Nel corso della puntata di lunedì di Mattino 5, programma condotto da Federica Panicucci e Francesco Vecchi, si è discusso a lungo circa una strana comunicazione inviata nel 2017 dall’allora comandante del Ris di Parma, Gianpietro Lago, all’Ufficio legale del Comando generale dell’Arma dei Carabinieri. In sostanza il colonnello Lago, ora generale in pensione, in merito alla richiesta di rilascio di copia di atti e documentazione inoltrata dalla difesa chiede alcune delucidazioni su un passaggio che, evidentemente, egli considera rischioso. Sta di fatto, come spiegò a suo tempo l’avvocato Giada Bocellari, la difesa aveva ottenuto l’autorizzazione del giudice a tutti gli atti, compresi i dati grezzi dei computer – che solo oggi hanno svelato l’esistenza delle due corse negative al Dna di Chiara Poggi sui pedali della bici di Stasi, ottenute il 20 settembre 2007 dall’allora capitano Alberto Marino e in contrasto con l’unico tracciato positivo del giorno prima.Lago, in particolare, aveva comunque fornito una parte della documentazione, tra cui alcuni documenti e una serie di foto, ma quando la difesa chiese tutti i dati grezzi delle analisi genetiche, Lago disse «no», appigliandosi a un cavillo legale. «Avevamo il nulla osta al rilascio, ma il Colonnello ci disse che serviva una autorizzazione espressa», ha spiegato l’avvocato Bocellari. “Subito dopo il diniego – riporta in un recente articolo pubblicato su il Giornale l’ottima Rita Cavallaro – nel gennaio 2018 Lago chiese un «parere» all’Ufficio legislazione dell’Arma, data «la rilevanza della problematica», che poteva «in futuro, interessare l’intera articolazione» del Ris e «sfociare in possibili contestazioni anche di carattere legale”.Ora, è proprio questo il punto saliente messo in grande risalto dalla Panicucci. Ossia se il successore del generale Garofano pensava, così come è lecito che fosse accaduto, che non ci fosse nulla da nascondere nell’indagine scientifica del 2007/8, per quale motivo chiede un parere ai legali del Comando generale in merito agli eventuali rischi di un rilascio di atti che rischi non avrebbe dovuto avere?Leggi anche: Garlasco, tutte le ombre che deve spiegarci GarofanoGarlasco, ecco il fascicolo del Ris. Nascoste prove a favore di Stasi?Ora, sebbene il solito Massimo Lugli abbia cercato anche in questo frangente di normalizzare un comportamento quanto meno anomalo, considerando che alla difesa di Stasi per ben 8 volte venne rigettata la medesima richiesta (ci pensò poi il colonnello Donghi, attuale comandante del Ris di Parma a consegnare alla Procura di Pavia l’intero fascicolo nel novembre del 2025), alla luce delle gravi omissioni emerse in questi ultimi giorni, che stanno scuotendo le granitiche certezze degli adoratori della sentenza di condanna di Alberto Stasi, mi sembra che si stia ingrossando la pattuglia di personaggi che dovranno fornire assai più di una semplice spiegazione preconfezionata. Oramai anche i sassi hanno compreso che in “Danimarca”, durante la prima indagine, c’era realmente del marcio.Claudio Romiti, 13 ottobre 2026L'articolo Garlasco, la lettera del comandante del Ris che riapre il caso dei dati sul Dna proviene da Nicolaporro.it.