Il 5 ottobre re Abdullah II di Giordania e lo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi, hanno posato la prima pietra della ferrovia Aqaba-Shidiya-Ma’an. Ufficialmente servirà a trasportare fosfati e potassio verso il Mar Rosso. Ma il progetto costruisce qualcosa che alla Giordania manca da decenni e che potrebbe diventare essenziale anche per l’India-Middle East-Europe Economic Corridor, l’Imec: una moderna dorsale ferroviaria merci.Da quando il corridoio è stato annunciato al G20 di Nuova Delhi nel 2023, le mappe dell’Imec mostrano una linea quasi naturale tra India, Emirati, Arabia Saudita, Giordania, Israele ed Europa.Il collegamento marittimo tra India ed Emirati esiste. Gli Emirati hanno costruito Etihad Rail. L’Arabia Saudita possiede una rete ferroviaria in rapida espansione. Sul Mediterraneo, Israele dispone di una rete che arriva a Beit She’an, vicino al confine giordano e lo collega a Haifa. In mezzo c’è la Giordania, senza la continuità ferroviaria necessaria a collegare questi sistemi.Amman non è tra i firmatari del memorandum Imec del 2023 . La direttrice più naturale tra la rete saudita e quella israeliana attraversa il territorio giordano. Senza quel collegamento, la ferrovia mediorientale dell’Imec rimane incompleta.È qui che la linea inaugurata ad Aqaba acquista un significato diverso. Il progetto giordano-emiratino collegherà Shidiya e Ghor Al-Safi con Aqaba e con il futuro porto terrestre di Ma’an. Ma Amman lo inserisce in un disegno più ampio. I programmi ferroviari giordani prevedono una dorsale Aqaba-Ma’an-Madouneh, nell’area di Amman, lunga circa 418 chilometri. Da lì la rete potrebbe collegarsi con l’Arabia Saudita, risalire verso Siria e Turchia e, in condizioni politiche diverse dalle attuali, raggiungere verso ovest la rete israeliana e il Mediterraneo.Ma’an e soprattutto Madouneh diventano così punti molto più interessanti per Imec e oltre. Verso sud c’è Aqaba e il Mar Rosso. Verso sud-est l’Arabia Saudita e il Golfo. Verso nord Siria e Turchia. Verso ovest la valle del Giordano e, oltre il confine, Beit She’an e la linea verso Haifa.La Giordania si sta trasformando, nonostante la guerra, da semplice territorio di transito in uno dei nodi logistici del nuovo sistema di collegamenti tra Asia, Medio Oriente ed Europa. Negli ultimi mesi anche il quadro regionale ha cominciato a muoversi. Arabia Saudita e Turchia stanno studiando un collegamento ferroviario attraverso Giordania e Siria. Ankara guarda alla possibilità di portare le merci del Golfo verso la Turchia e quindi l’Europa. Riad continua intanto ad ampliare la propria rete verso i confini del Regno.Si delineano così due direttrici che potrebbero essere concorrenti ma anche complementari. La prima attraverserebbe Arabia Saudita e Giordania per raggiungere Israele e il Mediterraneo. È la direttrice dell’Imec. La seconda proseguirebbe dalla Giordania attraverso Siria e Turchia verso l’Europa. Aqaba aggiunge una terza possibilità, dando alla stessa rete uno sbocco sul Mar Rosso.In questa geometria la presenza degli Emirati nel progetto assume un peso particolare. Abu Dhabi è uno dei protagonisti dell’Imec e il principale punto di ingresso nel Golfo per la direttrice proveniente dall’India. Oggi investimenti e competenze emiratine stanno contribuendo alla costruzione del primo segmento importante della futura rete ferroviaria giordana. Dopo l’attacco terroristico Fly Dubai, l’alleanza strategica tra India-Emirati Arabi e Israele è più forte che mai.Per Amman la posta in gioco è ancora maggiore. La Giordania non può permettersi di diventare semplicemente il territorio attraversato dai container tra Arabia Saudita e Mediterraneo. L’interesse nazionale è trasformare la propria posizione geografica in interporti, logistica, industrie, occupazione e investimenti.È anche il motivo per cui l’Italia guarda con crescente attenzione al ruolo giordano. L’Imec entra in funzione quando infrastrutture nazionali concepite inizialmente per esigenze diverse cominceranno a collegarsi. Ed è precisamente ciò che rende importante la ferrovia inaugurata oggi. Aqaba-Shidiya-Ma’an non è una ferrovia Imec. Serve innanzitutto alla Giordania, alle sue miniere, al porto di Aqaba e alla sua economia. Ed è proprio questo a renderla credibile. Non deve aspettare che tutti i problemi politici del Medio Oriente vengano risolti per avere una ragione di esistere.Ma costruendo la propria ferrovia, la Giordania sta contemporaneamente costruendo il pezzo di infrastruttura che potrebbe permetterle, domani, di entrare fisicamente nell’Imec. Oggi ad Aqaba è stata posata la prima pietra di una ferrovia per i fosfati. Guardando la carta geografica, potrebbe essere anche la prima pietra del binario mancante dell’Imec.