Cosa disse davvero Mussolini ad Almirante prima di morire (e fu disatteso)

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In questi giorni si moltiplicano le celebrazioni di Giorgio Almirante, storico leader del Movimento Sociale Italiano. Sono soprattutto le pagine della destra bluette, quella neoliberale e atlantista, a rendere omaggio alla sua figura nell’anniversario della morte. Vale la pena, però, andare oltre ogni beatificazione postuma e provare a formulare un giudizio storicamente fondato.La tesi che intendo sostenere è netta: Almirante non fu il continuatore del fascismo di Mussolini nel dopoguerra. Ne fu, al contrario, il traditore politico. Fu lui a spianare la strada alla metamorfosi kafkiana della destra post-fascista, trasformatasi già sotto la sua guida in un semplice avamposto dell’atlantismo.Cosa disse davvero Mussolini alla finePer comprendere la portata del tradimento occorre partire dalle parole di Mussolini stesso. Quando ormai il fascismo stava per cadere, il Duce disse inequivocabilmente che, una volta esaurita l’esperienza fascista, i suoi uomini avrebbero dovuto sostenere senza esitazioni il Partito Socialista di Pietro Nenni. Finito il fascismo, era necessario tornare al socialismo — il terreno da cui il fascismo stesso era nato. Lo disse, tra gli altri, anche allo stesso Almirante.Sul piano della politica internazionale, Mussolini fu altrettanto esplicito: costretto a scegliere tra un’Italia vicina alle potenze anglo-americane, alla Germania di Hitler o all’Unione Sovietica di Stalin, non aveva dubbi. La scelta preferibile era l’ultima. Mussolini scelse Stalin — non Hitler, non le potenze che egli stesso chiamava “demoplutocratiche”.Il tradimento sistematico di AlmiranteAlmirante fece esattamente l’opposto su ogni fronte. Il MSI non si schierò mai accanto al Partito Socialista: scelse sistematicamente la destra radicale, quella filomonarchica, quella liberale, fino alle convergenze con la Democrazia Cristiana. Sul piano della politica estera, Almirante fu spietatamente antisovietico e non troppo obliquamente filoatlantico — al punto da candidare nelle proprie liste un generale della NATO, Gino Birindelli.Come ebbe a dire con grande lucidità il filosofo Costanzo Preve, il post-fascismo fu sostanzialmente un fenomeno di normalizzazione atlantista dell’Italia. Questa è la cornice dentro cui va collocata, con onestà intellettuale, la figura di Giorgio Almirante.Il fascismo fu un episodio storico nato e morto con Benito Mussolini. Ciò che venne dopo — dal Movimento Sociale Italiano ad Alleanza Nazionale, fino alle formazioni della destra odierna — è un’altra storia che con il fascismo mussoliniano ha in realtà poco, forse nulla, a che vedere.Riconoscerlo non significa né assolvere né condannare: significa semplicemente voler capire cosa realmente avvenne. Senza miti, senza liturgie commemorative, senza le distorsioni interessate di chi ha tutto da guadagnare nell’oscurare questa discontinuità radicale.Diego Fusaro, 26 maggio 2026The post Cosa disse davvero Mussolini ad Almirante prima di morire (e fu disatteso) appeared first on Radio Radio.