AGI - Una tornata elettorale, quella delle comunali del 24 e 25 maggio, che si carica nelle ultime ore di campagna elettorale di significato politico. Anche a livello nazionale. La segretaria del Partito Democratico ha concluso il suo tour elettorale con una appello agli elettori che guarda direttamente alle politiche del 2027: "Usate le ultime ore di campagna elettorale per andare da quelle persone che in questa piazza non sono venute. Diamo una spinta per mandare a casa il governo Meloni".La 'partita Venezia'Le fiche del centrosinistra sono tutte su una casella: Venezia. È nella laguna che i dem, e con loro la coalizione larga che sostiene Andrea Martella, sperano di spiccare il salto per poter in futuro conquistare il Veneto. Intanto, spiegano fonti parlamentari Pd, un successo di Martella in questo momento avrebbe un peso politico importante, in quanto darebbe un segno di continuità alla crescita nei territori vista con le ultime regionali e, soprattutto, suonerebbe come un nuovo campanello d'allarme per la coalizione di governo, dopo il referendum. Speranze alimentate anche dallo studio delle mosse dell'avversario: poche iniziative del centrodestra in città, nessuna chiusura unitaria di campagna elettorale, si osserva dalle parti del centrosinistra.Nei giorni scorsi i leader sono stati tutti nei luoghi 'caldi' della laguna. Fratoianni ha aperto le danze il 15 e 16 maggio a Mestre e Marghera accanto a Martella; martedì 19 è stato il turno di Giuseppe Conte, anche lui a Mestre; mercoledì 20 è sceso in campo Matteo Renzi. Nelle ultime ore, poi, sono scesi in campo anche nomi 'pesanti' di Pd e non solo, da Silvia Salis, sindaca di Genova, al fondatore del Pd Walter Veltroni. La campagna di Martella è stata tutta incentrata sui temi del lavoro, dell'industria e del welfare, che sono poi i temi che ispirano l'azione del centrosinistra a livello nazionale. "Abbiamo parlato di problemi concreti, spiegato la nostra visione di città: la casa, l'abitare che è diventata una emergenza che dobbiamo risolvere perché una città senza residenti non è una città", ha detto Martella nel comizio finale della campagna elettorale. "La sicurezza che per noi non è uno slogan, ma un diritto per tutti i cittadini: presidio del territorio, contrasto del crimine, ma anche la rigenerazione urbana. La città deve essere riqualificata, deve trovare nuovi spazi". Poi la stoccata al competitor su uno dei punti qualificanti del programma di centrodestra: "Ci occuperemo di porto Marghera che deve essere un posto per una industria pulita e non un polo bellico". Nei progetti di Martella, "Venezia deve tornare città universale, democratica, cosmopolita, che promuove la pace e lo fa nel cuore del Mediterraneo". Ma è sulla sicurezza che insiste il candidato di centrosinistra, che ha voluto accanto a se l'ex capo della polizia Franco Gabrielli a cui intende chiedere di fare il consigliere per la Sicurezza della sua eventuale Giunta. La coalizione è ampia, come si diceva, da Avs a Italia Viva, passando per il Pd e M5s. Unico a mancare all'appello è Azione, ma gli alleati del campo progressista danno ormai per perso - salvo sorprese - l'alleato centrista e questo nonostante Elly Schlein continui a predicare una "testarda unita'". A Venezia il sindaco uscente, Luca Brugnaro, è al secondo mandato e non è ricandidato dalla coalizione di centrodestra che ha schierato Simone Venturini. I dati in possesso dei dem danno a Martella un vantaggio importante, ma che non consente di dare nulla per scontato: difficile puntare a una vittoria la primo turno, viene spiegato, anche perché in campo i candidati sono ben otto. In caso di vittoria, Venezia diventerebbe la terza grande città del Veneto a essere amministrata dal centrosinistra dopo Verona, città nella quale il centrosinistra governa con il civico Damiano Tommasi, e Vicenza, governata da Giacomo Possamai. Un buon punto di partenza, si osserva ancora al Nazareno, per poter 'puntare al cielo', ovvero alla Regione. A Reggio Calabria è corsa a 4, a Salerno in campo l'ex governatore De LucaMolto meno rosee le prospettive del