A un anno dagli appuntamenti elettorali più attesi a livello locale e nazionale, come quello per la scelta del nuovo sindaco di Milano, il punto non sono solo i candidati, ma anche le grandi tematiche, il coinvolgimento dei cittadini, il senso di sicurezza che può e deve esser garantito a tutti, nei piccoli comuni come nelle grandi città. La segretaria regionale del Pd in Lombardia Silvia Roggiani fa un bilancio delle sfide del centrosinistra, auspicando una visione a lungo termine, priva di risposte semplicistiche. L’INTERVISTASegretaria si è da poco votato in quasi 100 comuni lombardi per le amministrative, con un’affluenza ancora in calo, come ne è uscito il centrosinistra?Ne è uscito bene se penso che abbiamo vinto al primo turno non solo a Mantova, ma anche in diversi comuni come Bollate, Segrate e Corsico. Abbiamo recuperato Parabiago che era governata da 26 anni dal centrodestra e siamo andati al ballottaggio a Vigevano, dove il centrodestra governava da diversi anni. Quindi credo che i risultati siano positivi, adesso ce la dobbiamo mettere tutta per vincere i ballottaggi.Tra un anno ci saranno gli appuntamenti elettorali delle grandi città, a cominciare da Roma e Milano. Il centrosinistra come tornerà a convincere gli elettori?Noi oggi siamo concentrati, in questo ultimo anno, a realizzare l’agenda del fine mandato, abbiamo già messo in campo varie riunioni della coalizione che sostiene il sindaco Sala, perché la nostra priorità oggi è chiudere questo mandato al meglio. Di tutto il resto ne parleremo con la coalizione, a tempo debito, abbiamo un anno davanti.Si torna a parlare di una legge speciale per Milano, che riconosca maggiore autonomia amministrativa in un’ottica metropolitana, proposta che viene sostenuta da diverse parti politiche e a cui anche il sindaco Giuseppe Sala si è detto favorevole, come il suo omologo Roberto Gualtieri lo è per la legge su Roma Capitale. Potrebbe aiutare una legge del genere?Sì, servirebbe una legge speciale, ma non sulla falsariga di Roma Capitale. Ovviamente la Capitale ha delle specificità e credo che la quadra che si è trovata su Roma Capitale, per dare più poteri legislativi e anche più flessibilità finanziarie alla Capitale, sia la strada corretta. Invece a Milano, come anche a Napoli – sono le uniche due città metropolitane di area vasta, già così definite dalla legge Delrio, perché sono le uniche due città metropolitane che hanno più di 3 milioni di abitanti – servirebbe una legge speciale che le diversifichi dalle altre, che dia dei poteri amministrativi in più ma in ottica metropolitana. Ormai tantissimi dei temi che dobbiamo affrontare, dalle sfide della casa ai trasporti, o li guardiamo in ottica metropolitana, oppure diventa complicato.A Milano, come nelle grandi città italiane, si torna ciclicamente a parlare anche del tema sicurezza e le polemiche sulla gestione vengono risollevate non appena accadono fatti come da ultimo la morte di un 22enne alla stazione di Milano Certosa. La politica è in grado di dare risposte che non siano dettate dall’onda emotiva?Le città purtroppo non hanno leve per occuparsi della sicurezza e questo va detto, perché altrimenti prendiamo in giro le persone. Intanto questa destra che governa da quattro anni, a livello nazionale e anche a livello regionale, ha mostrato di gestire la sicurezza a parole, perché se andiamo a vedere il bilancio a livello governativo, quest’anno nell’ultima legge di bilancio hanno messo zero sulla sicurezza, nessuno soldo in più. Anche a livello regionale i fondi stanziati sulla sicurezza sono una percentuale minima. Per questo penso che serva essere sinceri e non agitare slogan che non fanno altro che mettere gli uni contro gli altri. Nelle città come Milano le amministrazioni fanno la