AGI - Centrali elettriche, impianti energetici, siti missilistici lungo lo Stretto di Hormuz, depositi sotterranei di uranio arricchito a Isfahan e perfino la nuova leadership iraniana. Sarebbero questi alcuni dei possibili obiettivi che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, starebbe valutando nel caso di una ripresa delle operazioni militari contro l'Iran insieme a Israele.L'indiscrezione del Nyt: possibili raid su centrali elettriche, pozzi petroliferi, strade e pontiSecondo il New York Times, Trump avrebbe discusso venerdì mattina possibili opzioni militari nello Studio Ovale con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, mentre i negoziati sul programma nucleare iraniano e sul blocco dello Stretto di Hormuz sembrano in fase di stallo. Tra gli scenari presi in considerazione vi sarebbe una nuova campagna contro il settore energetico iraniano, con attacchi a centrali elettriche, impianti di desalinizzazione, pozzi petroliferi, strade, ponti e altre infrastrutture considerate legate ai Guardiani della Rivoluzione. Secondo funzionari del Pentagono citati dal quotidiano, gli obiettivi approvati avrebbero "chiari legami" con i pasdaran, nella convinzione che colpire queste strutture possa aumentare la pressione sui vertici iraniani. Nodo siti missilisticiUn altro nodo centrale riguarda i siti missilistici iraniani, soprattutto lungo lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso cui transitava circa un quinto del petrolio mondiale prima della guerra. Durante il conflitto gli Stati Uniti avevano già colpito diverse postazioni iraniane, ma secondo valutazioni di intelligence citate dal New York Times l'Iran avrebbe recuperato l'accesso a 30 dei 33 siti missilistici lungo lo stretto, mentre circa il 90% delle strutture sotterranee di stoccaggio e lancio missilistico nel Paese sarebbe tornato "parzialmente o completamente operativo".Attacco alle scorte di UranioTra le opzioni più delicate al vaglio di Trump vi sarebbe poi un attacco diretto alle scorte di uranio altamente arricchito custodite nel sito sotterraneo di Isfahan. "Lo prenderemo noi", aveva dichiarato Trump giovedì riferendosi al materiale nucleare iraniano. "Non ne abbiamo bisogno e non lo vogliamo. Probabilmente lo distruggeremo dopo averlo ottenuto, ma non lasceremo che lo abbiano loro". Dietro le quinte, l'amministrazione starebbe valutando l'impiego di bombe bunker buster di ultima generazione per distruggere o seppellire ulteriormente il materiale nucleare custodito nei bunker sotterranei. In precedenza Stati Uniti e Israele avevano anche elaborato un piano per recuperare fisicamente l'uranio attraverso un raid di commandos, poi bloccato da Trump per il timore di perdite elevate e dei rischi connessi alla manipolazione del materiale.Possibili attacchi alla leadership iranianaResta infine sul tavolo la possibilità di colpire direttamente la leadership iraniana. Israele aveva già eliminato numerosi dirigenti iraniani e figure legate al programma nucleare durante i precedenti raid. Trump aveva celebrato la morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e, secondo il New York Times, avrebbe mostrato crescente irritazione verso il nuovo leader Mojtaba Khamenei, definito "inaccettabile" e un "peso piuma". Il presidente americano avrebbe inoltre lanciato minacce velate contro Mohammad Bagher Ghalibaf, affermando: "Sappiamo dove vive. Mettiamola cosi'"