La “mala-movida” torna a far discutere a Milano: una petizione sul sito del Comune inerente all’ordine pubblico nel quartiere di Bicocca ha raggiunto e superato in pochi giorni la soglia prevista delle mille firme per la presa in carico da parte dell’amministrazione. L’iniziativa nasce da un piccolo gruppo di residenti della zona. Abbiamo parlato con il loro referente per farci spiegare la situazione.Il primo problema è senza dubbio l’eccessivo affollamento in una certa sera della settimana: “I locali il giovedì sera vendono degli spritz a prezzi irrisori (tre euro, forse anche meno) – racconta Salvatore Morana, primo firmatario della petizione, a Milano Quotidiano – Perciò arrivano qui tantissimi ragazzi da diversi quartieri di Milano e tutte le piazze di Bicocca, che sono molto grandi, si riempiono”. “Vengono anche acquistati tantissimi alcolici nei supermercati del quartiere e tutto questo porta ad avere bottiglie rotte, rifiuti abbandonati, fuochi d’artificio, confusione fino a ora molto tarda e situazioni potenziali di rischio per l’incolumità dei ragazzi stessi” prosegue Morana. Che menziona anche episodi di vandalismo: “Recentemente una vetrina della portineria di Piazza della Trivulziana è stata trovata spaccata. Addirittura abbiamo avuto situazioni di ragazzi e ragazze che si sono messi a fare i loro bisogni davanti all’asilo d’infanzia in Piazza dei Daini. Per di più alla luce del pomeriggio o delle sette di sera. E’ una prassi assolutamente prevedibile: non tutti escono per divertirsi in modo sano e non tutti rispettano i limiti del buon senso”.“Una situazione di degrado perenne che rovina un quartiere d’eccellenza”Con gli assembramenti che cominciano il giovedì e durano fino al sabato sera, soprattutto con l’inizio della bella stagione, girando per Bicocca la domenica mattina è facile trovare cocci di bottiglia, cartacce, bicchieri di plastica e affini: “Sull’area pubblica e sull’area dell’università vengono effettuate le pulizie, ma, come si può vedere semplicemente passeggiando, Piazzetta delle Donne è assolutamente sporca, quindi queste pulizie non risultano essere molto efficaci”, commenta Morana. E prosegue: “Si sta creando una situazione di degrado perenne che rovina un quartiere che dovrebbe essere un polo di eccellenza grazie all’università e al Teatro degli Arcimboldi”.In merito alla delibera comunale anti-movida approvata 16 maggio che ha disposto in alcune zone di Milano il divieto di asporto alcolici dalle 22 e i limiti orari per i dehors, Morana commenta: “Non capisco perché la zona Bicocca non sia stata inserita dall’ordinanza fra le aree con regolamentazione speciale per la prevenzione dei rischi di movida. O la politica e chi dovrebbe occuparsi della sicurezza non si è accorto della situazione – e in questo caso sarei un po’ preoccupato – oppure se ne sono accorti, ma non ritengono che al momento sia necessario intervenire. Personalmente non so cosa stiano aspettando”.“Forse perché il Comune è stato condannato per la movida in Via Lazzaretto adesso può fare più comodo che la confusione si sposti da un’altra parte, però non è che spostando la confusione si risolve il problema: il problema si risolve attuando misure di prevenzione”, conclude Morana, alludendo alla sentenza di primo grado che in aprile ha condannato il Comune per l’eccessivo carico di emissioni sonore nella zona Lazzaretto-Melzo.“Il Comune ci ascolti: ecco le nostre proposte”Il sorprendente successo della raccolta firme dimostra che il tema è molto sentito dai residenti di Bicocca. “Se da martedì a domenica vengono raggiunte più di mille firme autenticate sul sito del Comune per le petizioni, in un quartiere che avrà 4-5mila abitanti vuol dire che il venti per cento della popolazione di quel quartiere è stufa – spiega Morana a Milano Quotidiano. Parlando di prevenzione e di misure, allora, cosa si aspettano? “Io e gli altri promotori della petizione ci aspettiamo, visto che il Comune ha quarantacinque giorni di tempo, come da regolamento, per dare una risposta formale, un’ordinanza restrittiva sul quartiere che vada a mettere dei limiti sulla possibilità di distribuire gli alcolici o la rivendita di alcolici in asporto. I locali devono essere sicuramente aiutati a lavorare perché tengono vivo il quartiere, ma va messo un forte limite sull’asporto e ci aspettiamo anche che venga posto un presidio di polizia nelle giornata più critiche e anche un presidio sanitario: se si vogliono continuare ad avere eventi di questo tipo in quartiere bisogna che tutto venga tenuto sotto controllo. Infine chiediamo che ad un orario ragionevole, che siano le undici o mezzanotte, tutto si chiuda civilmente nel rispetto di tutti”. Nel frattempo venerdì 29 maggio Morana e gli altri promotori saranno in Bicocca per proseguire la raccolta firme, questa volta fisicamente.L'articolo Milano, Bicocca è il nuovo fronte della movida selvaggia: già mille firme contro il degrado del fine settimana proviene da Nicolaporro.it.