H2: L’attore grande tifoso della Roma: «Merito di due piatti… Dybala mi ha promesso di esultare alla Canà. A Trigoria Pellegrini e Mancini mi chiamano Libero»Attore tra i più noti del cinema italiano, Lino Banfi è legato al mondo del calcio non solo perché lo segue ed è tifoso della Roma ma anche per l’interpretazione di Oronzo Canà ne L’allenatore nel pallone. La Gazzetta dello Sport lo ha incontrato.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoTIFOSO GIALLOROSSO «Roma mi ha cambiato la vita. È la città dove ho raggiunto il successo e mi sentivo di doverle dare qualcosa in cambio. Anche perché l’Olimpico è uno dei pochi posti dove riesco ad andare senza essere travolto dalla gente; infatti, anche se vivo a Roma da settant’anni, non ho mai visto Castel Sant’Angelo, il Pantheon e non sono mai salito sulle scalinate di San Pietro».UN EPISODIO SCATENANTE «Sì. Da giovanissimo accompagnavo i ragazzi in sedia a rotelle a vedere le partite allo stadio. Non avevo un soldo e avevo sempre fame, quindi, quando potevo, passavo dal bar del tennis lì vicino per farmi offrire un panino. Un giorno accompagnai un ragazzo laziale che però non volle pagarmi nulla: era agiato e voleva solo vedere la partita. La settimana seguente, invece, mi affidarono un romanista. Io, memore della volta precedente, lo portai subito verso lo stadio e lui: “Ao, ma che fai? Annamo al bar del tennis, se famo du’ matriciane!”. Io rimasi incredulo, e lui: “Se famo anche ‘na cacio e pepe a mezzi, se vuoi”. Quasi mi commossi. Da quel giorno sono diventato romanista».A TRIGORIA «Ho visto dei ragazzi fantastici. Pellegrini e Mancini si sono quasi commossi perché sono grandi fan di Un medico in famiglia; infatti mi chiamavano Libero (il nome del personaggio di Lino nella serie, ndr). Invece per il Gasp sono “Mister”: tutti i tecnici lo fanno, dopo L’allenatore nel pallone. Ma quello che mi ha colpito più di tutti è stato Dybala. Paulo Dybala Roma Stava facendo un allenamento tremendo: correva sul posto con una cintura legata in vita e un ragazzo che lo teneva. Poi, quando mi ha visto, si è fermato, abbiamo scambiato due parole e mi ha fatto una promessa. Di urlare il mio grido di battaglia quando segnerà il prossimo gol. Gli ho detto di andare davanti alla telecamera e urlare: “Porca puttena!”. Volevo chiederlo anche a Malen, ma non c’era».IL GIOCATORE PREFERITO «Direi Falcao. Era mio ospite fisso in televisione. Gli sono molto grato perché mi fece conoscere Pelé. Me lo presentò una volta che era in viaggio a Roma; ci provai a parlare, ma lui conversava solo in brasiliano stretto. Però abbiamo una foto tutti insieme che ho incorniciato e messo sulla mia scrivania».GENERO «L’ho ospitato tante volte a casa mia e ho rischiato anche di averlo come genero, perché ci provava con mia figlia! Poi lei mi chiese di dirgli che era fidanzata e non voleva saperne: fui io a dover fare l’ambasciatore».CASSANO «Conosco bene sua madre, una signora di Bari Vecchia che mi chiamava sempre quando Antonio giocava nella Roma: “Tu sei il mito di mio figlio, solo tu puoi fargli mettere la testa a posto”. Quindi organizzai una cena con Cassano e i suoi cugini. Gli dissi: “La prossima volta che fai un fallo e ti fai ammonire, fai un gesto controcorrente: non protestare, ma fai un inchino”. Lui ci pensò e poi mi rispose in barese stretto: “Lino, tu sei il mio idolo, ma proprio non ci riesco”. L’anno dopo andò al Real Madrid».CATTOLICO «Ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere tre Papi. Spero un giorno di essere invitato anche da Papa Leone. Specialmente con Francesco ho o splendido: l’ho visto 16 volte e ogni tanto dal Vaticano mi chiamavano dicendo che Sua Santità voleva scambiare quattro chiacchiere con me. Una delle ultime volte mi disse: “Tu fai una carezza al cuore di queste persone”. Porterò questa frase sempre con me».L'articolo Lino Banfi: «Amo la Roma, Falcao poteva diventare mio genero. A Cassano avevo dato un consiglio…» proviene da Calcio News 24.