Houthi, chi sono e come colpiscono Riad: armi, alleanze, cronologia

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Tre missili balistici intercettati nelle ultime ore, uno diretto verso Riad e due contro Khamis Mushait. Gli Houthi hanno rivendicato nuovi attacchi contro infrastrutture saudite, mentre tra il 6 e l’11 ottobre gli attacchi agli aeroporti del Regno hanno provocato, secondo l’Autorità generale dell’aviazione civile saudita, 20 morti e 356 feriti. L’escalation ha già avuto effetti sul traffico aereo internazionale e ha riaperto il tema della capacità dei ribelli yemeniti di colpire obiettivi strategici con missili balistici, missili da crociera e droni. Sullo sfondo cresce anche il rischio di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, dopo che Donald Trump ha dichiarato di valutare un possibile intervento militare contro gli Houthi. Per capire la portata degli attacchi contro Riad e il resto dell’Arabia Saudita occorre quindi guardare insieme alla natura del movimento, ai sistemi d’arma utilizzati, alla sequenza delle operazioni e al più ampio quadro regionale in cui si inseriscono.Chi sono gli HouthiGli Houthi sono un movimento armato yemenita che nelle ultime settimane è tornato al centro dell’escalation regionale per una serie di attacchi contro l’Arabia Saudita. Secondo quanto riferito dall’agenzia 9Colonne, tra il 6 e l’11 ottobre gli attacchi contro gli aeroporti sauditi hanno provocato, secondo l’Autorità generale dell’aviazione civile del Regno, 20 morti e 356 feriti.La nuova fase della crisi coinvolge direttamente anche gli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha dichiarato di valutare un possibile intervento americano contro i ribelli yemeniti, mentre gli Houthi hanno avvertito che un coinvolgimento diretto di Washington provocherebbe una risposta contro gli interessi statunitensi nella regione.Missili, droni e attacchi combinatiIl dispositivo offensivo attribuito agli Houthi comprende missili balistici, missili da crociera e droni. Nelle ultime ore la coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato tre missili balistici: uno diretto contro Riad e due contro Khamis Mushait, nel sud-ovest del Paese. Gli Houthi hanno rivendicato un attacco contro l’aeroporto internazionale King Khalid della capitale saudita, sostenendo di aver raggiunto l’obiettivo, e un’operazione con drone contro la base di Khamis Mushait, anche se non risultano al momento conferme indipendenti sull’esito delle azioni rivendicate.Secondo prime ricostruzioni riferite da due funzionari regionali e riportate da 9Colonne, in alcuni attacchi gli Houthi avrebbero utilizzato inizialmente diversi droni per aprire la strada a una successiva ondata di missili da crociera e balistici. La combinazione di sistemi differenti avrebbe lo scopo di mettere sotto pressione le difese aeree saudite, moltiplicando simultaneamente le minacce da intercettare.L’attacco all’aeroporto di RiadUno degli episodi più gravi risale al 10 ottobre. Secondo fonti regionali citate dall’Associated Press e riprese da 9Colonne, nell’attacco contro l’aeroporto di Riad sarebbero morte almeno 13 persone e oltre 300 sarebbero rimaste ferite. Le autorità saudite hanno avviato un’indagine per chiarire perché i sistemi di difesa aerea non siano riusciti a intercettare i missili e i droni diretti verso lo scalo. La capacità di colpire infrastrutture aeroportuali rappresenta uno degli elementi più sensibili dell’escalation. Gli effetti degli attacchi si sono infatti estesi anche al traffico civile internazionale.Etihad Airways ha cancellato i collegamenti tra Abu Dhabi e Riad, Gedda e Dammam, mantenendo sospesi quelli verso la capitale almeno fino al 19 ottobre. Qatar Airways ha annunciato la sospensione temporanea dei voli verso Riad e Dammam, mentre Delta Air Lines ha rinviato a marzo 2027 l’avvio della rotta Atlanta-Riad.La Federal Aviation Administration statunitense ha inoltre emesso un avviso di sicurezza, valido fino al 10 dicembre, relativo ai rischi per gli aerei derivanti dalle operazioni militari e dalle interferenze ai sistemi di navigazione satellitare.La minaccia agli Stati UnitiL’ipotesi di un intervento militare americano ha aperto un ulteriore fronte. Mohammed al-Bukhaiti, membro dell’ufficio politico degli Houthi, ha dichiarato all’Afp che un’eventuale partecipazione degli Stati Uniti ai bombardamenti contro lo Yemen provocherebbe una risposta «rapida e dolorosa» contro Washington e i suoi interessi nella regione.Il dirigente ha inoltre invitato lavoratori e dipendenti delle infrastrutture petrolifere e aeroportuali saudite ad allontanarsi, indicando queste strutture come possibili obiettivi. Trump ha confermato di prendere in considerazione un coinvolgimento statunitense e ha accusato gli Houthi di «comportarsi molto male».Il sistema delle alleanze e la crisi regionaleL’escalation tra Houthi e Arabia Saudita non si sviluppa in un quadro isolato. La nuova offensiva contro Riad si intreccia con le tensioni tra Stati Uniti e Iran, con la situazione nello Stretto di Hormuz e con il confronto tra Teheran e diversi Paesi occidentali.Trump ha ammesso le difficoltà di Washington nell’individuare interlocutori con cui negoziare in Iran, dopo le operazioni condotte contro la leadership della Repubblica islamica. Il presidente statunitense ha ribadito che Teheran non dovrà ottenere armi nucleari. Da parte sua il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha assicurato che Teheran continua a perseguire gli sforzi diplomatici, indicando tra gli obiettivi anche la rimozione delle sanzioni occidentali.Yemen, attacchi e controaccuseLa nuova fase dello scontro riguarda anche direttamente il territorio yemenita. Gli Houthi hanno denunciato la morte di nove civili, tra cui cinque bambini e una donna, nei bombardamenti sauditi contro la provincia settentrionale di Al-Jawf. Sul fronte opposto, la Rete yemenita per i diritti e le libertà ha attribuito ai ribelli 43 violazioni nel governatorato di Taiz nelle ultime 24 ore, con cinque civili uccisi e 17 feriti.Secondo l’organizzazione, oltre 180 proiettili sarebbero stati sparati contro aree residenziali, danneggiando abitazioni, veicoli e strutture civili. Gli Houthi hanno inoltre rivendicato l’abbattimento di un drone militare saudita nella provincia di Saada.Una nuova fase dell’escalationLa cronologia degli ultimi giorni mostra quindi un progressivo allargamento della crisi. Tra il 6 e l’11 ottobre gli attacchi contro gli aeroporti sauditi hanno provocato, secondo le autorità di Riad, 20 morti e 356 feriti. Il 10 ottobre si è registrato uno degli episodi più gravi contro lo scalo della capitale. Il 13 ottobre la coalizione saudita ha annunciato nuove intercettazioni di missili diretti contro Riad e Khamis Mushait.Parallelamente, gli Houthi hanno intensificato le minacce contro gli Stati Uniti nel caso di un intervento diretto, mentre Washington valuta il proprio coinvolgimento. Il quadro resta dunque caratterizzato da tre elementi: la capacità degli Houthi di utilizzare contemporaneamente droni e missili, la vulnerabilità delle infrastrutture strategiche saudite e il rischio che il confronto tra Yemen e Arabia Saudita si saldi con una crisi regionale più ampia.