Mer, 27 Mag 2026«Se qualcuno arriva e ha voglia di investire, io sono disponibile. Lo dico con tranquillità, anche perché stare in paradiso a dispetto dei santi non è mai bello», ha spiegato.DiRedazioneCondividi l'articoloUrbano Cairo (Foto: Gabriele Maltinti/Getty Images)Urbano Cairo apre nuovamente alla possibilità di cedere il Torino. Dopo 21 anni alla guida del club granata, il presidente ha spiegato di essere disponibile a valutare un passaggio di proprietà nel caso in cui dovesse arrivare una proposta ritenuta adeguata. Al momento, tuttavia, offerte concrete non ce ne sono. «Se si presentasse qualcuno con un’offerta adeguata, io sono anche disponibile a lasciare. Non è che dopo 21 anni io debba rimanere ancora, ci sta che ci sia un avvicendamento. Al momento non c’è un’offerta. Se ci fosse, io sono disponibile», ha dichiarato Cairo ai microfoni di Sky Sport, intervenendo dopo il pareggio nel derby che ha chiuso il campionato del Torino. Il numero uno granata ha affrontato il tema con toni sereni, sottolineando come un eventuale cambio di proprietà non rappresenterebbe per lui un tabù. «Magari poi qualcuno mi rimpiangerà. Spero di no, spero che chi verrà dopo di me farà meglio, però se qualcuno arriva e ha voglia di investire, io sono disponibile. Lo dico con tranquillità, anche perché stare in paradiso a dispetto dei santi non è mai bello», ha aggiunto. Cairo ha poi rivendicato il lavoro svolto dal suo arrivo al Torino, ricordando la situazione del club al momento dell’acquisizione e il percorso compiuto negli anni successivi. «Quel che ho fatto io è stato prendere un Torino fallito, che nei 10 anni prima di me aveva fatto sei anni in B e 4 anni in A, retrocedendo tre volte. Siamo in Serie A da 14 anni di fila, prevalentemente nella parte sinistra, con dei settimi posti e l’Europa», ha spiegato il patron. Nel bilancio della sua gestione, Cairo ha citato anche gli investimenti sulle strutture e sul settore giovanile: «Abbiamo ricostruito il Filadelfia con altre componenti e io ci ho messo una quota importante a fondo perduto. Il Robaldo è pronto, sono 4 campi bellissimi per i giovani. Il settore giovanile ha rivinto e ha sfornato 50 giocatori per la A e per la B. Questo è quel che ho fatto». Le contestazioni di una parte della piazza, ha assicurato, non hanno inciso sulla sua passione per il Torino: «La mia passione non è stata minimamente toccata. Dedico al Torino l’impegno che mettevo all’inizio. Mi sono divertito tantissimo anche in momenti difficili e ho sempre dato l’anima», ha detto ancora Cairo, ricordando però come il calcio sia cambiato rispetto al passato. «Il Torino degli Anni 40 era una cosa pazzesca, negli Anni 70 c’è stato un grande Torino. Il mondo è cambiato, purtroppo i fatturati contano di più rispetto a 50 anni fa». Oltre al tema societario, Cairo si è soffermato anche sul futuro tecnico del club. Roberto D’Aversa, arrivato a fine febbraio, resta una delle opzioni per la panchina della prossima stagione: «È arrivato e ha fatto veramente bene, quindi sono molto grato a lui per il lavoro che ha fatto, per l’impegno che ci ha messo, per la qualità e il temperamento», ha detto il presidente. La decisione, però, non è ancora stata presa: «Adesso vediamo, stiamo ragionando con il direttore sportivo Gianluca Petrachi. Chiaramente D’Aversa è ampiamente considerato, poi abbiamo anche altre ipotesi. Un po’ è anche un tema di filosofia di calcio che vuoi fare. Vediamo, siamo ancora in una fase di riflessione. Con D’Aversa ho un rapporto personale molto buono, lo stimo molto, è una persona top». Sul mercato, infine, il presidente non ha escluso alcune uscite: «Cessioni? Qualcosa va fatto, le fanno tutti e ci sta, anche perché alcuni giocatori a volte vogliono cambiare aria. Vediamo, la partita è appena cominciata».Developed by 3x1010