di Samuele Lucia – –Negli ultimi mesi il rapporto tra Italia e Israele sarebbe tornato al centro del dibattito politico internazionale, trasformandosi in uno dei temi più divisivi anche per la politica italiana. Il conflitto nella Striscia di Gaza, la crisi umanitaria palestinese, le tensioni diplomatiche in Medio Oriente e la crescente instabilità interna israeliana stanno infatti mettendo sotto pressione i rapporti tra Roma e Tel Aviv, aprendo uno scontro che coinvolge governo, opposizione e opinione pubblica.Una questione che oggi riguarda sempre di più anche gli italiani residenti all’estero. In molte città europee e nordamericane il conflitto israelo-palestinese è ormai diventato centrale nel dibattito pubblico, universitario e mediatico.Le comunità italiane nel mondo si trovano così immerse in una discussione che divide profondamente politica, società civile e opinione pubblica internazionale.Un’alleanza costruita su diplomazia, sicurezza e difesa.L’Italia riconobbe ufficialmente lo Stato di Israele nel 1949 e, da allora, i rapporti tra i due Paesi si sono sviluppati soprattutto nei settori della sicurezza, della difesa, dell’intelligence e della tecnologia.Negli ultimi anni Roma ha cercato di mantenere un equilibrio diplomatico tra il sostegno strategico a Israele e le reazioni col mondo arabo. Una posizione che, secondo l’Istituto Affari Internazionali (IAI), è diventata sempre più difficile da sostenere dopo l’esplosione del conflitto a Gaza.Negli ultimi governi di centrodestra questa cooperazione si è ulteriormente rafforzata. La destra italiana ha spesso definito Israele un alleato fondamentale dell’Occidente nella lotta contro il terrorismo internazionale e nella stabilità geopolitica del Mediterraneo.Uno dei pilastri della collaborazione tra Roma e Tel Aviv è il Memorandum d’intesa sulla cooperazione militare e della difesa firmato nel 2003 e ratificato nel 2005. L’accordo regola collaborazioni in materia di tecnologia militare, industria della difesa, ricerca strategica e addestramento.Gaza e lo scontro nella politica italiana.Dopo gli attacchi del 7 Ottobre 2023 e l’inizio della guerra nella Striscia di Gaza, il rapporto con Israele è diventato uno dei temi più caldi della politica italiana.Il governo Meloni ha continuato a sostenere il diritto di Israele a difendersi dagli attacchi di Hamas, mantenendo aperti i rapporti diplomatici con Tel Aviv.Parallelamente però, con l’aggravarsi della crisi umanitaria palestinese, sono aumentate anche le pressioni interne e internazionali sulla posizione italiana.Come riportato da Reuters, l’Italia ha sospeso le nuove autorizzazioni all’export militare verso Israele dopo l’inizio del conflitto, pur continuando a rispettare alcune forniture autorizzate in precedenza.Il tema delle armi è rapidamente diventato uno dei principali terreni di scontro politico. Le opposizioni italiane e diverse associazioni pacifiste hanno chiesto controlli più severi sulle esportazioni militari e una revisione degli accordi strategici con Israele.Anche Corriere della Sera e La Repubblica hanno raccontato negli ultimi mesi le crescenti tensioni politiche interne sulla linea diplomatica del governo italiano e sul rapporto con Tel Aviv.Il peso delle Nazioni Unite e la crisi umanitaria.Uno degli elementi che ha aumentato la pressione internazionale su Israele riguarda le posizioni espresse delle Nazioni Unite negli ultimi mesi.Diversi relatori ONU hanno accusato il governo israeliano di violazioni del diritto internazionale umanitario nella Striscia di Gaza, chiedendo indagini indipendenti e un immediato cessate il fuoco.La relatrice speciale ONU per i territori palestinesi, Francesca Albanese, ha parlato più volte di una “catastrofe umanitaria” chiedendo ai governi occidentali di rivedere cooperazioni militari e forniture di armi verso Israele.Anche l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani ha espresso forte preoccupazione per l’impatto della guerra sulla popolazione civile palestinese, soprattutto riguardo ai bombardamenti e alla situazione sanitaria nella Striscia.Le tensioni diplomatiche tra Roma e Tel Aviv.Negli ultimi mesi anche i rapporti diplomatici tra Italia e Israele sembrano essere entrati in una fase più delicata rispetto al passato. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, il governo italiano avrebbe sospeso il rinnovo automatico del Memorandum militare con Israele, scelta interpretata da molti osservatori internazionali come un segnale politico importante nei confronti del governo israeliano.Anche diversi analisti europei parlano oggi di un “equilibrio difficile” per Roma, stretta tra il sostegno storico a Israele e le crescenti pressioni europee legate alla crisi umanitaria di Gaza.Alcune tensioni sono emerse anche dopo gli episodi che hanno coinvolto la missione ONU UNIFIL in Libano, dove operano anche militari italiani.Israele verso nuove elezioni?A complicare ulteriormente il quadro è la situazione politica interna israeliana. Proteste, forte polarizzazione politica e il rischio di elezioni anticipate stanno aumentando la pressione sul governo di Benjamin Netanyahu.Negli ultimi mesi migliaia di israeliani sono tornati in piazza contro il governo, accusato sia per la gestione della guerra sia per la crisi politica interna che il Paese attraversa ormai da tempo.Diversi analisti internazionali ritengono inoltre che i partiti della destra più radicale potrebbero rafforzarsi ulteriormente in caso di voto anticipato. Uno scenario che preoccupa parte della politica europea e che rischia di complicare ulteriormente i rapporti diplomatici con alcuni governi occidentali.Un tema che divide anche gli italiani nel mondo.La questione israelo-palestinese oggi divide profondamente anche le comunità italiane residenti fuori dall’Italia. Manifestazioni pro-Palestina, iniziative di solidarietà verso Israele e proteste universitarie si sono moltiplicate in molte città europee e nordamericane.Per gli italiani nel mondo, comprendere il rapporto tra Italia e Israele significa osservare da vicino come la politica estera italiana stia cambiando davanti a una delle crisi internazionali più controverse e polarizzanti degli ultimi anni.Un tema destinato probabilmente a restare centrale ancora a lungo nel dibattito politico europeo e internazionale.