(Adnkronos) - "Ho conosciuto Pedro Almodóvar negli anni della Movida, nessuno pensava alla fama o ai soldi. Volevamo solo creare. Eravamo tutti eccitati dall’idea di manifestare qualcosa. Non c'era nessuna strategia, solo ispirazione". Così all'Adnkronos Rossy de Palma parla del suo rapporto con il regista spagnolo, che oggi presenta al 79esimo Festival di Cannes 'Amarga Navidad'. La musa storica di Almodovar ("lui mi ha cambiato la vita") ricorda gli inizi e la difficoltà di gestire il successo: "All'inizio non ero contenta del fatto di essere diventata molto conosciuta solo per aver lavorato con lui. Io nella mia vita avevo sempre fatto mille cose diverse, non stavo mai ferma, mi cercavo il lavoro da sola". Invece "all’improvviso mi ritrovavo a casa ad aspettare che il telefono suonasse, dipendente dal desiderio degli altri. Non mi piaceva". E così si è trasferita a Roma perché la celebrità "era diventata una trappola". Nella Capitale "ho fatto film un po’ brutti, ero felicissima: almeno imparavo l’italiano, conoscevo persone incredibili che avevano lavorato con Rossellini e con tanti altri. Andavo persino a piazza Argentina a dare da mangiare ai gatti come la Magnani. Ero davvero felice, mi sentivo libera". Rossy de Palma racconta cosa significhi tornare a lavorare con Pedro Almodóvar. "Per me non è mai una sorpresa: è come se fossi in tutti i suoi film, anche in quelli in cui non appaio". Quindi, "mi viene naturale accettare". 'Amarga Navidad' "mi ha colpita già leggendo il copione: in un’epoca così poco onesta, Pedro sceglie il coraggio della verità, lascia le cose asciutte, senza abbellirle. È un esercizio necessario". Parlando di Gabriela, il suo personaggio, dice: "Mi piace che voglia risolvere un dolore. È una che mette in contatto le persone, come faccio io. Ama l’arte, come me".