Diciotto anni, dieci missioni, un solo arrivo riuscito. Questo è il bilancio operativo della cosiddetta Freedom/Sumud Flotilla, la più longeva agenzia di viaggi politici del Mediterraneo, specializzata in crociere a senso unico con scalo coatto ad Ashdod.Il modello è di una semplicità disarmante: pianificazione, lancio di campagna mediatica globale, intercettazione da parte delle forze navali israeliane, identificazione e rilascio degli attivisti entro 72 ore, accuse di torture e violazioni dei diritti, indagini europee, polemica reiterata. Poi stop tecnico. Poi una nuova missione, identicamente concepita e mediaticamente amplificata. Poi di nuovo da capo.Dal 2008 a oggi le persone identificate e coinvolte in queste crociere sono state 1.030, di cui 200 arrestate e rilasciate entro 2-3 giorni. In un solo caso il Tribunale di Ashkelon ha prorogato di ulteriori 48 ore la detenzione di due attivisti per approfondimenti in sede di interrogatorio preliminare, senza che ciò abbia portato ad alcun rinvio a giudizio.La Flotilla non è un’operazione umanitaria. È un’operazione mediatica travestita da operazione umanitaria. Il cargo reale non è cibo né medicine: è visibilità, polarizzazione emotiva, raccolta fondi. La capacità logistica di trasportare aiuti significativi è sempre stata irrisoria: carichi minimi, nessuna catena di distribuzione operativa a Gaza, zero impatto sul terreno. Il vero obiettivo è la prima pagina dei giornali. E lo schema funziona con la precisione di un orologio: ogni intercettazione israeliana produce esattamente l’effetto cercato. Chi cavalca la narrazione del “blocco illegale” e dell'”oppressione” ottiene il suo ciclo mediatico puntuale come un abbonamento.Poi arriva il caso che nemmeno il più callido spin doctor avrebbe potuto orchestrare: Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, rappresentante del 2,7% dell’elettorato e capofila degli estremisti religiosi che, tra gli altri privilegi aviti, rivendicano l’esonero dal servizio di leva obbligatorio, si presenta ad Ashdod con una bandiera israeliana mentre gli attivisti della Flotilla sono a terra, bendati e in ginocchio. Sventola il tricolore, grida “Benvenuti in Israele, siamo i padroni”, li deride e sghignazza e si premura di postare tutto sui social. Un idiota autentico con l’acume politico di un Borghezio nostrano.Il risultato è paradossale. Un’operazione che aveva conseguito zero sul piano umanitario ha improvvisamente ottenuto il 100% del suo obiettivo politico, con una sovvenzione gratuita da parte di chi avrebbe dovuto smontarla. Netanyahu in persona ha preso le distanze, definendo il comportamento di Ben-Gvir “non in linea con i valori e le norme di Israele”.Il blocco navale israeliano è discutibile sul piano del diritto internazionale, con tesi che si scontrano tra chi invoca il Manuale di Sanremo sul diritto internazionale applicabile ai conflitti armati in mare… Ma non è questo il punto! La missione è simbolica per definizione propria: chi la organizza sa benissimo che non arriverà mai a destinazione. Ben-Gvir ha trasformato un’operazione di propaganda pratica in un trionfo propagandistico, regalando agli avversari di Israele le immagini più efficaci degli ultimi mesi.C’è un’ironia esiziale in tutto questo. La Flotilla è uno schema talmente velleitario, talmente prevedibile, talmente reiterativo da aver smesso da anni di sorprendere chiunque ragioni con lucidità. Poi arriva un ministro del governo israeliano a restituirle, gratis, tutta la centralità mediatica che stava perdendo.Il “Borghezio israeliano” ha appena finanziato altri diciotto mesi di crociere politiche nel Mediterraneo.Giulio Galetti, 23 maggio 2026Leggi anche:Ben Gvir ministro cretino. La pagliacciata con la Flotilla fa solo male a Israele“La Flotilla trattata come il 7 ottobre”;. La vergognosa idiozia del grillino CarotenutoC’era una volta la Flotilla umanitariaL'articolo AGENZIA VIAGGI FLOTILLA proviene da Nicolaporro.it.