Il Como in Champions League per la prima volta nella storia. Il 24 maggio 2026 rimarrà per sempre una data indimenticabile per i tifosi del Como, con la vittoria esterna di Cremona che ha consegnato alla squadra lariana la sua prima storica qualificazione alla massima competizione europea.Dalla serie D alla Champions: il nodo stadio e il mercatoUn traguardo straordinario per una società che solo nel 2019 giocava in Serie D, e che l’anno prossimo potrebbe sfidare squadre come Real Madrid, Barcellona, Arsenal o Paris Saint Germain. Ma per il ds Carlalberto Ludi e l’allenatore Cèsc Fabregas, dopo la festa, è già tempo di bilanci e di rilanci, verso una stagione 2026-27 che si annuncia per forza di cose come la più importante della storia ultracentenaria del club. In attesa di capire se i lariani riusciranno a disputare le partite della loro prima stagione europea allo stadio ‘Sinigaglia’ – che necessita di numerosi lavori di adeguamento per venire incontro ai protocolli Uefa – o al Mapei Stadium di Reggio Emilia, il punto interrogativo più grande dal punto di vista tecnico riguarda il futuro di Nico Paz. La stella argentina, decisiva nel processo di crescita dei lariani nell’ultimo biennio, rimarrà a Como o il Real Madrid lo riporterà alla casa-base, per metterlo al centro del nuovo progetto tecnico o per monetizzare il più possibile dalla sua nuova cessione? La conquista della Champions potrebbe ‘aiutare’ il Como a tenere l’argentino, che anche la ‘Casa Blanca’ potrebbe aver interesse a vedere valorizzato con un anno da titolare in Champions. Ma in caso di addio, per Ludi e Fabregas la necessità più impellente sarebbe quella di rimpiazzarlo, o attraverso il mercato o tramite lo ‘spostamento’ di due giocatori reduci da un ottimo campionato: il croato Martin Baturina e il francese Maxence Caqueret, entrambi abili nel ruolo di trequartista, il primo con maggiori capacità di finalizzazione, il secondo più abile nell’orchestrare la manovra offensiva. Oltre al ruolo del ’10’, l’attività sul mercato dovrà essere mirata ad allungare ulteriormente la rosa di Fabregas, per affrontare due questioni. La festa del Como in campo dopo la partita contro la Cremonese allo stadio Giovanni Zini di Cremona Domenica 24 maggio 2026 (Foto di Alberto Marianii/Lapresse)Gli italiani in rosaDa un lato, la necessità di aggiungere diversi giocatori italiani in rosa, per venire incontro alle regole europee; dall’altro quella di rinforzare la squadra con elementi di esperienza, capaci di aiutare i ‘ragazzi terribili’ del tecnico catalano a sostenere la tensione nelle partite più importanti, elemento che è stato decisivo in alcune delle sconfitte più dolorose della stagione, come la semifinale di ritorno di Coppa Italia a San Siro contro l’Inter. Fronte ‘italiani’, sul taccuino di Ludi sembrano esserci già i nomi di Cambiaghi del Bologna – che potrebbe essere un’ottima alternativa a Jesus Rodriguez sull’ala sinistra – e di Cambiaso della Juventus, dato in uscita in caso di una sostanziosa offerta. Sul piano ‘esperienza’ sul piatto sembra esserci il nome di Riccardo Orsolini, in scadenza nel 2027 sempre con il Bologna e che potrebbe essere tentato da un’avventura sul Lario in caso di mancato rinnovo con i felsinei. E occhio al feeling di mercato con il Real Madrid: dopo l’ottimo esito dell’operazione Nico Paz e di quella legata a Jacobo Ramon, centrale difensivo tra le più belle rivelazioni della nostra Serie A, dalla capitale spagnola potrebbe sbarcare sul Lario il centravanti Gonzalo Garcia, 4 gol in 26 partite nell’ultima Liga e attaccante in rampa di lancio che potrebbe essere molto utile a Fabregas come alternativa a Douvikas, soprattutto in vista del probabile addio di Morata. Sarà però in difesa che il Como dovrà provare a portare quell’esperienza necessaria ad attraversare i momenti più complicati delle partite: sia a sinistra che a destra sono previste entrate per provare ad alzare il livello, mentre al centro in caso di addio di Kempf servirà un centrale da affiancare all’ottima coppia Diego Carlos-Ramon. Tutti nodi che dovranno essere sciolti dalla coppia Ludi-Fabregas, che affronteranno l’anno prossimo la prova del nove del doppio impegno. Ma grazie alle disponibilità economiche eccezionali della proprietà Hartono e alla filosofia di gioco ormai rodata e di matrice ‘europea’ dell’ex fuoriclasse di Barcellona e Arsenal, anche questa sembra essere una sfida alla portata per il Como dei miracoli. Questo articolo Como in Champions per la prima volta, Fabregas cerca italiani ed esperienza proviene da LaPresse