che è proprio del governo democratico riconoscere la libertà di espressione ai suoi cittadini, che saranno quindi liberi di dire e di pensare tutto ciò che vorranno.Le idee e la censuraLe idee, se sono false, si combattono con le idee vere, non con la censura e con l’istituzione dei reati d’opinione. Anche un bambino delle scuole elementari può agevolmente capire oltretutto che l’antisemitismo e la critica delle politiche di Israele non hanno alcuna connessione tra loro. Come non si arresta il ladro per la sua religione o per la sua nazionalità, ma in quanto ha rubato, così si critica Israele non per questioni etniche o religiose, ma per le sue malefatte nella politica estera, proprio come si criticherebbe qualsiasi altro stato del mondo se si comportasse in maniera analoga.Identificare l’antisemitismo con la critica delle politiche estere di Israele è quel che resta del ragionamento quando si è tolto il ragionamento. È chiaro come il sole che si può e, a nostro giudizio, si deve avversare radicalmente l’antisemitismo, proprio come si può e si deve avversare radicalmente il criminale di guerra Netanyahu, destinatario per altro perfino di un mandato d’arresto della Corte penale internazionale dell’Aia. Sarebbe del resto un puro non sequitur criticare un orrore, l’antisemitismo, per poi accettarne a cuor leggero un altro, l’agire genocidario e truce di Netanyahu.Il richiamo ossessivo al passato novecentesco svolge in questo caso una parte quintessenzialmente ideologica, volta a garantire, come ricordavamo, una permanente impunità a Israele per le sue malefatte molteplici. In questo modo le vittime del Novecento vengono oltraggiate e, per così dire, uccise una seconda volta, da che sono incorporate in un progetto ideologico di santificazione della nuova violenza e dei nuovi stermini. Ecco perché, come ricordavamo, il DDL antisemitismo è barbarie allo stato puro.Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro The post DDL antisemitismo: la censura che passa per legge è barbarie allo stato puro appeared first on Radio Radio.