Colombia, chi sono (e cosa propongono) i candidati alla presidenza

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Mancano pochi giorni per le elezioni presidenziali in Colombia e, nel mare di incertezza, uno scenario è certo: la partita per la guida del Paese sudamericano si giocherà a tre. Da mesi i sondaggi dei più svariati centri di analisi indicano che i favoriti degli elettori sono Iván Cepeda, candidato di sinistra sostenuto dall’attuale governo; Abelardo de la Espriella della destra e Paloma Valencia della formazione uribista di centrodestra. I pronostici sostengono che molto probabilmente Cepeda sarà al primo posto, ma avrà bisogno di misurarsi in un secondo turno (non si sa con quale altro candidato) per conquistare la presidenza.Cepeda, con il Partito Historico del presidente Gustavo Petro, sarebbe il più votato, con circa il 45% secondo il sondaggio Invamer ripreso dall’emittente americano Cnn. Il sondaggio Guarumo-EcoAnalítica, invece, dà un 37% e il Centro Nacional de Consultoría il 33,4 %. In tutti i report resta comunque il primo. Cepeda non ha voluto presentarsi ai dibattiti con gli altri candidati, spiegando che la sua battaglia politica è esclusivamente contro la destra colombiana, guidata dall’ex presidente Álvaro Uribe Vélez.Parlamentare dal 2010, è stato anche senatore e membro del Partito Comunista, Unión Patriótica, Alianza Democrática M-19 e Polo Democrático. Il suo programma di governo si concentra nel dare continuità al progetto politico di Petro, allontanandosi dagli scandali di corruzione per cercare la “pace totale” del Paese.Contro di lui c’è il giovane avvocato Abelardo de la Espriella. Considerato esponente dell’estrema destra, si è presentato come indipendente e outsider della politica, ma conta con il sostegno di diverse forze importanti della Colombia come Salvación Nacional, Creemos de Antioquia e Char de Barranquilla. Avrebbe circa il 30% dei voti. La sua proposta di governo è ispirata al modello del presidente de El Salvador, Nayib Bukele, cioè, mano dura contro la criminalità e una gestione tecnica e pragmatica dell’economia. Al suo fianco ci sarebbe, come vicepresidente, l’ex ministro dell’Economia, José Manuel Restrepo.Infine, c’è Paloma Valencia. La candidata del Centro Democrático, vicina all’ex presidente Uribe, ha vinto le elezioni delle primarie sugli altri candidati di destra e di centro della Gran Consulta por Colombia. È lei la terza via, con circa il 14% dei voti. Senatrice dal 2014, è nipote dell’ex presidente colombiano Guillermo León Valencia.Gli occhi del mondo sono su quanto accadrà in Colombia. Sullo scenario di domenica ha scritto un ampio articolo il quotidiano americano The Wall Street Journal, che ricorda le origini famigliari di Cepeda: “Oltre 30 anni fa, un avvocato comunista conquistò un seggio al Senato, portando avanti in silenzio una strategia che univa la guerriglia alla politica elettorale per impadronirsi del potere. I piani di Manuel Cepeda si interruppero quando agenti del governo colombiano lo assassinarono per le strade di questa capitale”. “Il figlio del senatore, Ivan Cepeda, incanalò il suo dolore in una missione che potesse realizzare i sogni comunisti del padre – prosegue la pubblicazione -. Vinse le elezioni come deputato e poi come senatore, prima di diventare il principale consigliere del primo presidente di sinistra della Colombia, Gustavo Petro”.Cepeda si trova in testa ai sondaggi e ha promesso di introdurre un nuovo modello economico e sociale, un modello che suo padre comunista ortodosso avrebbe potuto immaginare.Denuncia delle violazioni dei diritti umani da parte dei militari e dei loro alleati la sua missione, aiuto alle aziende agricole, negoziazioni con i narcotrafficanti per deporre le armi nell’ambito dei colloqui di pace, un aumento della spesa sociale e impedire alla banca centrale di alzare i tassi di interesse sono alcune delle proposte di Cepeda che il Wall Street Journal sottolinea. Ma mettendo in risalto anche che “i critici sostengono che Cepeda sia un marxista convinto che porterebbe la Colombia sulla stessa strada del Venezuela o di Cuba”.