Il riscatto della laurea viene spesso considerato una scorciatoia per lasciare il lavoro prima. Ma non sempre funziona così. In alcuni casi, infatti, aggiungere anni contributivi può rivelarsi addirittura controproducente e portare a un’uscita dal lavoro più tardiva rispetto a quella prevista senza alcun riscatto.È il caso raccontato da un lavoratore di 52 anni che ha posto una domanda molto concreta: “Ho 52 anni e lavoro come dipendente dal 1° settembre 2003. Dal 2001 al 2003 ho versato in gestione separata. Quanto pagherei per riscattare gli anni di laurea dal 1993 al 1997? Ma soprattutto ne avrei una reale convenienza in termini di anticipo pensionistico?”. Una situazione tutt’altro che rara e che mette in luce tutte le contraddizioni di un sistema previdenziale sempre più complesso.Le diverse strade per andare in pensioneIl lavoratore ha 1.181 settimane di contributi versati, più i tre anni in gestione separata, che contano per altre 143 settimane. In totale 1.324 settimane, pari a circa 25,4 anniTradotto in termini pratici, oggi il lavoratore può contare su tre possibili percorsi pensionistici. La pensione anticipata ordinaria resta la soluzione più lontana, con circa 17 anni e mezzo ancora da maturare. La pensione di vecchiaia richiederebbe invece circa 15 anni. Più vicina appare invece la pensione anticipata contributiva.In base alla stima della pensione, superiore a tre volte l’assegno sociale, il requisito vincente sarebbe la pensione anticipata contributiva. In altre parole, senza modificare nulla, l’uscita dal lavoro potrebbe arrivare attorno ai 64 anni.Perché il riscatto della laurea può non servireNell’immaginario comune il riscatto della laurea dovrebbe ridurre i tempi necessari per la pensione. Ma i numeri raccontano una realtà diversa. Anche aggiungendo quattro anni di contributi, infatti, il vantaggio concreto potrebbe essere pari a zero.Con un riscatto di quattro anni, il requisito della pensione anticipata passerebbe da circa 17 anni e mezzo a circa 13 anni e mezzo. Tuttavia il beneficio sarebbe nullo, perché continuerebbe ad essere vincente il requisito della pensione anticipata contributiva.Il punto centrale è proprio questo: il lavoratore ha già una via più rapida per lasciare il lavoro e il riscatto della laurea non cambierebbe il percorso più conveniente. In sostanza, spendere migliaia di euro per aggiungere anni contributivi non produrrebbe alcun anticipo reale della pensione.Leggi anche:Riscatto della laurea, ecco quando conviene davveroIl paradosso degli anni riscattati prima del 1996C’è poi un elemento ancora più delicato che riguarda gli anni universitari antecedenti al 1996. In questo caso il rischio è addirittura quello di peggiorare la propria posizione previdenziale. Riscattando anni di studio precedenti al 1996 si verrebbe beffati, perché si perderebbe infatti il requisito di pensione anticipata contributiva, riservato a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi.Ed è qui che emerge uno dei paradossi più evidenti del sistema pensionistico italiano. Riscattare gli anni di studio, anziché favorire l’uscita anticipata dal lavoro, potrebbe cancellare il requisito che consente di accedere alla pensione contributiva a 64 anni.Il rischio concreto di andare in pensione più tardiVenendo meno la pensione anticipata contributiva, il lavoratore sarebbe costretto a puntare sulla pensione di vecchiaia. Il risultato? L’uscita dal lavoro slitterebbe ulteriormente.In sintesi, si riscatterebbero quattro anni di studi per rischiare di andare in pensione circa tre anni dopo. E non si tratterebbe affatto di un caso isolato. Secondo le simulazioni effettuate, un uomo di 52 anni che ha iniziato a lavorare a 28 anni, riscattando quattro anni di laurea, finisce per andare in pensione due anni e undici mesi più tardi.Una situazione che dimostra quanto sia fondamentale valutare attentamente ogni scelta previdenziale prima di impegnare cifre importanti. Perché nel sistema pensionistico italiano, sempre più intricato e pieno di eccezioni, quello che sulla carta appare un vantaggio può trasformarsi facilmente in un costo senza benefici reali.Enrico Foscarini, 23 maggio 2026L'articolo Il riscatto della laurea può ritardare la pensione proviene da Nicolaporro.it.