Come rendere un aeroporto “amico” delle persone con problemi sensoriali: la “prova” di Malpensa

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Non è difficile pensare quanto l’ambiente aeroportuale sia poco consono alle persone con autismo, o con problemi sensoriali: affollamento, rumori assordanti, procedure d’imbarco  sono sicuramente elementi di forte destabilizzazione per le stesse. Per ovviare queste problematiche, la compagnia aerea Emirates, la più grande flotta al mondo di Airbus e di Boeing, ha messo  a punto “Travel Rehearsal”, programma internazionale per rendere più accessibile l’esperienza di volo a un maggior numero di persone possibile, attraverso un percorso guidato, volto a far familiarizzare ipotetici viaggiatori con condizioni particolari con l’ambiente  degli aeroporti.Pochi giorni fa, il progetto è arrivato a Malpensa, scalo con grande affluenza di passeggeri  ogni giorno; e pertanto, con tante richieste di assistenza da parte di persone con disabilità o con particolari esigenze. Lo scorso anno, ci sono state circa cinque mila richieste di assistenza per passeggeri con disabilità intellettive o comportamentali, il 2% di quelle  totali. La permanenza nelle aeree affollate, come i controlli di sicurezza o dei passaporti per i viaggiatori con disabilità possono momenti veramente critici.Per evitare situazioni di questo tipo, particolarmente difficili da affrontare, Sea  Milano Airoports e l’Associazione ETS “L’abilità”, all’interno dello stesso aeroporto ha  promosso “Travel Rehearsal”, simulando un viaggio coinvolgendo sei bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, con una forma grave di autismo.  L’obbiettivo è creare un primo approccio positivo con l’ambiente aeroportuale, durante il quale i piccoli partecipanti possono esplorare lo stesso contesto senza pressioni e con i tempi adeguati alle loro esigenze.Il programma consiste in un percorso che si snoda attraverso alcune fasi che si svolgono all’interno dell’aeroporto; è preceduto da un lavoro propedeutico, svolto, per lo più, con materiale specifici che preparano mentalmente i bambini a ciò che sperimenteranno, riducendone l’incertezza e l’ansia. Una prima tappa viene fatta nell’aerea ceck-in, predisposta appositamente, infatti, si fa in modo che sia  poco frequentata, dove i bambini prendono confidenza con le prassi tipiche prima della partenza, come, recarsi al banco per registrarsi e ottenere la carta d’imbarco; apporre l’etichetta al bagaglio, avere dimestichezza con il passaporto personalizzato, realizzato da loro stessi con l’aiuto degli educatori. Una situano analoga viene creata nelle zone dei controlli di sicurezza e in frontiera, dove  il passaporto viene vidimato, per rendere l’esperienza più reale. Successivamente, i bambini proseguono  fino all’area degli imbarchi, da qui possono osservare gli aeromobili in movimento  e le operazioni di assistenza a terra. L’iter si conclude  con il ritiro bagaglio; e il rilascio a ciascun bambino il diploma di “viaggiatore esperto”.In ogni fase del percorso è stato creato un ambiente adeguato e calibrato in base alle esigenze sensoriali e  relazionali dei bambini, riducendo al massimo ogni stimolo che potesse essere causa di ansia e stress.“Questa iniziativa si inserisce nel programma ENAC “Autismo – in viaggio verso l’aeroporto” al quale SEA aderisce già da tempo con il proprio progetto di “familiarizzazione” – ha dichiarato Michele Parietti, responsabile del servizio PRM Assistance di  Malpensa –  In questo caso, però, la collaborazione tra aeroporto, compagnia aerea e associazioni ha permesso di creare un’esperienza realmente immersiva. Guardare procedure e attività quotidiane attraverso un piccolo viaggiatore ci aiuta a comprendere quanto si possa ancora fare per rendere l’esperienza aeroportuale davvero  accessibile a tutti. Il lavoro con le associazioni consente, inoltre, di costruire iniziative  basate sui bisogni reali e trasformarle in attenzioni operative concrete, piccoli accorgimenti e comportamenti capaci, nel loro insieme, di rendere il viaggio sempre più inclusivo”.A conclusione del percorso, l’auspicio del programma è  che i partecipanti con autismo o altri problemi sensoriale abbiano familiarizzato con l’ambiente aeroportuale, al punto tale che siano pronti per affrontare un viaggio reale.