AGI - In attesa che la maggioranza alla Camera depositi il testo bis sulla riforma della legge elettorale o, in alternativa, che presenti i correttivi attraverso un emendamento "predittivo", ovvero il più noto "canguro" (l'ultima parola sulla strada da percorrere potrebbe arrivare dopo un nuovo vertice a inizio settimana), e che si svolga martedì e mercoledì la discussione generale in commissione Affari costituzionali, le opposizioni preannunciano battaglia e avvertono governo e maggioranza di non procedere con nuove "forzature".Come ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, infatti, il centrodestra si appresta mercoledì in conferenza dei capigruppo a chiedere la calendarizzazione in Aula della riforma del sistema di voto entro giugno. Una accelerazione che consentirebbe a esecutivo e maggioranza di rispettare la tabella di marcia su cui, più volte, ha insistito anche la stessa premier Giorgia Meloni: avanti sulla riforma per incassare il primo ok entro l'estate.Per poi riprendere in mano il dossier al Senato in autunno, così da avere una nuova legge elettorale entro la fine dell'anno. Anche se, è il timore delle opposizioni, c'è chi nella maggioranza ipotizza un iter ancor più rapido, con il via libera definitivo del Parlamento prima della pausa estiva, il che però presupporrebbe che il testo arrivi blindatissimo in entrambe le Aule.Il nodo delle preferenze e dei voti segretiInnanzitutto per assicurare un iter veloce, ma soprattutto per evitare incidenti durante l'esame da parte dell'Assemblea di Montecitorio, dove FdI e Noi Moderati dovrebbero (stando agli annunci fatti) presentare gli emendamenti sulle preferenze che, tuttavia, rischiano di non passare indenni la prova dei voti segreti.Per questo, nella maggioranza c'è chi insinua il dubbio che alla fine le proposte sulle preferenze - cavallo di battaglia di FdI ma non gradite dagli alleati - non saranno presentate in commissione e, a tempo debito, spariranno dai radar.Forza Italia spinge sulla giustiziaIntanto FI torna a spingere sulla giustizia, annunciando a breve una proposta di legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Per gli azzurri, archiviata la sconfitta del referendum, è l'ora di rilanciare le riforme sulla giustizia, ma questa volta con interventi non più costituzionali bensì ordinari.E il capogruppo Enrico Costa, tra i temi all'ordine del giorno - come prescrizione, smartphone e custodia cautelare - elenca anche una proposta sulla responsabilità civile dei magistrati, "sulla quale ci confronteremo all'interno della maggioranza".La Lega non chiude, ma mostra prudenza: "C'è condivisione a lavorare sulla materia - spiega Bongiorno - purché il testo sia equilibrato e non punitivo". Ancor più prudenti in FdI. È un tema che - sulla carta - non divide la maggioranza ma che potrebbe generare nuove fibrillazioni interne, tanto che in FdI mettono le mani avanti e invitano alla cautela su un dossier ritenuto "delicato" e "potenzialmente divisivo".Le modifiche allo StabilicumAl momento la maggioranza lavora a sciogliere gli ultimi nodi sulla riforma elettorale, comprese le scelte sulla strada da percorrere per sminare il campo da possibili incidenti e assicurarsi un iter veloce.Le limature ai correttivi sono alla fase finale: il nuovo testo conterrà le modifiche da apportare al cosiddetto Stabilicum (anche alla luce delle osservazioni avanzate da costituzionalisti ed esperti durante le audizioni): tra queste, innalzamento dal 40 al 42% della soglia di voti incassati perché scatti il premio di maggioranza (70 deputati alla Camera e 35 al Senato), ma fissando a 220-222 il tetto massimo di deputati (nessuna modifica per il Senato) ed eliminazione del ballottaggio.Le modifiche non dovrebbero invece riguardare il cosiddetto listino bloccato dei seggi da assegnare con il premio: sul punto le posizioni degli alleati non sono ancora coincidenti (tra le ipotesi allo studio i capolista bloccati o blindare solo i primi due nomi del listino).L’ipotesi del “canguro” e il percorso in aulaQuanto all'iter "velocizzato", sono diverse le ipotesi che si susseguono. Non si esclude nemmeno l'arrivo in Aula a giugno senza mandato al relatore, il che presuppone che la commissione di Montecitorio non termini l'esame del testo, quindi niente voto sugli emendamenti, così da evitare che le opposizioni tentino di dividere la maggioranza proprio sul tema delle preferenze, presentando loro un emendamento ad hoc.E qui entra in gioco la strategia del centrosinistra: presentare o no emendamenti? Chi propende per il no spiega che altrimenti si "legittima" la proposta della maggioranza, da sempre invece giudicata "irricevibile", e si opterebbe invece per soli emendamenti soppressivi, ma la linea definitiva è ancora allo studio.E proprio per evitare una valanga di emendamenti, nel centrodestra si fa largo anche la strada dell'emendamento predittivo, meglio noto come "canguro", attraverso il quale introdurre le modifiche senza quindi ricorrere a un testo bis: se approvato, l'emendamento rende automaticamente preclusi tutti gli altri emendamenti successivi.In questo modo i correttivi sarebbero introdotti non con un testo bis ma con un emendamento, senza tuttavia passare poi al voto complessivo delle altre proposte di modifica, neutralizzate dal canguro.Le accuse del PdInfine, c'è chi nel centrodestra non esclude il contingentamento dei tempi: mercoledì in capigruppo la maggioranza chiederà la calendarizzazione per l'Aula a giugno ma per svolgere solo la discussione generale, così da avere il contingentamento a luglio quando invece si svolgerà l'esame nel merito."Andiamo avanti spediti, con la determinazione ad approvare il prima possibile la riforma che abbiamo contribuito a scrivere", spiega l'azzurro Benigni, confermando che si sta "ragionando su alcuni correttivi".Per il Pd è "grave l'esibizione di arroganza istituzionale del centrodestra", che mostra "un atteggiamento antidemocratico, una prepotenza senza limiti", scandisce Dario Parrini.