Nella cornice istituzionale del Senato della Repubblica si è tornati a discutere di una delle figure più influenti della politica italiana del Novecento: Bettino Craxi. A Palazzo Madama è stato infatti presentato il volume Hammamet ricorda Bettino, scritto da Salvatore Di Bartolo e Roberto Giuliano, dedicato agli ultimi anni vissuti dall’ex leader socialista in Tunisia e al ricordo che ancora oggi accompagna la sua figura.Il libro si propone però anche come uno strumento per far emergere la verità sugli anni dell’esilio tunisino di Craxi, ricostruendo fatti, testimonianze e aspetti poco conosciuti della sua permanenza ad Hammamet. Attraverso racconti diretti e memorie raccolte sul posto, il volume svela inoltre i retroscena del rapporto umano e personale che l’ex presidente del Consiglio instaurò con la comunità locale di Hammamet, offrendo una prospettiva più intima e meno stereotipata rispetto al racconto politico tradizionale.L’iniziativa, tenutasi presso la Sala Caduti di Nassiriya e promossa dal senatore Salvatore Sallemi, vicecapogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, studiosi e numerosi cittadini intervenuti per approfondire il percorso politico, ma anche umano, dell’ex presidente del Consiglio. Particolarmente significativa è stata la partecipazione del pubblico, che ha seguito con attenzione e coinvolgimento i vari interventi, confermando quanto la figura di Craxi continui a suscitare interesse e confronto nel panorama politico e culturale italiano.Nel corso dell’incontro, gli autori hanno illustrato il lavoro di ricerca svolto per la realizzazione del libro, soffermandosi in particolare sulle testimonianze raccolte ad Hammamet, città che ospitò Craxi negli ultimi anni della sua vita. Attraverso racconti e ricostruzioni dirette, il volume restituisce un ritratto più personale dell’ex segretario del Psi, evidenziando il rapporto instaurato con la comunità tunisina e il contesto umano dell’esilio.Ampio spazio è stato dedicato anche alla riflessione sulla stagione politica craxiana, dagli anni alla guida del governo fino alla crisi che segnò la fine della Prima Repubblica. Un passaggio storico che continua ancora oggi a generare letture differenti e che, secondo diversi analisti, merita di essere interpretato con uno sguardo storico libero da contrapposizioni ideologiche.Tra gli interventi più seguiti, quello del senatore di FdI Luca De Carlo, che ha proposto una riflessione sul rapporto tra memoria politica e attualità istituzionale, sottolineando quanto il confronto con il passato resti centrale nel dibattito pubblico italiano.Significativa anche la partecipazione dei giovani Federico Scalisi, Ottavia Munari, Mattia Romano, Sara Gilardi e Paola Emilia Castelli, i quali hanno contribuito al dibattito portando prospettive diverse e un approccio meno legato alla memoria diretta degli eventi. I loro interventi hanno evidenziato come le nuove generazioni tendano ad avvicinarsi a queste vicende storiche con un interesse più analitico che identitario, cercando strumenti di comprensione piuttosto che appartenenze ideologiche. A moderare l’incontro è stato il giornalista di Radio Radicale Giuseppe Di Leo.L’appuntamento romano ha così offerto l’occasione per fare luce sugli anni dell’esilio tunisino di Craxi, approfondendo aspetti privati spesso rimasti ai margini del dibattito pubblico e contribuendo a superare quella narrazione che ha dominato il racconto italiano dell’ultimo trentennio.L'articolo l libro che svela la verità sull’esilio di Bettino Craxi proviene da Nicolaporro.it.