Medici del 118 in via di estinzione, l’allarme di Mario Balzanelli

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Cattive notizie per gli italiani alle prese con un’emergenza di salute. “Siamo in via di estinzione. I medici stanno andando via in massa dal 118: gli organici sono ormai ridotti di almeno la metà, se non di due terzi. E incominciano a mancare anche gli infermieri”. A descrivere senza troppi fronzoli la “situazione disastrosa del 118″ è il presidente nazionale della Sis 118 (Società Italiana Sistema 118), Mario Balzanelli. “Tra medici convenzionati e dirigenti medici siamo rimasti in circa 2.600 in tutta Italia, quando dovremmo essere almeno il triplo. E l’età media è molto alta, circa 60 anni. Siamo una razza in via di estinzione”, confessa il numero uno della Sis 118 a LaSalute di LaPresse.Un’emergenza “ancora più eclatante, perché riguarda il personale del sistema di emergenza territoriale, ossia dell’importantissimo scudo posto dal Servizio Sanitario Nazionale a difesa della vita di ciascuno di noi”, riflette con amarezza Balzanelli.La scomparsa progressiva e apparentemente inarrestabile della figura del medico del 118 “compromette la qualità dell’assistenza ricevuta da chi si trova in imminente pericolo di vita, senza nulla voler togliere al ruolo – prezioso e insostituibile – degli altri operatori del Set (Sistema di emergenza territoriale) 118, ossia gli infermieri e gli autisti-soccorritori. Questo perché il medico del 118 non è sostituibile, non è vicariabile e fa la differenza tra la vita e la morte. Urge, oggi più che mai, l’intervento risolutore dello Stato, a livello centrale del Governo e del ministero della Salute, e delle Regioni”, scandisce Balzanelli.Le richieste: valorizzare queste professionalitàIl tempo corre, ma nulla cambia. Balzanelli denuncia le difficoltà degli operatori del settore da anni “senza ricevere nessuna risposta. Urge invece ora più che mai potenziare il 118, in modo congruo con le crescenti necessità di risposta alla richiesta degli utenti”, ragiona.Il punto è che i “servitori dello Stato che lavorano nel Sistema 118 nazionale, medici, infermieri e autisti-soccorritori”, per Balzanelli sono dati per scontati. Invece “è arrivato il momento di riconoscere a queste tre figure indennità economiche di rischio in itinere, di rischio ambientale, di rischio biologico”. Per contrastare l’emorragia di operatori occorre mettere mano a portafogli e contratti, “incentivando – significativamente – i medici del 118, convenzionati e dirigenti, con strumenti contrattuali ad hoc e assicurare loro maggiori tutele legali, perché nessuno è esposto come noi a pesanti rischi non solo di contenziosi, quanto di violente e spesso assolutamente imprevedibili aggressioni da parte dell’utenza, come risulta da decenni agli atti di cronaca”. Tra aggressioni e minacceA dimostrare la quotidianità dei medici del 118 sono le cronache. “Nessun operatore sanitario più di noi opera in condizioni di rischio. Nessuno più di noi è esposto al rischio di farsi davvero male, intanto andando H24, 365 giorni all’anno, ad alta velocità sulla strada. Ma anche incappando in aggressioni e minacce e nel burnout che poi spinge molti ad andare via. Sono molto preoccupato. Il Sistema dell’Emergenza Territoriale ha bisogno dell’attenzione della politica nazionale”, sottolinea.Il caso LiguriaAd amareggiare Balzanelli anche il ‘caso Liguria’. Nella Regione “si è riproposto lo scempio che il Sistema 118 ha subito negli ultimi anni a livello nazionale, ossia la chiusura del tutto immotivata, irrazionale e incomprensibile, di numerose Centrali Operative 118. Ma queste strutture non sono banali call center: si tratta di centri di comando, controllo, coordinamento e governo clinico del Sistema di Emergenza Territoriale. Questo è un ennesimo errore di programmazione sanitaria che va assolutamente rettificato a livello legislativo nazionale. La pandemia da Covid-19 ha drammaticamente evidenziato che occorrono più Centrali Operative 118 in Italia, non meno”.L’appello a Governo e RegioniBalzanelli ha le idee chiarissime: “Al Governo nazionale e a quelli regionali chiedo di rompere il muro di silenzio che avvolge il 118. Un servizio che continua ad essere  sistematicamente dimenticato da ogni provvedimento legislativo, da ogni allocazione di risorse, da ogni valorizzazione del personale, da ogni programmazione sanitaria. Dunque chiedo la riforma legislativa del Sistema dell’Emergenza Sanitaria Territoriale con l’istituzione del Dipartimento di Emergenza Territoriale 118”.Eppure, dopo tanti anni in prima linea, il battagliero leader della Sis 118 non ci pensa proprio a gettare il camice alle ortiche. “Considerato che, con la Sis 118, ho promosso nel 2005 la raccolta di 93.000 firme per l’insegnamento del Primo Soccorso nella Scuola Italiana (iniziativa divenuta legge dello Stato con l’articolo 1, comma 10 della legge 107/2015), che ho ideato e sto portando avanti il progetto sperimentale Seuam (Sanitary Emergency Urban Air Mobility) per la cardioprotezione aerea con droni, ma soprattutto guardando alla gioia di aver potuto salvare tante vite umane in 23 anni, posso dire che rifarei le stesse scelte”, conclude il medico che dirige il 118 della Asl di Taranto.Questo articolo Medici del 118 in via di estinzione, l’allarme di Mario Balzanelli proviene da LaPresse