IL NUMERO ESATTO

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di Fabio Pisanoregia Martina Badiluzzicon Alessandra Borgia, Francesca Borriero, Anna Carpaneto, Federica Carruba Toscano e Giulia Weberscene Roberta Guascocostumi Alessandra Gaudiosoluci Fabrizio Ciceromusiche Francesco Leineridatore luci Lud Sciannamblofoto di scena Ivan Noceraproduzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale in collaborazione con Compagnia Liberaimago, AMATe Comune di Pesaro per RAM – Residenze Artistiche Marchigiane, progetto promosso da MiC e Regione Marche, In__corpore, progetto di Residenze per artisti nei territori 25-27 del teatro del Grillo di Soverato (CZ), co-finanziato da Regione Calabria e Ministero della culturaTesto vincitore del Premio Ugo Betti per la Drammaturgia 2024 (XIX edizione) «Cos’è una figlia? E cosa, davvero, una madre? …Essere madre può mai coincidere con il puro atto di mettere al mondo una vita o la maternità eccede ogni conto, ogni previsione, ogni statistica? In quanti modi può esistere questo legame?». Sono queste le domande dolorose e necessarie al centro de Il numero esatto, testo di Fabio Pisano con la regia Martina Badiluzzi.Autore tra le voci più incisive della nuova drammaturgia napoletana e nazionale, Fabio Pisano firma un testo potente che affronta il tema della gestazione per altri, trasformandolo in una profonda indagine sulla femminilità, sull’identità e sul senso di appartenenza. Uno spettacolo che è al tempo stesso viaggio e ferita aperta, racconto intimo e riflessione politica.Il testo, finalista alla 57ª edizione del Premio Riccione per il Teatro, ha vinto il Premio Ugo Betti per la Drammaturgia 2024 (XIX edizione) ed è pubblicato nella collana teatrale bettiana per Bulzoni editore. La giuria lo ha definito “una sorta di viaggio di Alice nel mistero, via via più fitto, della propria nascita”, sottolineando la capacità dell’opera di raccontare “un cammino segnato dalla dolente impossibilità di dire ‘chi si è’”.La storia trae ispirazione da un recente fatto di cronaca italiano legato al tema della gestazione per altri. Interroga in modo crudo e insieme delicato il ruolo della maternità nella società contemporanea. Quando si parla di figli, il rischio è quello di ridurre tutto a opinioni immediate e superficiali. Pisano scava invece nel profondo, mostrando come la genitorialità — soprattutto quando riguarda una donna — diventi inevitabilmente una questione pubblica. Al centro della scena c’è Alice, una giovane donna che a vent’anni scopre di non essere figlia della madre che l’ha cresciuta. La sua ricerca identitaria si trasforma in un viaggio dentro un “pozzo al buio”, alla ricerca delle voci delle donne che hanno reso possibile la sua esistenza: una madre biologica, una gestante, una tata e una madre adottiva. Una catena di maternità incompiute, imperfette. Una vicenda personale inserita in un contesto più ampio segnato da conflitti e tensioni globali. La storia si muove infatti tra geografie ferite — tra Ucraina e Russia — facendo della biografia di Alice anche una metafora del nostro tempo.CAMERINO_AUDITORIUM BENEDETTO XIII sabato 6 giugno ore 21.15ingresso gratuitoINFO AMAT 071 2072439 [lunedì – venerdì orario 10 – 16]