Morta a 80 anni Barbara Spinelli, giornalista, saggista ed ex eurodeputata

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AGI - Si è spenta a Roma all’età di 80 anni Barbara Spinelli, tra le figure più autorevoli del giornalismo e del dibattito culturale e politico italiano. Figlia di Altiero Spinelli — autore nel 1941 insieme ad Ernesto Rossi del celebre Manifesto di Ventotene e tra i grandi padri fondatori dell'integrazione europea — Barbara Spinelli ha saputo costruire una traiettoria intellettuale autonoma, profonda e rigida nella tutela dei diritti e dell'ideale europeo. Nata nella Capitale nel 1946, muove i primi passi dopo tre anni di ricerca sull'Europa dell'Est presso l'Istituto Affari Internazionali di Roma. Il debutto giornalistico avviene nel 1972 su Il Globo, per il quale è stata poi corrispondente da Bruxelles (anche per L'Espresso).Nel 1976 figura tra i cofondatori de La Repubblica, quotidiano per cui ha lavorato come corrispondente da Parigi. La sua carriera da inviata e firma di primo piano prosegue poi al Corriere della Sera e a La Stampa, prima del ritorno nel 2010 a La Repubblica come editorialista di riferimento per la politica internazionale.L'impegno civile e la stagione al Parlamento EuropeoOltre alla scrittura giornalistica, Spinelli si è distinta per battaglie civili e politiche dal forte impatto pubblico. Nel marzo 2013, con il sostegno di MicroMega, fu promotrice di una nota petizione per chiedere l'applicazione della legge 361/1957 sull'ineligibilità dei parlamentari, per contestare l'elezione di Silvio Berlusconi al Senato a causa del conflitto d'interessi.L'anno successivo, nel 2014, è tra i principali architetti della lista L'Altra Europa con Tsipras. Candidata come capolista in tre circoscrizioni, ottiene un largo consenso popolare venendo eletta al Parlamento Europeo.A Strasburgo ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Commissione per gli affari costituzionali (AFCO) ed è stata membro attivo nella Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE), partecipando inoltre alle delegazioni parlamentari per i rapporti con la Russia, Israele e l'Unione per il Mediterraneo.L'eredità saggisticaFirma colta e attenta ai drammi del Novecento, lascia un ricco patrimonio bibliografico. Dagli esordi con Presente e imperfetto della Germania orientale (1972) ai grandi volumi della maturità come Il sonno della memoria. L'Europa dei totalitarismi (2001), fino alle riflessioni etiche e politiche di Ricordati che eri straniero (2005) e La sovranità assente (2014).