AGI - Dolore, ma anche rabbia, percorre le commemorazioni per le vittime del 7 ottobre, nel terzo anniversario dell'attacco di Hamas.Tre anni dopo, il dolore e la rabbiaIn tutto il Paese, gli israeliani sono scesi in strada, ricordando i propri cari caduti quel giorno o nella guerra a Gaza, chiedendo con forza un'assunzione di responsabilità da parte dei vertici e un'inchiesta statale, fermamente respinta dal premier Benjamin Netanyahu. Tra gli eventi organizzati, in Piazza Dizengoff a Tel Aviv manifestanti hanno tinto di rosso l'acqua della fontana, simulando il sangue. Sulla spiaggia Trumpeldor di Tel Aviv, centinaia di corpi dipinti sono stati adagiati sulla sabbia per rappresentare le vittime del 7 ottobre, con la scritta "fallimento totale".Da Cesarea a Tel Aviv, il corteo contro NetanyahuUn corteo di veicoli ha ripercorso da Cesarea a Tel Aviv l'itinerario seguito da Netanyahu quel giorno. Sempre a Cesarea, fuori dalla casa del premier, manifestanti hanno fatto sentire telefonate di aiuto dai ragazzi che si trovavano al festival Nova a Re'im dove 370 di loro sono stati uccisi e decine di altri rapiti. Alle 6.29, ora dell'inizio dell'attacco, sull'autostrada Ayalon, la principale arteria di Tel Aviv, le macchine si sono fermate e le persone sono scese per un minuto di silenzio bloccando la strada, sotto uno striscione che recitava, "il popolo ricorderà i propri figli e le proprie figlie".La domanda che entra nella campagna elettoraleIn una nota, "famiglie in lutto, sopravvissuti alla prigionia, familiari degli ostaggi e sopravvissuti al massacro" hanno chiesto "all'opinione pubblica israeliana di schierarsi al nostro fianco: per ricordare, per esigere risposte e per garantire che si traggano gli insegnamenti necessari". Una richiesta, hanno sottolineato, che investe la campagna elettorale per il voto del 27 ottobre: "Lo Stato di Israele indagherà sul fallimento, imparerà la lezione e apporterà le dovute correzioni, oppure lascerà senza risposta i più grandi interrogativi della sua storia?".