La trappola che ha ucciso i sub italiani alle Maldive, cosa hanno visto i finlandesi: dove erano finiti i corpi e lo stupore sull’attrezzatura – Il video

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Parla di «tragico errore umano» Sami Paakkarinen, sul caso dei cinque sub italiani recuperati morti a 60 metri di profondità alle Maldive. Il capo del team finlandese ingaggiato da Dan Europe racconta a Repubblica di aver temuto all’inizio di non riuscire a individuare le vittime, per poi trovare la strada per il cunicolo fatale nel giro di un quarto d’ora. Il punto su cui Paakkarinen torna più volte riguarda l’equipaggiamento. «L’attrezzatura con cui li abbiamo trovati non era ottimale. Non stavano usando attrezzatura da speleologia subacquea». Lo speleosub finlandese sostiene che a quelle profondità si scende anche con materiale ricreativo, ma in un ambiente come una grotta «il tempo che avrebbero avuto a disposizione per tornare sani e salvi era molto limitato». Una combinazione, profondità più cunicoli, che riduce drasticamente i margini di errore. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da DAN Europe (@daneurope)Senza filo d’Arianna né piano di discesaAlla domanda se fosse possibile raggiungere la seconda grotta senza una corda di sicurezza e senza pianificazione, Paakkarinen risponde da istruttore: lui, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist non si sarebbero mai avventurati in un ambiente simile senza il filo d’Arianna. «In generale si sa che non è molto saggio farlo senza una corda di sicurezza», dice al quotidiano. Tecnicamente possibile, dunque, ma azzardato: «Avrebbero dovuto esserci i fili, così come doveva esserci un piano per scendere». Un’assenza, quella della sagola, che secondo gli inquirenti diventa il dettaglio decisivo della ricostruzione. A confermare l’inadeguatezza delle attrezzature è l’avvocata Orietta Stella, legale del tour operator Albatros Top Boat, citata da Il Giornale: con bombole da 12 litri caricate ad aria, non a trimix, «ci si può immergere al massimo dieci minuti, non un’ora. E a livello ricreativo, senza superare i meno trenta metri». In una caverna oltre i 60 metri, insomma, una scelta che il quotidiano diretto da Tommaso Cerno definisce paragonabile a una missione suicida.Niente correnti né risucchi: la pista dell’errore umanoIl finlandese a Repubblica esclude anche l’ipotesi di un evento esterno che possa aver trascinato gli italiani dentro la seconda cavità. «Abbiamo effettuato quattro immersioni nella grotta e non abbiamo mai riscontrato alcuna circostanza che potesse risucchiare i subacquei all’interno. Non c’erano correnti e nulla che potesse influire». Resta quindi una sola spiegazione plausibile, secondo lo speleosub: «Di solito, nella maggior parte degli incidenti in grotta, la causa principale è sempre un errore umano. E sì, purtroppo potrebbe essere questo il caso». Il report di Dan Europe segnala anche il rischio del fondale sabbioso, capace di ridurre la visibilità se sollevato. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da DAN Europe (@daneurope)Dove sono stati trovati i corpi dei sub italianiI corpi di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, dei ricercatori Muriel Oddenino e Federico Gualtieri sono stati individuati tutti insieme in un cunicolo cieco della seconda camera della grotta di Dhekunu Kandu, atollo di Vaavu. Il capobarca Gianluca Benedetti, 44 anni, originario del Padovano, era stato invece ritrovato giorni prima dalle autorità maldiviane nella prima caverna, vicino all’ingresso. Secondo la mappa pubblicata dal Corriere, i quattro avrebbero attraversato un corridoio di una trentina di metri per finire nella seconda camera, da cui avrebbero tentato di tornare indietro imboccando un passaggio senza uscita, dove poi è finita l’aria.Cosa hanno visto i sub finlandesi nella grotta delle MaldiveLe immagini diffuse da Dan Europe mostrano un ambiente claustrofobico, con passaggi stretti, fondo sabbioso, sedimenti corallini che al minimo movimento trasformano l’acqua in una nube biancastra. Solo la prima caverna riceve ancora luce dal mare, poi cala il buio totale. Patrik Grönqvist, intervistato da La Stampa, racconta di aver scoperto «una specie di nuovo corridoio nella grotta, che non era sulle mappe», seguendo tracce sul fondo. Il team ha escluso l’ipotesi di un risucchio: la corrente era minima. La grotta, secondo Paakkarinen, è lunga poco più di 200 metri e scende fino a sessanta, «non particolarmente lunga, ma estremamente impegnativa».Come è andato il recupero dei sub italianiQuattro giorni di lavoro, uno per l’esplorazione e tre per il recupero. Il terzetto di Dan Europe, Paakkarinen, Jenni Westerlund e Grönqvist, ha operato con attrezzatura tecnica completa, scooter subacquei, bombole di scorta e rebreather a circuito chiuso. A Repubblica Paakkarinen ha spiegato che, una volta individuato il punto, bastavano una quindicina di minuti per raggiungere le vittime, dopo i 50 minuti della prima discesa, occupata da corde e materiali. Grönqvist a La Stampa tiene a sottolineare di non aver chiesto compenso: «Abbiamo chiamato al lavoro e abbiamo chiesto: “Possiamo avere un po’ di tempo libero per la prossima settimana?”. Non certo per i soldi». Il vigile del fuoco di 42 anni aveva già vissuto un’esperienza analoga nel 2014, recuperando in maniera quasi clandestina due amici morti in una grotta norvegese a meno 135 metri.Le indagini tra Roma, Genova e Busto ArsizioSul caso lavorano due procure, scrive il Corriere: Malè e Roma, quest’ultima per omicidio colposo contro ignoti. A Genova è stato aperto un fascicolo parallelo. Gli agenti della Squadra Mobile genovese hanno sentito Stefano Vanin, entomologo forense dell’ateneo ligure presente sulla Duke of York: «Era una crociera scientifica, non ricreativa, eravamo lì per l’Università, io per studiare gli insetti, Monica e gli altri per i coralli», come riporta Il Messaggero. Vanin ha consegnato pc, telefoni e appunti delle vittime. Le salme sono attese a Malpensa, mentre lunedì alle 12.30 la procura di Busto Arsizio conferirà gli incarichi per le autopsie ai medici legali Luca Tajana, Cristiana Stramesi e Luciano Ditri.Video: AnsaL'articolo La trappola che ha ucciso i sub italiani alle Maldive, cosa hanno visto i finlandesi: dove erano finiti i corpi e lo stupore sull’attrezzatura – Il video proviene da Open.