loro parte ma servirebbe un investimento vero a livello nazionale che non c’è. Ma non basterebbe solo questo.Cosa altro serve secondo lei?Puntare sulle politiche di coesione sociale, perché lasciare solo chi oggi fa più fatica, e non parlo solo degli stranieri ma anche di chi è scivolato pericolosamente in uno stato di povertà, e sono tanti anche in Lombardia, ovviamente può portare a situazioni di tensione sociale. D’altro canto, questo governo ha introdotto 49 nuovi reati, 44 nuovi aggravanti, senza mettere niente di concreto sulla coesione sociale, sul rendere vivibili i luoghi, in tutto quello che può aiutare le persone a stare meglio insieme. È stato fatto un grave errore.Perché secondo lei la sicurezza appare un tema di destra? Non è un tema che può essere affrontato anche a sinistra?È frutto di una visione semplicistica. Di certo è un tema anche di sinistra. Come PD Lombardia abbiamo iniziato un tour sulla sicurezza, abbiamo già fatto tre tappe e ne faremo una prossima a Pavia insieme al sindaco di Torino e all’assessore alla Sicurezza di Firenze. Abbiamo presentato anche una proposta di legge ed è assurdo che veniamo accusati, quando governiamo le città, di non occuparci di sicurezza.Dunque non servirebbero i metal detector nelle stazioni proposti dall’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa?Sono loro stessi ad aver fatto le zone rosse attorno alle stazioni, oltre alle aggravanti per chi compie dei reati fuori dalle stazioni e questo prova che sono loro che gestiscono e si occupano della sicurezza, al contrario di quanto dicono da Regione. Anche a livello parlamentare abbiamo approvato diversi decreti sicurezza da quando c’è questa legislatura ed evidentemente qualcosa non ha funzionato, ma non certo per colpa delle città.Segretaria, un altro tema che genera discussioni è la Costituzione e una sua eventuale riforma. Il no al referendum sulla giustizia ha mobilitato molti elettori.Penso che quel referendum sia stato un referendum per proteggere la Costituzione che non va tirata per la giacchetta perché è frutto di un Dopoguerra che ha visto tantissime persone morire per garantirci la libertà e la democrazia.Dunque è un testo che non si può riformare?Il sindaco Giuseppe Sala in dialogo con la capogruppo al Senato di Forza Italia Stefania Craxi ha evidenziato che la Costituzione è figlia dell’antifascismo e di un compromesso fatto nel 1946, “ed è impensabile non rendersi conto che quel tipo di compromesso debba essere sostituto con un altro tipo di compromesso. Deve essere un compromesso perché le visioni sono diverse”. Ha anche invitato le diverse parti politiche a dire nei loro programmi elettorali come e se intendono cambiare il testo costituente. Penso che gli elettori vogliano un programma elettorale chiaro, in linea generale, per ricambiare la Costituzione, per arrivare a cambiare dei punti. In tal caso, penso che dovremmo trovare le convergenze più ampie possibili, proprio come sostiene il sindaco Sala. La Costituzione tra l’altro è già stata riformata su alcune cose, come l’Articolo V sulle Regioni ma ci sono alcune cose su cui potremmo aprire una discussione.Ad esempio?Facendo tanti incontri nelle scuole con i bambini, si nota che ormai i tipi di famiglie sposate sono una minoranza ma nella nostra Costituzione c’è scritto che la famiglia è quella naturale, fondata sul matrimonio. La Costituzione e la sua riforma penso dunque che vadano trattate con estrema cautela. Abbiamo tanti articoli che sono preziosissimi, in cui il problema non è tanto essere riformati ma essere effettuati, come l’articolo 32 sulla sanità pubblica e il 3 sull’uguaglianza sostanziale.L'articolo Milano, Roggiani (Pd): “Sì ad una legge speciale, ma non sul modello di Roma” proviene da Nicolaporro.it.