Nell’intervista pubblicata su il Fatto Quotidiano, Francesca Albanese, come suo solito, non ha concesso mezze misure. Già il titolo è tutto un programma: “Benvenuti nell’Apartheid senza frontiere”, sintetizzando a pieno la sua tesi: Israele è colpevole di un sistema di oppressione sistematica, di occupazione illegale, di violenze strutturali e del blocco marittimo contro la popolazione di Gaza.Pertanto l’Europa dovrebbe sospendere ogni cooperazione economica e militare e imporre sanzioni a Tel Aviv. La situazione per Albanese è così grave e globale da essere dinanzi a un “Consorzio Mediterraneo dell’Apartheid”. Perché, fa notare la relatrice, i soprusi non si fermano a Gaza: anche noi, da anni nel Mediterraneo, siamo colpevoli della morte di migliaia di migranti che si dirigono verso le nostre coste in cerca di un futuro migliore. Un momento: ma la signora Albanese non diceva di non voler parlare mai di altro che non fosse Gaza? Che epifania! Si sta scaldando per un ingresso in politica, evidentemente…Albanese parla poi di un popolo palestinese come soggetto unitario e sofferente, vittima di torture, detenzioni amministrative, uso sproporzionato della forza e assenza di “linee rosse” da parte della comunità internazionale. Denuncia Netanyahu e l’intero apparato israeliano, evocando l’apartheid sudafricano e invocando un intervento deciso dell’Europa per fermare quello che definisce un cammino verso il genocidio. Poco importa che la definizione di genocidio sia stata smentita giorni fa. Tutto fa brodo.Leggendo attentamente le due pagine, emerge però un vuoto parecchio rilevante. Albanese descrive i palestinesi come un blocco monolitico di vittime innocenti, senza dedicare neppure una riga alle responsabilità interne sulla Striscia. Non una parola sulle vessazioni quotidiane inflitte da Hamas e dalla Jihad Islamica (non solo agli israeliani, ma anche ai palestinesi stessi): esecuzioni sommarie di presunti collaborazionisti, repressione brutale di ogni dissenso, arresti arbitrari, torture nelle prigioni di Gaza, ospedali usati come santabarbara, dirottamento sistematico degli aiuti umanitari per costruire tunnel e razzi.I civili di Gaza non sono solo sotto il giogo israeliano: sono ostaggi di un regime autoritario islamista che dal 2006 governa con pugno di ferro, usando edifici pubblici come basi militari e sacrificando deliberatamente la propria popolazione per ottenere vantaggio propagandistico. Allo stesso modo, poi, le sofferenze israeliane vengono ridotte a un dettaglio trascurabile. Il massacro del 7 ottobre 2023, le migliaia di morti, gli stupri, le mutilazioni, il rapimento di 250 ostaggi scompaiono sempre dal racconto (quando non diventano motivo di orgoglio per esaltare la resistenza palestinese…). Nessun cenno significativo ai razzi indiscriminati lanciati sulle città israeliane, alla Carta fondante di Hamas che chiama esplicitamente alla distruzione dello Stato ebraico, né al rifiuto storico delle proposte di pace avanzate da Israele. E allora dove si manifesta questa volontà di unità globale e dell’amore universale di Albanese, se volontariamente dimentica un popolo attaccato dai suoi vicini sin dalla sua fondazione?Leggi anche: La sinistra si mette in coda: ecco chi vuole candidare AlbaneseIl delirio di Albanese: se gli ebrei sono in pericolo è colpa di chi tifa IsraeleQuesta indignazione a senso unico è il vero nodo della questione. Albanese applica due pesi e due misure evidenti: condanna con veemenza ogni azione di Israele, ma sorvola sulle scelte strategiche di Hamas che hanno portato tanta sofferenza ad entrambi i popoli. Parlare di apartheid ignorando che un’organizzazione terroristica governa Gaza da 20 anni non è analisi equilibrata, è la solita trita e ritrita militanza ideologica.Ma una relatrice ONU avrebbe il dovere di essere credibile e imparziale. Invece si torna sempre al solito discorso: con il suo finto pacifismo Albanese contribuisce alla polarizzazione, mai alla comprensione. Per fortuna la relatrice uscirà con un nuovo libro. Questo, a differenza del primo, pare allargare gli orizzonti anche oltre Gaza. Evviva, ne avevamo davvero bisogno.Alessandro Bonelli, 24 maggio 2026L'articolo Albanese ci ricasca, il solito silenzio su Hamas proviene da Nicolaporro.it.