La sfuriata di Calenda contro Big Tech: gratta gratta ed esce il comunismo

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Carlo Calenda si è arrabbiato. In un video virale, in cui il leader di Azione affronta il rappresentante di Meta (proprietaria di Facebook e Instagram, dove il video è diventato virale), Calenda ha pronunciato una filippica su quanto l’Ue sia migliore degli Usa, come modello e come risultati. Non solo: si è scagliato contro le Big Tech, le imprese che innovano di più da vent’anni a questa parte.Il “prodotto Ue”Perfettamente legittimo che un leader centrista ed europeista cerchi di vendere ancora il prodotto “Europa Unita”, un po’ obsoleto a dire il vero, ma sempre appetibile nella sua fascia di elettorato potenziale. Il problema è in quali argomenti usa per cercare di venderlo.“Voi che pagate meno tasse di un operaio”. Dunque pagare poche tasse viene visto, dal leader di partito più liberale d’Italia, come un’ingiustizia sociale. La libertà di espressione è ridotta a “manipolare gli algoritmi per aizzare le persone l’una contro l’altra”, come se uno non volesse litigare per scelta, ma perché Zuckerberg lo vuole.“Non vuole avere nessuna normativa di regolamentazione”, visto come uno schiaffo alla dignità e non come una sacrosanta difesa della libertà di impresa. “Noi abbiamo la sanità, la scuola…” un argomento da tifoso di Cuba: scuola “migliore del mondo”, sanità “migliore del mondo” e tutti muoiono felicemente di fame, però istruiti e curati.“Nessuno di voi fa altro che leccare i piedi al presidente degli Stati Uniti”, detto da un italiano che vive nel Paese da sempre sottomesso a un capitalismo consociativo (e nel resto d’Europa non va molto meglio, quanto a libertà di impresa dalla politica).Ricchezza a confrontoCina e Usa, secondo Calenda, vogliono smontare l’Europa. Come? “Deregolamentando tutto”. Come se l’Ue si reggesse solo ed esclusivamente su pianificazione e regolamentazione economica. Come se questo fosse un motivo di supremazia da difendere. Infine, “sotto ogni profilo dell’universo, che non sia quello degli oligarchi, si sta molto meglio in Europa”. Ah sì?Come ha già fatto il suo interlocutore, vediamo un po’ il confronto di ricchezza, tanto per dire un parametro misurabile numericamente.Pil pro capite 84.534 dollari negli Usa contro 43.305 nell’Ue (dati World Bank).Pil pro capite a parità del potere di acquisto: Usa 85.809, contro Ue 63.585Crescita del Pil pro-capite: Usa +1,8, Ue +0,8Pil pro capite dello Stato americano più povero, il Mississippi: 55.877 dollariPil pro capite dello Stato dell’Ue più povero, la Bulgaria: 17.596“Non mi citare il Pil pro capite, citami il divario di ricchezza fra chi ha i soldi e chi non li ha”, sbotta il Calenda. Forse non se ne rende conto, ma sta usando un tipico argomento socialista, basato esclusivamente sull’invidia sociale. Per la cronaca, il Paese più equo, stando all’ultimo Indice Gini misurato, è il Venezuela di Maduro. Lo vogliamo prendere come benchmark?Solo un marxista o chi ne fa le veci è convinto che la ricchezza dell’uno sia a discapito del benessere degli altri. Una persona che ha la libertà a cuore non bada alla differenza, ma alla ricchezza dell’individuo. Non importa che ci sia una persona, nel mio Paese, che sta molto meglio di me, quel che importa veramente è che io non muoia più di fame.Il vantaggio della globalizzazione e di un’economia di mercato è proprio quello di far uscire sempre più persone dalla povertà, non quello di equalizzare ricchi e poveri (verso il basso, magari, come succede in tutti i sistemi statalisti).Ma non parliamo solo di Pil pro capite e di numeri da scienza triste. Parliamo di prospettive. Qual è il Paese che ha dimostrato (non solo in questo decennio, ma nell’ultimo secolo) di avere un ascensore sociale più rapido? Gli Usa.Gli “oligarchi” delle Big TechI grandi delle Big Tech sono partiti tutti da zero: Bill Gates nel suo garage, Steve Jobs era un mezzo hippy giramondo, Jeff Bezos con la sua piccola libreria, Elon Musk con un videogioco fatto quando era studente e piccole imprese della prima web economy, la gigantesca Netflix è nata come negozio di noleggio film per corrispondenza, Mark Zuckerberg era uno studente quando ha lanciato il primo Facebook.L’Ue è in grado di vantare storie altrettanto rapide di ascesa verso il successo? No. E non chiamateli “oligarchi”, per favore. Gli Usa non sono la Russia di Putin, nessuno di questi innovatori ha avuto bisogno della protezione dello Stato per poter diventare colossi globali.Non parliamo solo di singoli personaggi, parliamo di innovazione in senso lato. Chi ha inventato l’industria moderna nella Seconda rivoluzione industriale? Ford, negli Usa. Qual è stato il primo colosso informatico? Ibm, negli Usa. Chi ha inventato Internet? Arpanet, negli Usa. Dove Internet, da sperimentale/militare che era è diventata commerciale e alla portata di tutti? Negli Usa. Chi sta creando l’Intelligenza Artificiale? Varie aziende e centri di ricerca negli Usa. Chi domina la corsa allo spazio? La Nasa e aziende private (Space X, Blue Orizon…) tutte negli Usa.Europeismo straccioneGli argomenti usati da Calenda, purtroppo, non sono solo quelli di un leader di partito di una delle formazioni meno votate in Italia, ma sono moneta comune in tutto il Vecchio Continente. C’è un europeismo straccione, esattamente come c’era uno sciovinismo straccione prima dell’Unione. Un modo di consolarsi da “siamo poveri ma più felici”.E non è solo questo: le parole di Calenda sono l’ennesima dimostrazione dell’ostilità europea (italiana, in particolare) per la libertà individuale. Sembra di risentire le stesse critiche mosse a Charlie Kirk, a cadavere ancora caldo, quando gli rimproveravano la difesa del diritto a portare armi e la difesa della libertà individuale d’espressione. In pratica: “voleva la libertà, si è meritato di essere ucciso”. Ecco, gli argomenti sono dello stesso tenore, come i commenti che si leggono sotto il video della lite di Calenda. Con dei liberali così, che bisogno c’è di socialisti e populisti?L'articolo La sfuriata di Calenda contro Big Tech: gratta gratta ed esce il comunismo proviene da Nicolaporro.it.