AGI - Svolta nell'inchiesta sulla morte di Beatrice, la bambina di 2 anni trovata morta lo scorso 9 febbraio a Bordighera, in provincia di Imperia. Dopo l'arresto della madre, Emanuela Aiello, avvenuto nelle ore successive alla morte, è stato arrestato anche il compagno Manuel Iannuzzi, già indagato dalla procura nei giorni successivi alla morte della piccola. Le accuse sono di maltrattamenti aggravati dalla morte. La madre della piccola e il compagno erano entrambi indagati per omicidio preterintenzionale. Il capo di imputazione è ora cambiato in maltrattamenti aggravati dalla morte.Il gip: contro la vittima atti abominevoliL'ordinanza firmata dal gip è composta da 33 pagine, mentre la richiesta avanzata dalla Procura era un faldone di materiale probatorio di oltre 70 pagine. Al termine dell'esame di questo corposo volume, il gip ha redatto un'ordinanza in cui definisce le violenze contro la piccola Beatrice, "atti abominevoli". "Un giudizio che mi trova pienamente d'accordo", commenta il procuratore di Imperia, Alberto Lari. Secondo la ricostruzione della Procura, infatti, la bambina trovata morta lo scorso 9 febbraio nell'abitazione in cui viveva con sua madre Emanuela Aiello e due sorelline, sarebbe stata vittima di ripetute aggressioni fisiche.Nell'ordinanza si parla di schiaffi, pugni al volto e sul corpo, capelli tirati, colpi inferti con una ciabatta, spinte contro il muro e cadute provocate volontariamente. "Non ce la sentivamo di aspettare più - ha spiegato Lari - Abbiamo fatto una cosa che normalmente non si fa mai: abbiamo chiesto la misura cautelare con le indagini ancora in corso. Non ce la sentivamo, umanamente, di andare avanti così. Ritenevamo - sottolinea il procuratore - di avere già elementi probatori molto consistenti e il tempo passava".Lari spiega che "tali maltrattamenti contro la piccola Beatrice non erano un fatto isolato, ma andavano avanti da diversi mesi. Ogni volta che questa bimba provava a protestare o chiedeva qualcosa, o piangeva, subiva percosse o dalla mamma o da Iannuzzi - racconta il procuratore - L'accusa quindi è stata modificata in maltrattamenti con l'epilogo finale dell'ultimo episodio, molto più violento dei precedenti, che ha portato al decesso della bimba". Negli atti le foto della vittima con lividi sul viso"Il giudice nell'ordinanza definisce i maltrattamenti di violenza brutale perché nelle immagini riportate sul telefonino sequestrato vi sono diverse fotografie che ritraggono Beatrice subito dopo le violenze subite. Ci sono più fotografie che ritraggono la bimba con dei lividi molto grandi sul viso". Lo ha detto il procuratore di Imperia, Alberto Lari, a margine della conferenza stampa indetta dopo l'arresto di Manuel Iannuzzi.La procura: nella chat di whatsapp le prove delle violenze"Le prove a carico dell'uomo sono essenzialmente le chat". Lo ha detto il procuratore di Imperia. "Abbiamo sequestrato il telefono di Iannuzzi - prosegue il procuratore - e c'erano tanti messaggi whatsapp in cui vengono descritti i maltrattamenti". Oltre ai messaggi, ad aggravare la posizione dell'uomo "ci sono anche le dichiarazioni delle due minori (le sorelle della vittima, ndr) e le immagini del circuito di videosorveglianza della città che dimostrano - prosegue Lari - che le dichiarazioni fornite inizialmente sia da Iannuzzi che dalla madre della bimba sono totalmente false". Secondo quanto appurato, spiega il procuratore di Imperia, "il fatto è avvenuto a casa di Iannuzzi e successivamente la bambina è stata portata a casa della Aiello quando era già deceduta. Quindi - prosegue Lari - la chiamata al 118 e le manovre di soccorso erano avvenute quando la bimba era già morta. Era una messa in scena, concordata tra Aiello e Iannuzzi per depistare le indagini".