«Vuoi mica mettere un peso del genere su una donna?» chiede il dittatore della Bielorussia parlando di Giorgia Meloni al presidente francese Emmanuel Macron. A rivelare i dettagli della telefonata tra i due è stato proprio Aleksandr Lukashenko. Il tenore della conversazione potrebbe sembrare una gaffe intercettata per caso, invece sarebbe il nitido pensiero del dittatore fedelissimo di Vladimir Putin che dice come la pensa su chi dovrebbe portare avanti una mediazione con il suo amico a capo del Cremlino. Il contenuto della telefonata è stato diffuso dall’agenzia di Stato bielorussa BelTa news, a conferma che non si tratta di informazioni sfuggite a chissà quale censura.Lukashenko e i leader europei inadeguati perché o troppo giovani o donneSecondo Lukashenko, l’unico in grado di aprire e portare avanti un dialogo con Putin è proprio Macron. Non di certo la premier italiana, che in quanto donna non andrebbe neanche considerata un’opzione valida. Nel corso della conversazione, Lukashenko avrebbe usato il termine «aksakal», che in alcune culture indica il saggio anziano o decano, per descrivere Macron rispetto agli altri leader europei, Meloni inclusa. «Friedrich Merz è un politico molto giovane. Keir Starmer è anche lui piuttosto giovane», avrebbe detto il presidente bielorusso, aggiungendo: «In Italia c’è una donna primo ministro. Vuoi mettere questo peso su una donna?». L’invito a Macron è stato diretto con una bella dose di lulsinghe: «Sei la figura principale e la forza trainante dell’Europa oggi. Sei andato in Armenia: bene, ora devi venire da noi e parlare, sia a Mosca sia a Minsk. E risolvere questa questione attraverso il dialogo».Lukashenko a Macron: «Non ho alcuna intenzione di entrare in guerra»Lukashenko ha rivelato ad Astana i dettagli della telefonata con Macron che risalirebbe al 24 maggio scorso. Era stato il presidente francese ad averlo contattato, preoccupato per voci su un possibile coinvolgimento bielorusso nel conflitto ucraino. «Ha detto: “Aleksandr Grigoryevich, ci sono informazioni secondo cui volete entrare in guerra”», ma lui lo ha subito interrotto: «Per l’amor di Dio! Non ho alcuna intenzione di entrare in guerra. Perché dovrei?». Macron avrebbe poi sollevato il tema delle recenti esercitazioni nucleari congiunte russo-bielorusse, chiedendo se Minsk intendesse ricorrere all’atomica. Risposta di Lukashenko: «Le armi nucleari verrebbero usate solo in un caso, se venisse commessa un’aggressione contro la Bielorussia. Tutto qui».Il suggerimento a Macron: «Venite a Minsk, parliamo da uomo a uomo»La conversazione si sarebbe poi spostata sulle possibili conseguenze di un attacco dal nord dell’Ucraina condotto insieme alle forze russe. Macron avrebbe avvertito che l’Occidente «sarebbe stato costretto a rispondere», ricevendo dal presidente bielorusso l’invito a «impegnarsi per la pace» anziché pensare a ritorsioni. Lukashenko ha raccontato di aver poi provocato Macron sul mancato impegno concreto: se davvero volesse la pace, avrebbe potuto presentarsi al vertice della Comunità Politica Europea di Erevan nel maggio 2026, o in alternativa raggiungere Minsk per un incontro diretto con lui e Putin. «Lui ha detto: “Non escludo quell’incontro”», ha riferito il capo di Stato bielorusso, che avrebbe chiuso con un invito secco: «Allora bisogna chiamare Putin. Venite, sedetevi e parlate apertamente da uomo a uomo».L'articolo «Meloni non ce la fa a trattare con Putin, è una donna», Lukashenko a Macron: la sviolinata al telefono e l’invito per vedere Putin proviene da Open.