E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.comDopo la notizia sul nuovo monastero voluto da Delpini a Milano nell’ex area Expo, sono sorti alcuni quesiti. Quello che mi ha colpito di più è stato il seguente: ma alla fine che monaci ci saranno dentro questo monastero? Effettivamente, domanda lecita. Così ci ho guardato dentro un po’. E la risposta è no: non ci sarà neppure un monaco. E allora perché lo chiamate monastero? Da quel che si apprende è per una questione architettonica: ci sarà un chiostro, sarà multiculturale. L’obiettivo è quello di riprendere il modello delle grandi abbazie medievali dove nei chiostri c’era sia l’ospitalità che l’innovazione. Sì, c’erano anche i monaci, in quel caso. In questo caso no. E quindi il monastero di Mind è senza monaci. Angelicum e altri conventi svuotati: tra abbandono, continuità e solidarietàA Milano esiste un altro convento che invece i frati ce li aveva: il complesso Angelicum tra via Moscova e Corso di Porta Nuova. Zona richiestissima e ricchissima. Quel convento, progettato da Giovanni Muzio, è senza frati da tre anni. Sono stati tutti trasferiti dal Ministro provinciale dell’ordine dei Frati minori. E così, il commento è stato: ma serve un monastero se dove i frati c’erano li avete trasferiti? Sullo sfondo le polemiche su una possibile “speculazione”, che era stata evocata – sul Corriere della Sera – proprio da un anziano frate che era stato “sfrattato” e spedito a Torino. Ma se non ci sono più i frati, è rimasta la solidarietà. Così da due anni il mercatino solidale si continua a fare con i volontari, in una sorta di autogestione che – ha spiegato frate Paolo Canali al Corriere lo scorso anno – è “sinodale, perché diciamolo chiaramente: noi frati siamo in estinzione, ma questo non significa che debba finire tutto”. Mind, Principia e la governance delle grandi aree ex Expo a MilanoTorniamo a Mind, e al monastero senza monaci. C’è una notizia che afferisce il “potere” su quella grande area di Milano. A far nascere Mind, e ad esserne il soggetto promotore pubblico, è una società che si chiama Principia (una volta, Arexpo). Principia era nata per acquisire i terreni per l’Expo 2015. Una volta finita l’Esposizione Universale ha poi pensato (e operato) a come riqualificare l’intera area. E’ una società a maggioranza pubblica, nella quale ci sono principalmente il MEF e la Regione Lombardia (oltre al Comune di Milano, a Fondazione Fiera e al Comune di Rho).Amministratore delegato di Principia era Igor De Biasio. Nel suo curriculum il cda della Rai ma soprattutto la presidenza di Terna, indicato dalla Lega. Due settimane fa è stato nominato però amministratore delegato di ENAV, che è la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia. Prima di essere nominato, ha lasciato il posto da ad di Principia. Chi arriverà al suo posto? Per adesso non è dato saperlo, perché la nomina deve sicuramente passare dalla Regione Lombardia in primis, e poi essere accettata dal MEF (che vuol dire Giancarlo Giorgetti). In molti si scaldano. E qualcuno magari preferirebbe quello a una candidatura a sindaco a Milano (a buon intenditore, poche parole…)L'articolo Il mistero del monastero di Mind e l’ad che manca (per ora) proviene da Nicolaporro.it.