“Farà un attentato col coltello”, scatta il blitz: fermato un altro italo-marocchino

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La segnalazione è arrivata alle autorità mentre Reggio Emilia era piena di persone per una serata di eventi e manifestazioni nel centro cittadino. Da una parte una partita di basket di livello nazionale (Reggio Emilia vs Olimpia Milano) capace di richiamare migliaia di spettatori, dall’altra un appuntamento musicale in piazza San Prospero. In quel contesto, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un 22enne italiano di origini marocchine avrebbe manifestato l’intenzione di colpire con un coltello nelle vie del centro storico.Da lì è partita l’operazione che ha portato al fermo del giovane da parte della Polizia di Stato con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. L’attività è stata condotta dalla Digos di Reggio Emilia insieme alla Sezione Antiterrorismo della Digos di Bologna, sotto il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e delle Procure di Reggio Emilia e Bologna.Dopo l’allarme, tutte le pattuglie impegnate nei servizi di controllo del territorio sono state attivate per rintracciare il ragazzo il più rapidamente possibile. Gli agenti della Squadra Volanti e della Digos lo hanno trovato poco dopo in via Roma, una laterale della centralissima via Emilia, mentre camminava da solo.Il 22enne non era però uno sconosciuto per gli apparati di sicurezza. La Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione lo seguiva già dal 2024, periodo in cui era stato arrestato in Germania. In diverse occasioni, secondo gli investigatori, si sarebbe definito sostenitore dello Stato Islamico, manifestando anche la volontà di agire in nome dell’organizzazione terroristica.All’inizio del 2026 era rientrato in Italia dopo un’espulsione decisa dalle autorità tedesche. Viveva in Germania insieme alla famiglia, ma Berlino lo aveva considerato socialmente pericoloso in relazione ai precedenti fatti che avevano portato alla sua detenzione. Tornato a Reggio Emilia, era stato inserito in un percorso di supporto costruito dalla Questura insieme al Centro di Salute Mentale e ai servizi socio-assistenziali del territorio, nel tentativo di favorirne il recupero.Il percorso, però, si sarebbe interrotto. A far ripartire l’attenzione investigativa sarebbe stata una nuova segnalazione della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Nel corso delle attività informative gli investigatori avrebbero individuato il numero di telefono usato dal ragazzo all’interno di alcune chat nelle quali si sarebbe discusso della possibilità di compiere azioni terroristiche.Gli approfondimenti svolti dopo il fermo avrebbero inoltre fatto emergere contatti, tramite una piattaforma di messaggistica, con un presunto sostenitore del Daesh. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, quest’ultimo avrebbe proposto al giovane di fornirgli istruzioni e sostegno economico per organizzare un attentato, in Italia oppure all’estero. Il 22enne avrebbe accettato, dichiarandosi ancora una volta vicino allo Stato Islamico.Al termine delle operazioni, come riportano Il Giornale e Adnkronos, gli agenti della Digos di Reggio Emilia e Bologna hanno sequestrato il telefono del ragazzo e lo hanno trasferito nel carcere di Reggio Emilia. L’inchiesta prosegue ora per chiarire eventuali ulteriori collegamenti e verificare se vi siano altri soggetti coinvolti nella vicenda.L'articolo “Farà un attentato col coltello”, scatta il blitz: fermato un altro italo-marocchino proviene da Nicolaporro.it.