Mentre i casi sospetti di Ebola sono ormai quasi mille, con oltre 220 morti da verificare nella Repubblica Democratica del Congo, ci si interroga sulla ricerca di un vaccino mirato al ceppo Bundibugyo che sta colpendo duramente la regione dell’Ituri e ha già varcato i confini del Paese africano. “L’industria farmaceutica fa quello che è proprio nella sua missione, cioè ricerca e sviluppo per contrastare le patologie infettive, laddove c’è un bisogno insoddisfatto. Questo ceppo di Ebola preoccupa e credo che l’industria risponderà con un grande impegno in ricerca e sviluppo e, quindi, un vaccino”, ha detto il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, parlando con i giornalisti a margine l’evento “Salute al femminile. La conoscenza che cura. Health Literacy e intelligenza artificiale per le pari opportunità”, in corso a Roma.Le caratteristiche di EbolaD’altra parte contro il più notto ceppo di Ebola, lo Zaire, esistono già medicinali e vaccini mirati. “Teniamo presente che non dobbiamo generare allarmismo. Il virus Ebola ha una mortalità elevata, ma la trasmissibilità al di fuori dei Paesi” colpiti dall’epidemia – quindi oltre alla Repubblica Democratica del Congo anche l’Uganda e, si sospetta, il Sud Sudan – “resta estremamente difficoltosa. Insomma, non è un Sars-Cov-2, di facile trasmissione e minore mortalità”, chiarisce Cattani ricordando l’esperienda per il vaccino anti-Covid. Le sfide per la ricercaDunque l’allarme dell’Oms è soprattutto nel continente africano, anche tenuto conto del gap dell’assistenza sanitaria, ragiona il manager. Dunque “dobbiamo lasciare alle imprese la loro missione, che è quella di lavorare sui bisogni insoddisfatti che hanno anche una rilevanza da un punto di vista epidemiologico” puntualizza il presidente di Farmindustria. Cattani ricorda che la ricerca “è di per sé è sostanzialmente privata e quindi gli sforzi sono sempre legati in maniera etica alla possibilità di una commercializzazione” della soluzione sviluppata in laboratorio. “Questo non pregiudica, naturalmente, gli sforzi tra il pubblico e il privato con un intento comune”. Dunque “i lavori sono in corso”. Ma Cattani invita a far tesoro della lezione di Covid-19. “Il segnale è che non possiamo mai abbassare la guardia sulla salute come prima misura di difesa nazionale. Queste nuove crisi”, dice il presidente di Farmindustria, “evidenziano il bisogno di cambiare le regole del gioco: non sappiamo quando e dove, ma una pandemia capiterà nel prossimo futuro. E dobbiamo essere attrezzati”.Questo articolo Ebola e l’impegno dell’industria nella ricerca sul vaccino proviene da LaPresse