Sintonia Italia-Irlanda. E Meloni insiste sulla flessibilità Ue per l’energia

Wait 5 sec.

Non solo difesa, anche l’energia è sicurezza. Ovvero immaginare di allargare lo spettro della visuale dal riarmo oggettivo come lo si è conosciuto fino ad oggi, ad altri ambiti che toccano il delicato tema, che mescola geopolitica ed economia per tirarsi fuori dalle secche della crisi iraniana.Giorgia Meloni coglie l’occasione della visita a Palazzo Chigi del Primo Ministro d’Irlanda, Micheál Martin, per ribadire la richiesta avanzata giorni fa all’Ue: ovvero aumentare la flessibilità nel dossier energetico a sostegno di famiglie e imprese ma non per fare nuovo debito, bensì per riallocare meglio risorse già previste e causa di una mutazione completa della situazione internazionale sotto gli occhi di tutti.Un passaggio che si sposa con le analisi che giungono dalla crisi ad Hormuz, che hanno comportato un significativo aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti in tutto il mondo e che al contempo è messo nel mirino dal ragionamento di Meloni. La premier spiega che non si può chiedere alle nostre imprese di correre sui mercati globali mentre poi è la politica la prima a frenare, per cui appare di tutta evidenza come le circostanze eccezionali in cui ci troviamo sono al di fuori del controllo dei singoli stati, ragion per cui non possono essere affrotate con gli strumenti classici. Di qui il riferimento alla maggiore flessibilità, su cui Bruxelles ha mostrato una certa apertura, come per primo aveva osservato giorni fa il presidente del Ppe Manfred Weber.Insomma Bruxelles sta riflettendo sulla proposta italiana, nella consapevolezza che ci sono anche altri sistemi-Paese nelle stesse condizioni, come ad esempio la Germania (dove la costruzione di nuovi appartamenti raggiunge il livello più basso dal 2012) o il Regno Unito (dove le vendite di benzina e diesel sono calate al ritmo più rapido rispetto al lockdown pandemico, poiché gli automobilisti, in risposta allo shock dei prezzi causato dalla guerra in Iran, hanno ridotto i loro spostamenti), fino alla Francia (dove il premier Lecornu annuncia nuovo debito da 710 milioni di euro per il caro benzina).Nel mezzo le intese con Dublino alla voce cooperazione bilaterale e migranti. Sul primo punto Meloni punta a migliorare l’interscambio da 20 miliardi di euro fatto registrare lo scorso anno, inserendo nel dialogo a due anche settori fin qui poco battuti come la diplomazia culturale, gli scambi universitari bidirezionali, fino alla collaborazione in tema di difesa grazie all’eccellente know-how italiano. In secondo luogo spicca il fil rouge che Roma ha tessuto con Atene, Nicosia, Valletta per immaginare soluzioni innovative per la gestione dei flussi migratori, come il protocolo Italia-Albania che ha riscontrato il consenso dell’Unione europea e di altri stati interessati a replicarlo, come Regno Unito e Germania.Martin mostra sincronismo con i temi messi sul tavolo dalla presidente del Consiglio e aggiunge che proprio alla luce di questa nuova e rinnovata collaborazione tra i due Paesi sono stati aperti tre consolati in tre città strategiche, come Milano, Venezia e Palermo. Il Primo luglio inizierà la prossima presidenza del Consiglio europeo e sarà irlandese.