Dopo Webuild Ferrari si candida per il Milan: «Potrei fare la differenza»

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Mer, 27 Mag 2026Già membro del Consiglio di Amministrazione rossonero dal 2020 al 2022, Ferrari ha lasciato ieri il ruolo di direttore generale del più grande general contractor italiano.DiRedazioneCondividi l'articoloferrari milanNella giornata di ieri Massimo Ferrari ha comunicato la decisione di lasciare il proprio incarico da direttore generale di Webuild, il più grande general contractor italiano nato dall’unione di Salini e Impregilo. Una risoluzione consensuale quella che non mette però un punto definitivo tra le parti. Per ora si tratta di una separazione graduale, che però lascia aperte le porte a nuovi incarichi.Grande tifoso del Milan, Ferrari è stato membro del Consiglio di Amministrazione del club rossonero fino al 2022, quando la società fu rilevata da Gerry Cardinale attraverso il fondo RedBird. In seguito, da direttore generale di Webuild, Ferrari aveva seguito anche i lavori per la proposta di ristrutturazione di San Siro che gli era stato affidato dal Comune di Milano: una proposta che tuttavia i club avevano respinto.La risoluzione del contratto, spiega una nota di Webuild, avrà effetto dal 30 settembre 2026, successivamente all’approvazione dei conti semestrali «al fine di garantire la piena continuità operativa e un ordinato passaggio delle responsabilità».Nel frattempo, a rafforzare l’ipotesi di un suo ritorno in orbita Milan è stato lo stesso Ferrari, che ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Giornale: «Non c’è ancora nessuno accordo, ma potrei fare la differenza nella gestione di gruppo che non è solo un team di calcio, ma è di fatto un’azienda complessa dal punto di vista economico tra sponsor, ingaggi e diritti tv», ha detto proponendo di fatto la sua candidatura.Ferrari, attualmente, ricopre anche il ruolo di Consigliere di amministrazione in Cairo Communication ed è stato membro de CdA di Tim ed Equita. Nel suo periodo a Webuild, accanto a Pietro Salini, Ferrari ha trasformato il gruppo da grande impresa italiana di costruzioni a uno dei principali gruppi mondiali nelle infrastrutture complesse. Acquisizioni, internazionalizzazione e grandi opere pubbliche hanno contribuito a una crescita forte ma controllata: oltre il 90% dei ricavi arriva da Paesi a basso rischio e il gruppo ha due controllate molto profittevoli nel mercato americano e in quello australiano. Allo stato attuale, Webuild ha un portafoglio ordini gigantesco, 58 miliardi a fine 2025, e una pipeline commerciale vicina ai 100 miliardi.Developed by 3x1010