AGI - Si inasprisce il conflitto all'interno dei repubblicani del Chp, principale forza di opposizione al potere del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Un conflitto generazionale che, nonostante le elezioni siano previste nel 2028, finisce per avvantaggiare l'uomo che guida la Turchia da più di 20 anni.Lo scontro è tra il vecchio leader, il classe 1948 Kemal Kilicdaroglu e il segretario Ozgur Ozel, classe 1974. Quest'ultimo eletto segretario nel 2023 e portatore di una linea sicuramente più energica e amata dalla base rispetto all'ostinato Kilicdaroglu, sconfitto più volte da Erdogan.La decisione della corte d'AppelloLa crisi è esplosa definitivamente quando lo scorso giovedì una decisione di una corte d'Appello turca ha annullato il congresso del 2023, durante il quale la leadership era passata dall'ex leader Kilicdaroglu a Ozgur Ozel, allora deputato sostenuto dal deposto e incarcerato sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu.Le divisioni dopo le elezioni presidenzialiLa convention del 2023 si era svolta poco dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali di maggio in un clima già segnato da profonde divisioni interne all'opposizione. Mentre Kilicdaroglu insisteva sulla propria candidatura, la nuova corrente del partito vicina a Imamoglu spingeva per un candidato capace di battere Erdogan.La sconfitta e il congresso contestatoAlla fine, Kilicdaroglu riuscì a imporsi come candidato, convinto che il presidente si trovasse nel momento di maggiore debolezza politica. Kilicdaroglu fu sconfitto da Erdogan al secondo turno, non si dimise, il congresso elesse Ozel e la frangia vicina all'anziano leader fece ricorso alle vie legali.Respinte in primo grado, le accuse di irregolarità procedurali e compravendita di voti, che il Chp respinge con forza, vengono accolte in appello il 21 maggio. Viene così ordinata la rimozione di Ozel e del suo direttivo e il reinsediamento di Kilicdaroglu e del suo precedente gruppo dirigente.L'intervento della poliziaLo stesso Kilicdaroglu, attraverso i propri legali, lasciati fuori dalla sede del partito con Ozel barricato all'interno, ha chiesto domenica scorsa l'intervento delle forze di polizia. Le immagini dell'irruzione hanno fatto il giro del mondo.La battaglia per la leadershipKilicdaroglu ha già aggiornato la propria biografia su X, definendosi l'attuale presidente del Chp e ha fatto inserire la sua foto di segretario attuale nelle principali sedi del partito, relegando Ozel a un ritratto in bianco e nero riservato agli ex leader.La contestazione del ChpLo stesso Chp ha immediatamente contestato la legittimità della sentenza, il 22 maggio. I dirigenti del partito sostengono che i tribunali ordinari non abbiano giurisdizione sulla questione e che soltanto il Consiglio Supremo Elettorale possa invalidare i congressi di partito.Le reazioni politicheIl ritorno di Kilicdaroglu avviene in un momento in cui l'ex leader resta fortemente impopolare tra gli elettori dell'opposizione. Il leader dell'Iyi Party, Musavat Dervisoglu, ha escluso apertamente la possibilità di dialogare con Kilicdaroglu in queste circostanze.La decisione del tribunale non ha però provocato proteste di massa. Solo poche migliaia di persone si sono radunate davanti alle sedi locali del Chp, mentre alcuni gruppi si sono riuniti anche ad Ankara.Vantaggi per ErdoganSpaccature e problemi interni al Chp costituiscono una piaga strutturale che ha sempre favorito Erdogan negli ultimi 20 anni, nonostante l'indebolimento dell'Akp e grazie anche all'alleanza con i nazionalisti del Mhp.Nonostante l'improvviso cambio di leadership, i due rivali continuano a mantenere aperto un canale di comunicazione. Dopo la sentenza emessa venerdì, Kilicdaroglu e Ozel hanno avuto una conversazione telefonica.Il possibile nuovo congressoSecondo un consigliere dell'ex leader, Kilicdaroglu avrebbe informato Ozel della volontà di portare il partito a un nuovo congresso nel momento più opportuno. Tuttavia, non si prevede che Kilicdaroglu convochi un nuovo congresso nel breve periodo.Nei retroscena politici di Ankara si moltiplicano le voci secondo cui la disputa potrebbe provocare una scissione permanente all'interno del Chp, con la possibile nascita dell'“Ekim Partisi”. Ozel ha però smentito questa eventualità.L'attenzione si concentra ora sulla capacità del Chp di superare questa disputa interna senza compromettere definitivamente l'unità della propria base elettorale, mentre ancora una volta è Erdogan a trarre vantaggio dalla faida interna al principale partito di opposizione.