Solitamente i festival si fanno attendere per 365 giorni, ma quest’anno Spring Attitude, che nel 2025 ed anche un bel po’ di edizioni precedenti aveva celebrato la primavera come state of mind a settembre, torna prima del previsto: la quindicesima edizione del festival romano, infatti, si terrà nel weekend del 29 e 30 maggio 2026 nella nuova location della Nuvola di Fuksas, già sperimentata con successo l’anno scorso. Ma d’altronde tutto è questione di attitudine e di stati d’animo: atmosfere post-industriali per una line up ibrida, che spazia dalle proposte cantautorali più interessanti del panorama italiano, fino alla selezione di producer e dj rinomati a livello mondiale. (Fuori la line up! Continua sotto)Tra i live più attesi dal pubblico rientrano sicuramente quelli dei Nu Genea che hanno inaugurato il tour di People of the Moon al Mi Ami e di Tony Pitony, l’artista che più divide il pubblico del momento – personalmente, non l’ho seguito abbastanza per poterne dare un giudizio, e Spring Attitude sarà un’occasione per poter approfondire il fenomeno del momento. I Dov’è Liana recupereranno la data persa lo scorso anno a causa dei problemi di salute che hanno imposto la cancellazione del tour, e promettono di farci ballare con i loro foulard, ormai tratto distintivo e riconoscibile della band. Gli Yin Yin, invece, porteranno la loro dose di disco psichedelia, sulla scia lasciata dagli Altın Gün.Motta ci canterà quel disco che abbiamo amato dieci anni fa, e che ora, che di anni non ne abbiamo più 30, fa un po’ più male. La fine dei vent’anni è stato uno spartiacque non solo per una generazione, ma anche per la scena italiana in sé. Da quel momento in poi l’indie si trasformò in it-pop, tutti cominciarono a scrivere canzoni tristi con le chitarre, la scena romana diventò imperante per un certo periodo e la nicchia diventò mainstream. okgiorgio, dall’altra parte, ci mostra il confine tra quell’it-pop e la nuova tendenza verso cui una gran parte della musica italiana ha virato in questi ultimi 3 anni: la produzione elettronica si è presa nuovi e sempre più ampi spazi soprattutto grazie al producer bergamasco, che ora porta live i suoi pezzi con due batterie. Quando si parla di okgiorgio e della “rinnovata” scena elettronica (anche qui bisognerebbe fare una parentesi su come, in realtà, non se ne sia mai andata, ma sia stata comunque spinta verso un pubblico più ampio proprio da progetti come il suo), oltre che camoufly è necessario citare anche fenoaltea, che abbiamo avuto modo di vedere (e apprezzare davvero molto) sulla terrazza della Nuvola lo scorso settembre. (La Nuvola, in uno scorcio immortalato da Valerio Quattrucci; continua sotto)Proprio sulla terrazza il venerdì sera ci sarà il block party di Spring Attitude, per ricordarci che il clubbing esiste, vive e pulsa nella notte e non solo nei trend. Marco Passarini, Bluemarina, Manusol, Ben Sterling, Palms Trax e Jason K si alterneranno nel weekend tra le luci e i riflessi della Nuvola. Perché tra matcha latte e brioche, ci siamo dimenticati che, spesso e volentieri, per le cose che creano comunità non c’è bisogno di tante parole, ma conta di più l’esserci.E tante parole spesso si spendono quando si tratta di equality e inclusione, e una nota di merito per me va a Spring Attitude, che sceglie una strada auspicabile d’ora in avanti: costruire una line-up dove le migliori cantautrici, artiste e producer della scena contemporanea trovano spazio in modo naturale, senza bisogno di farne uno statement per la promozione. Perché per quanto sia corretto ancora oggi rivendicare gli spazi, che devono necessariamente aumentare ancora, corretto è anche non farne mero oggetto di percentuali, ma lasciare che siano i fatti a parlare. Perché chi ha l’occhio accorto, nota quando accadono queste cose e ne plaude. Emma Nolde è un’artista preziosa perché sa toccare il cuore delle persone. Riesce a codificare emozioni complesse in linguaggio pop, pur mantenendo un’identità peculiare, portando messaggi identitari e sociali con delicatezza e premura. A mio avviso, uno dei live che non si possono perdere di questa edizione insieme a Gaia Banfi, che, come Emma Nolde, dopo anni di conservatorio ha preso una strada sperimentale e personale: il suo disco, La maccaia è uno degli esordi più brillanti degli ultimi anni. Delicata e potente, ascoltarla in versione live lascia senza fiato.E proprio Senza Fiato è anche il titolo del nuovo album di Birthh, nuova stella del songwriting alt-pop, per quanto sia sulla scena dal 2016, e già il suo disco Born in the woods aveva riscosso ampio credito, Dopo qualche anno a New York, il cui disco più rappresentativo è Whoa del 2020, è tornata dall’America con il suo primo lavoro in italiano uscito a fine aprile, che racconta di come si sta in quel limbo sospeso tra i 20 e i 30 anni. Un po’ come Motta dieci anni fa, quando lei si affacciava al mondo della musica. Non solo sarà sul palco della Nuvola il venerdì, ma si esibirà anche nel party di apertura del festival all’Hoxton hotel il 28 maggio.E ancora Altea e Lamante, due rappresentanti di un certo tipo di folk dalle diverse declinazioni. Se Lamante graffia, brucia come una scottatura e ribolle di rabbia, Altea sporca il cantautorato con l’elettronica, gioca con la complessità e ne restituisce un rito collettivo. Ognuna con una visione chiara e definita di come una cantautrice non deve essere. Il sabato spicca un’altra personalità che sa rompere gli stereotipi e fare, in sostanza, ciò che le pare. Nathy Peluso porta Club Grasa a Roma: non un live, non un djset, una vera e propria festa dove lei sveste i panni della cantante per mettersi quelli della dj. Non so cosa ci aspetterà, non mi piace arrivare preparata, soprattutto quando si tratta di occasioni in cui al centro c’è l’abbandonarsi alla musica, senza troppe domande.La curiosità è indubbiamente molto alta anche per ¥ØU$UK€ ¥UK1MAT$U, che sarà alla Nuvola sabato 30 e che ritroveremo il weekend successivo al Primavera Sound. Una sola parola: imprevedibilità. Una line up eterogenea, che sa apprezzare e dare risalto a proposte italiane non scontate, valorizzare i nomi di spicco e allo stesso tempo offrire varietà, è forse il punto principale del lavoro che Spring Attitude porta avanti da 15 anni. Perché se la primavera è uno stato d’animo, la musica è uno dei pochi luoghi capaci di tenere insieme malinconia ed euforia, rabbia e leggerezza, solitudine e appartenenza. Per due giorni, almeno, tutto convive sotto lo stesso palco. Ah, occhio: è già praticamente tutto sold out, resta ancora qualche biglietto solo per la seconda giornata. Un successo che Spring Attitude si merita tutto. (L’anno scorso, ad un certo punto, era così – foto di Federico Carnevale)The post Spring Attitude arriva sempre al momento giusto appeared first on Soundwall.