centrosinistra a Reggio Calabria. Una fonte parlamentare del Pd pronostica una sconfitta contro Francesco Cannizzaro, frontman del centrodestra più Azione. Il partito guidato da Calenda ha deciso di sostenere il candidato di Forza Italia presentando il proprio simbolo accanto a quello del partito azzurro e di Fratelli d'Italia. Un "segnale politico inequivocabile" per i dem, soprattutto in ottica elezioni politiche. Non appare nemmeno casuale, continuano nel ragionamento, che Calenda continui a mandare messaggi sul peso che avrà il suo partito e i centristi in generale nella formazione dell'esecutivo che verrà. Azione a Salerno sostiene la corsa del centrista, Armando Zambrano, contro i due 'campi progressisti': quello formato da M5s, Avs e Salerno Democratica, che sostiene Franco Massimo Lanocita, e quello che sostiene l'ex governatore Vincenzo De Luca, con sette compagini civiche. Non c'è, a Salerno, il simbolo del Partito Democratico, scelta presa dai dem per non far saltare gli equilibri del campo largo che ha vinto alle ultime regionali con il pentastellato Roberto Fico. Per il centrodestra l'obiettivo è 'strappare' Reggio Calabria al centrosinistra. E confermare il "buon governo" a Venezia. Il primo traguardo appare ai piu' abbastanza raggiungibile, il secondo "in salita", ma non ancora impossibile. La coalizione formata da Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi moderati si presenta unita quasi ovunque in questa tornata elettorale, probabilmente l'ultima prima delle politiche. A Reggio Calabria, dopo 12 anni di guida di Giuseppe Falcomata', il centrodestra unito punta su Francesco Canizzaro, deputato e coordinatore regionale di FI. Canizzaro sfida Domenico Battaglia, il dem che ha preso il posto di Falcomatà, quando quest'ultimo è stato eletto in Consiglio regionale.La situazione nel centrodestra e gli altri comuni in gioco Tra i Comuni al voto, la coalizione al governo a Roma si presenta divisa, in Lombardia, a Vigevano, dove la Lega corre da sola con l'assessore uscente Riccardo Ghia, sostenuto anche da FdI e Noi moderati, mentre FI con il chirurgo Paolo Previde Massari; mentre il centrosinistra è compatto attorno a Rossella Buratti. E a Chieti, in Abruzzo, dove il centrosinistra unito appoggia l'ex sottosegretario Giovanni Legnini, mentre il centrodestra è diviso con FdI, FI e Noi moderati che sostengono il candidato civico Cristiano Sicari e la Lega appoggia Mario Colantonio, insieme all'Udc. Centrodestra diviso anche, in Sicilia, ad Agrigento, dove la Lega e Nm corrono con l'ex deputato regionale Luigi Gentile, mentre FdI e FI appoggiano il civico forzista Dino Alonge. In Campania, si corre in ordine sparso ad Avellino, dove Lega e Udc sostengono Gianluca Festa, mentre Forza Italia e Fratelli appoggiano l'ex sindaca Laura Nargi, caduta in seguito allo scioglimento del consiglio comunale per la mancata approvazione del bilancio. Altro obiettivo della coalizione guidata da Giorgia Meloni è, in Calabria, la conferma del sindaco uscente Vincenzo Voce, a Crotone. In Campania, viene definita come "molto difficile" la sfida contro il popolarissimo ex sindaco ed ex governatore Vincenzo De Luca, a Salerno, dove il centrodestra schiera l'avvocato Gherardo Maria Marenghi. In Toscana, infine, sono ritenute difficili le sfide a Prato, dove il centrodestra appoggia il dirigente di FdI Gianluca Banchelli; ad Arezzo con l'imprenditore Marcello Comanducci e a Pistoia con l'azzurra Anna Maria Celesti. "Ogni appuntamento elettorale è importante", afferma il responsabile organizzativo di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli. "In queste citta' che vanno al voto domenica e lunedi' puntiamo a confermare il buon governo del centrodestra, dove governavamo, e a strappare Comuni alla sinistra, dove eravamo all'opposizione", sottolinea. "La coalizione si è presentata unita nel 90 per cento dei casi con poche eccezioni, che rientrano nella fisiologica diversita' dei territori", rivendica, per FI, il responsabile enti locali, Maurizio Gasparri, "è una tornata importante; le città più in vista sono Venezia e Reggio Calabria".