Doping, la “provocazione” di Las Vegas che mette a rischio la salute

Wait 5 sec.

A Las Vegas sono andate in scena gare di nuoto, atletica e sollevamento pesi con una differenza non da poco rispetto a Olimpiadi e campionati ufficiali: il doping è apertamente consentito dal regolamento. Sono gli Enhanced Games, controversa manifestazione che ha messo in palio premi milionari, ma che ha anche inevitabilmente aperto un dibattito sulle implicazioni etiche e sui rischi per la salute degli atleti. I rischi per la salute del doping “Gli effetti collaterali dell’uso di steroidi a lungo termine sono noti da tempo: si va dai rischi cardiovascolari a quelli per il sistema endocrino, fino alla possibilità di sviluppare disturbi psichiatrici”, spiega a LaSalute di LaPresse Alberto Salomone, professore di Chimica analitica all’Università di Torino e membro del comitato scientifico della Società italiana di tossicologia. Il regolamento della manifestazione chiarisce che “si possono utilizzare solo sostanze approvate per uso medico, come il testosterone. Ma poco o niente ci dice su come verificano quali sostanze sono state usate, quali terapie sono state seguite e cosa succederà dopo i giochi”, evidenzia Salomone. Oltre ai rischi che derivano dall’uso prolungato nel tempo, infatti, “c’è anche la questione di come interrompere l’assunzione, che dovrebbe sempre avvenire sotto controllo medico”, aggiunge l’esperto. Antidoping, un sistema da rivedereMa se la riflessione sulla salute era inevitabile e per certi versi anche scontata, lo è meno quella sullo stato dell’arte dei controlli antidoping. “Si tratta di un mondo molto complicato e probabilmente fallimentare: la percentuale di atleti che risultano positivi è dello 0,7%, un numero alquanto irrealistico”, fa notare il professore. Secondo vari studi, basati anche su questionari anonimi, “una stima approssimativa più plausibile dovrebbe aggirarsi tra il 5% e il 10% del totale degli atleti”. È altrettanto interessante notare come, con l’eccezione di Kristian Gkolomeev nel nuoto, il ricorso al doping non si è tradotto in nuovi record mondiali. “Perché il doping non funziona o perché anche altri atleti, al di fuori di questa competizione, fanno uso di sostanze illecite?” Si chiede Salomone. Quello che è chiaro, ad ogni modo, è che gli Enhanced Games “sono stati una provocazione. Però – conclude – potrebbero anche rappresentare un’occasione per una riflessione ampia sullo sport e su come è organizzato l’antidoping, un sistema che oggi proibisce circa 400 molecole”. Questo articolo Doping, la “provocazione” di Las Vegas che mette a rischio la salute proviene da LaPresse