Tumore al seno: l’effetto di attività fisica e dieta mediterranea

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Una dieta mediterranea a basso indice glicemico, mezz’ora di camminata veloce al giorno e vitamina D. Un mix che, nelle donne operate per tumore al seno, ha portato a perdere peso, migliorare la glicemia e ridurre drasticamente la sindrome metabolica. È il risultato di uno studio multicentrico italiano coordinato dall’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale e presentato al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology di Chicago Asco 2026, il principale appuntamento mondiale dedicato all’oncologia clinica.La ricerca La ricerca ha coinvolto 492 donne operate per tumore del seno in fase iniziale e seguite in sette centri oncologici italiani. Le pazienti sono state suddivise in due gruppi: il primo ha ricevuto le normali raccomandazioni su alimentazione e attività fisica, mentre il secondo ha seguito un programma più strutturato basato su dieta mediterranea a basso indice glicemico e almeno 30 minuti al giorno di camminata veloce. Entrambi i gruppi hanno assunto vitamina D3.I risultati sul fronte metabolicoDopo quasi tre anni di follow-up lo studio non ha mostrato differenze statisticamente significative nel rischio di recidiva, considerando l’intera popolazione analizzata. I risultati sul fronte metabolico, però, sono apparsi netti. Nel gruppo sottoposto al programma intensivo la perdita media di peso è stata di circa 3 chili, contro 1,7 chili registrati nel gruppo di controllo. Migliorati anche l’indice di massa corporea e il controllo della glicemia.Particolarmente rilevante il dato sulla sindrome metabolica, condizione che comprende obesità addominale, ipertensione e alterazioni del metabolismo degli zuccheri e che rappresenta uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare. La prevalenza della sindrome metabolica si è ridotta del 65% tra le donne che hanno seguito il programma strutturato, contro il 34% osservato nel gruppo che aveva ricevuto soltanto le indicazioni standard.Oggi obesità, diabete e complicanze cardiovascolari rappresentano alcune delle principali criticità a lungo termine nelle pazienti guarite da tumore al seno, anche per effetto delle terapie oncologiche.Rischio di recidiva ridottoC’è poi un dato, ancora preliminare, che potrebbe aprire scenari interessanti. Nelle donne con tumori ormono-responsivi che hanno aderito con maggiore costanza al programma, il rischio di recidiva è apparso ridotto del 76%. Un risultato che dovrà essere confermato da ulteriori studi, ma che rafforza l’ipotesi di un ruolo concreto dello stile di vita anche nella prevenzione delle recidive.La centralità dello stile di vita nella cura “Lo stile di vita non è un elemento accessorio della cura oncologica, ma parte integrante del percorso terapeutico”, spiega Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia senologica e toraco-polmonare del Pascale e senior author dello studio. “I benefici osservati sul metabolismo e sulla salute cardiovascolare possono avere un impatto importante sulla qualità di vita delle pazienti”.L’intervento proposto, peraltro, ha un vantaggio non secondario: non richiede tecnologie particolari né trattamenti costosi. Dieta, movimento quotidiano e monitoraggio metabolico potrebbero quindi entrare più facilmente nei percorsi standard di assistenza dedicati alle donne operate per tumore al seno.Questo articolo Tumore al seno: l’effetto di attività fisica e dieta mediterranea proviene da LaPresse