di Vincenzo Giardina / Dire * – Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver colpito basi missilistiche nel sud dell’Iran. La comunicazione è giunta ieri sera, nella notte italiana. Secondo lo U.S. Central Command, il Comando centrale dell’esercito americano, sono stati effettuati raid di natura “difensiva” nel sud dell’Iran. Stando a questa versione, sarebbero stati presi di mira siti di lancio di missili e imbarcazioni iraniane che stavano tentando di posare mine. Lo U.S. Central Command ha poi espresso la volontà di mostrare “moderazione” nel quadro della tregua annunciata quasi sette settimane fa.Nelle ultime ore, mentre si continua a discutere di un possibile accordo, il presidente Donald Trump ha detto la sua sulla questione dell’uranio arricchito. In un post su Truth Social, ha commentato: “Verrà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere riportato in patria e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran, distrutto in loco o in un altro luogo accettabile, con la Commissione per l’Energia atomica, o suo equivalente, presente come testimone di questo processo e di questo evento”.La guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha dichiarato sul suo canale Telegram che le potenze del Golfo non faranno più da scudo alle basi statunitensi e che gli Stati Uniti non avranno più un rifugio sicuro nella regione.In un altro post, Trump ha, poi, parlato dei “negoziati con la Repubblica Islamica dell’Iran”: “Stanno procedendo bene”, ha assicurato. Poi ha precisato: “O si raggiungerà un ottimo accordo per tutti, oppure non ci sarà alcun accordo: si tornerà al fronte, ma più forti e determinati che mai, e nessuno lo vuole!”“Durante i miei colloqui di sabato con il presidente Mohammed bin Salman al-Saud dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Zayed al-Nahyan degli Emirati Arabi Uniti, l’Emiro Tamim bin Hamad bin Khalifa al-Thani, il Primo Ministro Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim bin Jaber Al Thani e il Ministro Ali al-Thawadi del Qatar, il Maresciallo Syed Asim Munir Ahmed Shah del Pakistan, il Presidente Recep Tayyip Erdoğan della Turchia, il Presidente Abdel Fattah El-Sisi dell’Egitto, il Re Abdullah II di Giordania e il Re Hamad bin Isa Al Khalifa del Bahrein, ho affermato che, dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti per cercare di ricomporre questo puzzle molto complesso, dovrebbe essere obbligatorio che tutti questi Paesi, come minimo, firmino simultaneamente gli Accordi di Abramo”, ha aggiunto.“I Paesi in questione sono Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (già membri!), Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein (già membro!). È possibile che uno o due di essi abbiano una ragione per non aderire, e ciò sarà accettato, ma la maggior parte dovrebbe essere pronta, disposta e in grado di rendere questo accordo con l’Iran un evento di portata ben maggiore rispetto a quanto sarebbe altrimenti”, ha proseguito.Per Trump, quindi, si tratterebbe di una scelta vincente: “Gli Accordi di Abramo si sono dimostrati, per i Paesi coinvolti (Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco, Sudan e Kazakistan), un vero e proprio boom finanziario, economico e sociale, persino in questo periodo di conflitto e guerra, con gli attuali membri che non hanno mai nemmeno ipotizzato di ritirarsi o di prendersi una pausa. Il motivo è che gli Accordi di Abramo sono stati un grande successo per loro e lo saranno ancora di più per tutti, portando vera forza, potere e pace in Medio Oriente per la prima volta in 5mila anni. Sarà un documento rispettato come nessun altro mai firmato in tutto il mondo. Il suo livello di importanza e prestigio sarà senza precedenti! Dovrebbe iniziare con la firma immediata da parte dell’Arabia Saudita e del Qatar, e tutti gli altri dovrebbero seguire l’esempio. Se non lo faranno, non dovrebbero far parte di questo accordo, poiché ciò dimostrerebbe cattive intenzioni. Parlando con molti dei Grandi Leader menzionati sopra, essi sarebbero onorati, non appena il nostro documento sarà firmato, di avere la Repubblica Islamica dell’Iran come parte degli Accordi di Abramo. Wow, questo sì che sarebbe qualcosa di speciale! Questo sarà l’accordo più importante che uno qualsiasi di questi Grandi Paesi, sempre in conflitto, firmerà mai. Nulla nel passato, né nel futuro, lo supererà”.E, in conclusione, si legge: “Pertanto, richiedo categoricamente che tutti i Paesi firmino immediatamente gli Accordi di Abramo e che, se l’Iran firmerà il suo accordo con me, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, sarebbe un onore averlo anche lui come parte di questa senza precedenti Coalizione Mondiale. Il Medio Oriente sarebbe Unito, Potente ed Economicamente Forte,Forse come nessun’altra area, in nessun’altra parte del mondo”.* Fonte: agenzia Dire.