“L’intelligenza artificiale (AI) deve essere uno strumento nelle mani dell’uomo e non una leva per acuire le diseguaglianze”. A dirlo con forza a LaSalute di LaPresse è il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, commentando la Lettera Enciclica di Papa Leone XIV ‘Magnifica humanitas’, firmata dal Pontefice nel 135.mo anniversario della ‘Rerum novarum’.L’invito del Papa a disarmare l’intelligenza artificiale per “sottrarla alla logica della competizione armata, che oggi non è più solo militare ma economica e cognitiva”, per Anelli “supera le nostre aspettative e affronta tematiche ben più profonde rispetto al mero impatto degli algoritmi. La mia prima riflessione non è solo positiva, ma di grande ammirazione verso un’Enciclica che diventerà un punto di riflessione profonda anche per noi medici, che siamo in fase di revisione del Codice deontologico e dove il tema dell’AI avrà un peso rilevante”. Quali sono i tempi per questo importantissimo documento destinato a guidare i ‘camici bianchi’ di domani? “Speriamo di chiudere la scrittura del Codice entro la fine dell’anno e, quindi, di poterlo approvare nel 2027”, aggiunge Anelli.L’AI e i giovaniPapa Leone, nella sua riflessione, analizza anche il tema dell’esposizione dei giovanissimi a queste tecnologie. “Credo che, come per tutti gli strumenti, occorra pensare prima di mettere tecnologie così potenti nelle mani dei ragazzi”, dice Anelli, ricordando anche i recenti moniti dei pediatri. “Soprattutto, questi strumenti sempre più sofisticati ma anche di facile accesso devono diventare alleati per la crescita, non insidie. Il tema dei giovani è importantissimo, perché l’AI può migliorare le conoscenze, ma anche aumentare le disuguaglianze. E questo soprattutto se si vicaria la propria attività allo strumento, senza servirsene”. Umanità protagonistaD’altra parte quello della centralità dell’essere umano è un tema caro ai medici e allo stesso Filippo Anelli. Dalla dignità dell’uomo, all concentrazione del potere in poche mani, fino al significato dell’essere, e del restare, umani, l’Enciclica di Papa Leone “è una guida preziosa non solo per chi crede in Dio, ma per tutti coloro che credono nella bellezza e nei valori dell’umanità e di una civiltà che si misura dalla cura e non dalla potenza”, afferma il presidente della Fnomceo in una nota.“Il Papa ci ricorda che la grandezza dell’uomo non risiede nella capacità di dominare o manipolare il mondo, ma nel proteggere la dignità della persona. E che la qualità di una civiltà si misura non dalla potenza dei suoi mezzi, ma dalla cura che sa offrire”. “Sono i principi della Dottrina cattolica, ma riecheggiano in queste parole anche i precetti del Codice di Deontologia medica, che all’articolo 3 – ricorda Filippo Anelli – premette che doveri del medico sono la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.Ecco allora che il richiamo all’umanità ha un sapore speciale per una professione votata al servizio e alla cura dell’uomo, soprattutto in un’epoca in cui “l’AI e le tecnologie stanno plasmando la medicina, aprendo a possibilità impensabili fino a pochi anni fa”, conclude Anelli.Questo articolo Enciclica di Papa Leone XIV sull’AI guiderà i medici verso il nuovo Codice deontologico proviene da LaPresse