PARIGI — Raphaël Glucksmann, 46 anni, eurodeputato dal 2019 e co-presidente del piccolo movimento Place Publique, si era candidato solo ad agosto, ultimo tra i cinque in corsa. Domenica sera ha vinto al primo turno la primaria della sinistra socialdemocratica francese con il 66% dei voti, lasciando al 14,5% Olivier Faure, primo segretario del Partito socialista, cioè del partito che quella primaria aveva organizzato.Il risultato, riferisce Reuters, lo rende la principale alternativa a sinistra a Jean-Luc Mélenchon, il capo della France Insoumise, in vista delle presidenziali dell’aprile 2027. Il ballottaggio previsto per il 16 e 17 ottobre non servirà. La sinistra moderata si ritrova così con un candidato unico sette mesi prima del voto, e la partita si sposta sul confronto con Mélenchon, che la sinistra radicale e i comunisti hanno già scelto per conto proprio.Ai militanti Glucksmann ha parlato da candidato all’Eliseo. «Sono il candidato della rottura con il macronismo, il candidato della rottura con l’egemonia di Jean-Luc Mélenchon sulla sinistra francese, il candidato che può battere il nostro vecchio nemico: l’estrema destra», ha detto. E poi: «Ci uniremo per impedire ai trumpisti, ai golpisti, ai xenofobi e ai demagoghi di impadronirsi della Repubblica».I numeri sono netti. Glucksmann ha raccolto 79.613 voti su circa 120.300 validi. Dietro Faure si sono piazzate l’ex candidata presidenziale Ségolène Royal al 7,6% e, sotto il 6%, Emmanuel Maurel e Jérôme Guedj. Hanno votato 120.587 iscritti su circa 140.000, l’86%. Il voto era solo elettronico, con un contributo di 15 euro, ridotto a 10 per i redditi bassi.La campagna era stata aspra. Royal aveva definito Glucksmann «stagista della politica». Place Publique aveva quasi triplicato i propri iscritti prima del voto, e il contributo di 15 euro era stato criticato come una regola favorevole al suo elettorato. Alla vigilia Faure aveva avvertito che una vittoria di Glucksmann avrebbe significato la cancellazione del Partito socialista dalla corsa presidenziale, accusando l’avversario di «macronismo».Il voto sotto attaccoLe urne elettroniche si erano aperte venerdì 9 ottobre alle 8 e sono state subito disturbate da un afflusso «massiccio e artificiale di connessioni» prodotto da bot, secondo la commissione organizzatrice. Alle 19 di venerdì avevano votato solo 20.000 persone. La chiusura, fissata per sabato sera, è stata spostata a domenica alle 18.Patrick Mennucci, presidente della commissione organizzatrice, ha detto a La Tribune Dimanche che il fornitore del sistema non aveva mai subito un’offensiva di tale ampiezza e ha parlato di «un attacco alla democrazia francese» che va ben oltre la primaria socialista. Nessun bot è riuscito a votare, ha assicurato, e l’integrità dei voti registrati è preservata.La procura di Parigi ha aperto il 9 ottobre un’inchiesta, affidata all’ufficio anticriminalità informatica della polizia nazionale, per ostacolo al funzionamento di un sistema automatizzato di dati, accesso abusivo e alterazione dei dati. Nessuno ha rivendicato l’attacco e nessun autore è stato indicato.Mélenchon ha passato la domenica a un comizio a Clermont-Ferrand, nel centro della Francia, e in serata non aveva commentato il risultato; Faure non si era ancora espresso. Royal si è detta «molto delusa» ma pronta a lavorare per l’unità, Maurel ha osservato che l’ampiezza della vittoria crea obblighi a Glucksmann e a tutti, Guedj ha salutato un verdetto netto contro l’alleanza con la France Insoumise. Glucksmann, su X, ha scritto che questo primo posto «non mi dà alcun diritto».I sondaggi gli assegnano una qualificazione possibile al ballottaggio del 2 maggio 2027, ma lo danno perdente contro Marine Le Pen, in testa in tutte le rilevazioni. Un’indagine Ifop del 30 settembre lo collocava quarto al primo turno; le stime più recenti lo accreditano tra il 9 e il 13%, contro un 30-35% per Le Pen.