Le alghe del suolo benefiche per la fertilità dei terreni – La ricerca

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Le alghe del suolo potrebbero avere un ruolo in un’agricoltura più sostenibile? A questa domanda tenta di rispondere uno studio pilota delle Università di Göttingen e Kassel con il quale un gruppo di ricercatori  ha voluto approfondire qual è il vero ruolo delle alghe che si trovano nello strato superficiale dei terreni agricoli. E, considerando che l’agricoltura intensiva rappresenta una minaccia per la biodiversità globale, quale potrebbe essere l’utilizzo delle alghe del suolo in agricoltura?La maggior parte di noi, quando si parla di alghe, pensa al mare, oppure alle acque dolci dei ruscelli o dei  laghi dove crescono. Quasi  certamente, non le associa alla terraferma dove, invece,  si sono adattate e riescono a  sopravvivere anche in  condizioni ostili: un aspetto della biodiversità vegetale dei terreni agricoli poco studiato, anche se, le alghe sono responsabili di circa il 6% della produzione vegetale sulla Terra.Lo studio,  pubblicato su Frontiers in Microbiology ha rivelato che in questo tipo di  terreni  crescono  più di 100 diverse specie di alghe, probabilmente pluricellulari e che la maggior parte di queste segue il ritmo delle stagioni, mostrando variazioni stagionali nelle loro comunità a differenza degli altri microorganismi.Gli scienziati riferiscono di aver analizzato campioni di terreno, provenienti da campi di grano coltivato gestiti dall’Università di Kassel, raccolti dallo strato superficiale del suolo, in primavera, estate e autunno al fine di avere un quadro delle variazioni stagionali dei campi coltivati a grano. Utilizzando una tecnica di analisi molecolare, il metabarcoding del Dna algale, hanno analizzato simultaneamente le sequenze genetiche di numerosi campioni e identificato con precisione la grande varietà delle alghe del suolo, che sembra essere  inaspettatamente marcata.Un gruppo di alghe note come alghe giallo-verdi (Xanthophyceae) era più abbondante nei periodi più freddi, ovvero in primavera e in autunno; mentre le alghe blu-verdi (cianobatteri) e le alghe verdi erano prevalenti poco prima del raccolto estivo. I cianobatteri sono già utilizzati, come fertilizzante naturale, nelle risaie asiatiche. Inoltre, è stata identificata una grande diversità di alghe  verdi, come le diatomee, un tipo di alga unicellulare comune, principalmente nota per proliferare negli ambienti marini o in  acqua dolce. Organismi, che, come dicono i ricercatori, potrebbero trovarsi, anche in forma abbondante, nei campi agricoli dell’Europa centrale.“Questi organismi – afferma Thomas Friedl dell’Università di Göttingen – sono fondamentali per il microbioma del suolo. La cui salute e fertilità possono dipendere da essi”.Il suolo è un sistema complesso fatto di componenti liquidi, solidi e gassosi, che, se in equilibrio e interagendo tra di loro,  creano un ambiente favorevole alla crescita dei vegetali e alla formazione di habitat adatti alla microfauna e ad altri organismi di media grandezza, come gli acari e i collemboli. Tutti contribuiscono, insieme ad altri fattori, come l’immagazzinamento del carbonio, a mantenere la biodiversità e la fertilità del terreno.Fino ad oggi, gli studi fatti per misurare la salute del microbioma dei terreni coltivabili erano concentrati più su componenti come  batteri e funghi, piuttosto che sulle alghe del suolo. “Le alghe del suolo – spiega ancora Friedl – producono una serie di sostanze e hanno molti effetti benefici, ad esempio, sulla struttura e sulla fertilità del terreno. Possono stimolare altri organismi, migliorare il ciclo dei nutrienti e influenzare positivamente la disponibilità e la qualità dell’acqua a livello locale. Le loro pareti cellulari – conclude – possono agire come serbatoi, assorbendo nutrienti essenziali e migliorando la capacità del suolo di trattenere queste sostanze”.La ricerca ha rilevato un’enorme diversità di alghe sia nei campi gestiti con metodo biologico, che in quelli gestiti con metodo convenzionale, con chiare differenze nella composizione delle specie. Purtroppo, nel passato c’è stata poca consapevolezza di come utilizzare questi organismi nelle colture e di conseguenza molti interrogativi rimangono aperti.L’impatto della gestione delle alghe del suolo è uno dei temi che verranno studiati in ricerche successive con oltre 300 campioni provenienti da esperimenti sul campo, consentendo una solida valutazione scientifica. “Studi futuri – spiega Miriam Athmann dell’Università di Kassel -forniranno informazioni su come gli agricoltori possono proteggere la biodiversità algale e  come trarre profitto dai suoi benefici per la crescita delle colture”. (Rita Lena)