Gianni Di Vita e la figlia Alice saranno nuovamente ascoltati nelle prossime ore nell’ambito dell’inchiesta sul presunto duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia morte tra il 27 e il 28 dicembre 2025 a Pietracatella (Campobasso), dopo un avvelenamento da ricina. Lo apprende LaPresse da fonti qualificate. Le nuove audizioni arrivano in una fase considerata particolarmente delicata dell’indagine coordinata dalla Procura di Larino e dalla Squadra Mobile di Campobasso, dopo mesi di sommarie informazioni testimoniali, analisi tossicologiche e accertamenti digitali su telefoni, modem e dispositivi sequestrati nella casa di Pietracatella. Secondo quanto si apprende, gli investigatori starebbero lavorando all’incrocio tra testimonianze, cronologie dei fatti, relazioni familiari e dati emersi dalle recenti attività tecniche sui dispositivi elettronici. Oltre cento le persone ascoltate dagli investigatoriOltre cento le persone ascoltate finora dagli investigatori, alcune anche più volte e alla presenza della procuratrice capo Elvira Antonelli. Sia Gianni di vita, 55 anni, che la figlia Alice, 19 anni, sopravvissuti alla tragedia di Natale, sono già stati ascoltati diverse volte e per lungo tempo. Nelle prossime ore saranno nuovamente ascoltati da Antonelli e dal capo della Squadra mobile Marco Graziano. L’inchiesta resta formalmente contro ignoti per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dall’uso del mezzo venefico. Gli investigatori continuano a concentrarsi sulla ricostruzione delle ultime ore trascorse da Antonella e Sara prima del peggioramento definitivo delle condizioni cliniche, avvenuto tra il 25 e il 28 dicembre.Questo articolo Campobasso, madre e figlia avvelenate: il padre e l’altra figlia verranno nuovamente ascoltati proviene da LaPresse