La pandemia ha cambiato radicalmente il mondo dello sport e ha portato nel mainstream gli e-sport, competizioni di videogiochi con partecipanti i migliori al mondo. Una delle icone dello sport tradizionale che si è mossa per prima con questo approccio è il Roland-Garros, il leggendario torneo francese di tennis sulla terra rossa. Dal 2022 viene disputata la Roland Garros eSeries, un torneo mondiale a cui l’italiano Alessandro “Alex” Bianco è una presenza abituale. «Ho iniziato a giocare durante il lockdown cercando la parola tennis sull’App store» ha detto Bianco. «Il primo risultato era Tennis Clash, che all’epoca era un videogioco che non aveva un circuito competitivo, io giocavo per divertirmi. Visto che ero bravo, dopo un paio d’anni ho provato la via competitiva e questo è il mio terzo anno al Roland Garros virtuale».Come funziona il Roland-Garros sui videogiochiTennis Clash è un videogioco per mobile gratuito che è stato eletto a piattaforma per le gare. Arrivare alla terra rossa di Parigi non è per nulla semplice: «Per qualificarsi devi vincere una serie di partite 7-0, una cosa molto difficile di per sé, e serve anche un pizzico di fortuna perché ricevere un singolo punto potrebbe non farti qualificare» ha spiegato il giocatore. Poi, ai livelli più alti, iniziano a tornare a galla rivalità e attriti perché «i giocatori più bravi sono sempre gli stessi, siamo una decina e ci incontriamo ogni volta: sono sempre le stesse facce e rivalità dall’inizio del circuito». Le partite sono molto rapide, durano circa un minuto l’una, e ogni scontro con un avversario è al meglio delle tre o delle cinque. Gli otto giocatori più bravi del mondo vincono il viaggio pagato a Parigi per competere, e per il vincitore ci sono 3.500 dei 6.000 euro di montepremi. Una volta all’evento i partecipanti vengono divisi in due squadre da quattro che si affrontano in una serie di partite uno contro uno. La squadra vincente forma il girone dei vincenti, quella perdente quello dei perdenti, poi il torneo procede normalmente fino a incoronare un campione.I Roland-Garros virtuale di Alex«Io l’ho vinto il Roland-Garros virtuale due anni fa, sono tornato l’anno scorso ed eccomi di nuovo qui quest’anno. Io sono italiano ma vivo a Bangkok, e conquistarmi il viaggio pagato è un’opportunità incredibile per venire a visitare la mia famiglia». Bianco è stato il primo italiano a vincere la competizione virtuale ed è l’unico del nostro Paese a qualificarsi in modo consistente non solo al torneo francese, ma anche alla versione esport di Wimbledon e dell’ATP di Roma, tutti eventi che hanno investito nel virtuale seguendo l’esempio del Roland-Garros. «L’anno scorso è andata un po’ male perché non ho potuto giocare sul mio device (Alex usa un iPad per competere, al contrario del resto dei partecipanti), ma continuerò a giocare e a qualificarmi». Purtroppo, anche l’edizione 2026 non è andata benissimo per Bianco: la sua squadra è finita nel girone dei perdenti nonostante una sua ottima performance contro l’indonesiana Anindya Lestari (la versione digitale del torneo è completamente mista), e al primo match è arrivata l’eliminazione per mano del rumeno Victor “PuNki” Ionescu. Il torneo è andato, per il secondo anno consecutivo, a Samuel “Sasmis” Sanin Ortiz dalla Colombia.Un rapporto simbiotico tra reale e virtualeIl motivo per cui il Roland-Garros organizza questo evento competitivo ogni anno, con tanto di sponsor, trasmissione ufficiale e scrivania di analisti è uno solo: attirare un pubblico giovane e giovanissimo interazionale. Per farlo chiede aiuto anche a ex professionisti famosi: i padrini dell’edizione di quest’anno sono stati Gilles Simon, ex numero 6 del mondo e vincitore di 14 titoli ATP, e Benoît Paire, ex giocatore nella top 20 ATP e vincitore di tre titoli ATP. «É fondamentale che gli eventi virtuali siano accoppiati al torneo reale e ai veri tennisti, devono andare insieme» ha commentato Bianco. Questo fa sì che chi segue il tennis scopra il mondo dei videogiochi, e fa in modo che chi compete online si avvicini allo sport reale e alle sue stelle, interessandosi della competizione. Quando gli abbiamo chiesto come cambierebbe il circuito competitivo di cui è ormai una presenza fissa, ha risposto che «aggiungerei più eventi: averne una decina o una ventina sarebbe il top, sempre in concomitanza con i tornei veri».Il sogno professionistico di AlexCome moltissimi altri atleti digitali italiani, anche Bianco non può farlo di mestiere: «Lavoro nel turismo a Bangkok e mi auguro che in futuro quello nel tennis videogiocato possa diventare un lavoro a tempo pieno». L’allenamento è costante e le cose sembrano andare nella direzione ideale: «In media gioco un’oretta al giorno, posso farlo ovunque essendo un titolo da telefono. Quando si avvicinano i tornei aumenta l’impegno ovviamente. Tennis Clash è stato anche il gioco delle Olympic Virtual Series del 2023, la strada è quella giusta». Ora che quasi tutti i major di Tennis hanno una versione virtuale (manca solo l’Australian Open) e molti eventi di medie dimensioni si stanno avvicinando a questo modello, il connubio con il mondo esport continua la sua lenta corsa verso il grande pubblico. La passione di Bianco, però, è nata con il tennis vero: il suo idolo? «Prima era Federer, da italiano ora non posso che dire Sinner». L'articolo C’è un italiano campione di tennis che nessuno conosce, ed è arrivato in finale al Roland Garros. Su un videogioco proviene da Open.