«Mio figlio non era membro di nessuna gang», parla la madre di Gianluca Ibarra Silvera, ucciso a Milano Certosa: «Ora ho paura per suo fratello»

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«Era un ragazzo dolce, solare, affettuoso e molto attaccato alla famiglia. Sempre con il sorriso. Buono, divertente, educato e affettuoso con me, con i suoi fratelli e con i nonni». È il ricordo di Gianluca Ibarra Silvera affidato alle parole della madre, Jenny Silvera, dopo la morte del figlio, ucciso martedì sera sul binario 6 della stazione di Milano Certosa. Il 22enne è morto dopo essere stato inseguito, raggiunto e accoltellato da un gruppo di circa quindici giovani, ritenuti vicini alla gang dei Latin Kings. Uno dei numerosi fendenti ricevuti gli ha reciso l’aorta femorale.Latin Kings e MS13: chi sono le Gangs of Milano che aggrediscono nelle stazioni«Gianluca è morto tra le braccia del fratello, ora ho paura»Accanto a lui, durante l’aggressione, c’era il fratello minore di 20 anni, che è riuscito a salvarsi. La madre riferisce il suo racconto con cautela, consapevole del «trauma» che il ragazzo sta ancora vivendo. «Mi ha detto poco. Che li avevano già incrociati prima e che questi avevano detto di essere “i re”. Poi, in stazione, sono stati aggrediti senza motivo. Sono scappati e Gianluca è caduto». Silvera spiega al Corriere della Sera di non voler insistere con le domande: «Sto cercando di non chiedere troppo. È sconvolto, distrutto per quello che ha vissuto. Il fratello maggiore gli è morto tra le braccia». Alla tragedia si aggiunge la paura. «Temiamo che quelle persone cattive, quei selvaggi – perché quello sono – possano farci del male», afferma. Il timore più grande riguarda proprio il figlio sopravvissuto. «Era là, ha visto tutto ed è ancora sotto shock. Ho paura che possano cercarlo e per questo non esce più di casa da solo». La famiglia chiede giustiziaLa donna segue con attenzione gli sviluppi dell’inchiesta e chiede giustizia. «Mi aspetto che vengano presi tutti per quello che hanno fatto a mio figlio. E spero che accada prima che possano fare lo stesso a qualche altro ragazzo innocente». Poi aggiunge: «Non voglio che nessun altro finisca ucciso per niente, come mio figlio. Non è giusto, non può e non deve succedere più a nessuno».Parla il padre di Gianluca Ibarra Silvera, ucciso nella stazione di Milano Certosa: «Ammazzato senza ragione. Ripeteva “Non voglio morire”»Le indagini: cosa sappiamoNel frattempo, le indagini della Squadra Mobile di Milano, coordinate dal pm Elio Ramondini e dall’aggiunta Bruna Albertini, proseguono senza sosta. Nelle ultime ore è stato rintracciato e ascoltato il cittadino colombiano di 33 anni che si trovava con i fratelli Ibarra al momento dell’agguato. La sua testimonianza avrebbe confermato la ricostruzione già fornita dal ventenne sopravvissuto. Gli investigatori stanno inoltre raccogliendo le testimonianze di chi ha assistito a una precedente aggressione avvenuta nel pomeriggio nei pressi della stazione. Non uno scontro tra bande rivali, ma un fitto lancio di bottiglie da parte dello stesso gruppo di aggressori contro alcuni giovani. Un elemento che rafforzerebbe l’ipotesi dello scambio di persona. I responsabili avrebbero, infatti, scambiato i fratelli Ibarra per componenti della compagnia con cui avevano litigato poco prima.«Non era membro di nessuna gang»Nel dolore, Jenny Silvera sente il bisogno di difendere la memoria del figlio da ricostruzioni che ritiene ingiuste. «Sono sconvolta per le coltellate che l’hanno ucciso, ma anche per le “coltellate” di chi ha parlato a vanvera di mio figlio», dice. E aggiunge con fermezza: «Gianluca, come suo fratello, non aveva nulla a che fare con le gang». La madre tiene a ribadirlo più volte. «Né Gianluca, che era un ragazzo timido e buono, né suo fratello, che è stato anche lui aggredito. Sono ragazzi per bene. I miei figli li ho cresciuti con principi e valori, insegnando loro a non fare mai del male a nessuno». Lavorava molto, spesso fuori Milano, e quando aveva tempo preferiva trascorrerlo a casa. «Gli piaceva stare in famiglia, giocare alla Playstation e ogni tanto uscire con gli amici, i suoi ex compagni di scuola, magari per giocare a basket». Un ritratto lontanissimo da quello di un giovane coinvolto in dinamiche di violenza o criminalità. «Era un ragazzo buono, un ragazzo per bene», ripete la madre. Ed è così che vorrebbe che tutti lo ricordassero.Foto copertina: ANSA/DAVIDE CANELLA | La polizia scientifica è sul posto dell’omicidio, nella stazione di Milano Certosa, 27 maggio 2026L'articolo «Mio figlio non era membro di nessuna gang», parla la madre di Gianluca Ibarra Silvera, ucciso a Milano Certosa: «Ora ho paura per suo fratello» proviene da Open.