Il banglavoto non funziona: Leone di San Marco batte la tigre del Bengala

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Arrivano i risultati di questa tornata delle amministrative. Per il campo largo c’è poco da stare allegri: arrivano sconfitte anche nei comuni che in base ai sondaggi elettorali lo vedevano avanti. Venezia è l’esempio lampante: nella Serenissima il centrodestra, con Simone Venturini, vince già al primo turno, ribaltando tutti i pronostici della vigilia.Una rimonta che premia una campagna politica condotta con basso profilo, concretezza e senza i riflettori mediatici che hanno invece caratterizzato la tournée di sinistra.E fino a pochi giorni fa i sondaggisti davano il centrosinistra in vantaggio. Andrea Martella, senatore del Pd, sostenuto dall’ampio campo largo e varie liste civiche, sembrava favorito in una città reduce da undici anni di amministrazione di centrodestra con Luigi Brugnaro. La narrazione mainstream parlava di una grande voglia di cambiamento e una accentuata sensibilità sui temi ambientali e sociali nel capoluogo veneto. Invece a quanto pare, per l’ennesima volta, il paese reale ha scelto diversamente.L’impostazione della strategia è stata diametralmente opposta: il centrodestra (forse al netto del risultato del referendum, cui ha sicuramente contribuito una errata personalizzazione del quesito referendario) ha evitato le grandi sfilate di leader nazionali. Niente comizi di chiusura con la premier Meloni, niente passerelle mediatiche. Presente il Ministro della Difesa Crosetto, certamente una delle figure meno polarizzanti dell’esecutivo, in un evento conclusivo molto composto.Venturini, assessore uscente al Turismo, ha condotto una campagna capillare e focalizzata sui problemi reali dei veneziani e dei mestrini con al centro la manutenzione della città e il controllo del flusso turistico senza demonizzarlo, la sicurezza e la gestione ordinaria. Un approccio sobrio che evidentemente, anche alla luce del risultato enorme della lista civica del candidato sindaco, ha attecchito in una città mai stata particolarmente incline alla retorica ideologica.Al contrario, il centrosinistra ha personalizzato il voto. La segretaria nazionale del Pd Elly Schlein ha chiuso la campagna del loro candidato, trasformandola evidentemente in uno scontro nazionale. Questo potrebbe aver finito per allontanare la parte di elettorato moderato che a Venezia esiste ancora ed è consistente.Ancora più controversa, se non suicida, è stata la strategia del voto etnico. Il Pd ha inserito ben sette candidati di origine bengalese nelle proprie liste tra consiglio comunale e municipalità. Una comunità significativa a Mestre e Marghera, con migliaia di potenziali elettori. Volantini in bengalese, appelli addirittura “in nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso”, riferimenti espliciti alla costruzione di una nuova moschea e di un cimitero islamico: la campagna ha assunto toni che molti hanno giudicato divisivi, promotori di un voto etnico al limite del clientelare.Così la destra ha sfruttato l’assist e ha spinto sul rispetto delle radici italiane e cristiane della città, sul principio di integrazione reale piuttosto che di comunità parallele. L’effetto è stato controproducente per il PD: invece di allargare il consenso, ha mobilitato l’elettorato italiano preoccupato per i cambiamenti demografici rapidi.Certamente Venturini eredita una città complessa: vitale (fin troppo) dal punto di vista turistico, multiculturale ma ancora per fortuna profondamente veneta.La sinistra, a Venezia e non solo, dovrà fare i conti con un doppio fallimento: aver personalizzato sulle figure dei suoi leader troppo la campagna e aver scommesso su una strategia etnica percepita come aggressiva. A Venezia, città simbolo di bellezza e identità italiana ma snaturata già anche solo dal turismo sfrenato, gli elettori hanno scelto anche in base alla difesa dell’identità piuttosto che la costruzione di moschee.Dunque, citando Federico Palmaroli, l’operazione Baccallah mantecato ha fallito.Alessandro Bonelli, 25 maggio 2026L'articolo Il banglavoto non funziona: Leone di San Marco batte la tigre del Bengala proviene da Nicolaporro.it.